Netti capogruppo, i consiglieri del Pd
sconfessano la linea del partito

MACERATA - Ultime scosse del post-verifica. I renziani verso l'uscita dalla maggioranza
- caricamento letture

 

Andrea Netti, neo capogruppo del Pd dopo l'ingresso in Giunta di Narciso Ricotta

Andrea Netti, neo capogruppo del Pd dopo l’ingresso in Giunta di Narciso Ricotta

di Marco Ricci

Nella serata di ieri si sono abbattuti sul Partito Democratico gli ultimi colpi dello sciame bradisismico che – partito dalla verifica di maggioranza – è arrivato a interessare l’intero partito. Il presunto accordo tra ex-margherita e bersaniani del “Pd Nuovo Corso” – che ha condotto Narciso Ricotta in Giunta e che avrebbe dovuto affidare al bersaniano Renis il ruolo di capogruppo in Consiglio creando un tentativo di unità – non ha infatti raggiunto i risultati sperati.

I renziani, precedentemente in maggioranza nel partito assieme agli ex-margherita, non hanno affatto gradito né l’esito della verica da un punto di vista metodologico, si sono sentiti pressochè esclusi da tutto, né da quello programmatico. Ai fan del sindaco di Firenze, inoltre, non è neppure andata giù la scelta del Sindaco di far entrare in Giunta Narciso Ricotta. Avrebbero invece preferito una riduzione del numero di Assessori in un’ottica di risparmio e di presa d’atto del momento difficilissimo in cui versa il paese e versano i partiti.
E così ieri, quando si è riunito il gruppo dei Consiglieri Pd, le cose non sono andate come da programma. Come avevamo anticipato il ruolo di capogruppo è stato assegnato infatti, a larghissima maggioranza, ad Andrea Netti. Al bersaniano Renis è sfumato anche il ruolo di vice-capogruppo che è invece finito sulle spalle dell’ex-margherita Maurizio del Gobbo. Un brutto colpo sia per la nuova maggioranza all’interno del partito che evidentemente non ha retto tra i consiglieri alla prima prova dei fatti, sia per il Sindaco stesso. Renis è considerato da tutti come uno dei Consiglieri più vicini a Carancini.

Il segretario Paolo Micozzi e Romeo Renis del "Pd nuovo corso"

Il segretario Paolo Micozzi e Romeo Renis del “Pd nuovo corso”

C’è da sottolineare come la scelta del gruppo consiliare crei di fatto tra i consiglieri una maggioranza diversa rispetto a quella creatasi nell’organismo dirigente del PD di Macerata. Se in quest’ultimo caso gli ex-margherita vanno adesso a braccetto con i bersaniani dell’altro PD, nel gruppo consiliare gli ex-margherita hanno messo da parte “l’altro PD ” a tutto vantaggio dei Consiglieri renziani. Una situazione di confusione, anche piuttosto trasversale, che non ha certo beneficiato dall’uscita dal gruppo di Narciso Ricotta che, negli ultimi periodi, è sembrato l’unico in grado di tenere i consiglieri sul pezzo.

Se i bersaniani ritengono l’operazione avvenuta nel gruppo consiliare come l’ennesimo tentativo strumentale dei renziani per mettere in difficoltà il sindaco e per farlo cadere in fase di discussione del prossimo bilancio, i renziani dal canto loro rispediscono al mittente. Assicurano di non avere la minima intenzione di creare imboscate e si vantano piuttosto di aver fermato un’operazione non gradita non solo loro ma, a quanto parebbe, da quasi tutti i consiglieri. Verrebbe solo da chiedersi adesso chi controlla i Consiglieri. Il partito non è stato in grado di portarli su una scelta che sembrava già fatta e anche nelle ultime sedute di Consiglio il gruppo PD è sembrato procedere spesso a briglie sciolte, incurante anche degli umori dello stesso sindaco. Come dicevamo non è certo un buon augurio in vista del bilancio e i renziani non negano di portare in discussione emendamenti cospicui in caso le proposte dell’Assesore Blunno e della Giunta non fossero gradite.

Gli sciami bradisismici, come si sa terminano in due modi diversi. O con la pace o con un gran colpo di tuono. L’ipotesi più catastrofista all’interno del PD sembra al momento la più probabile visto che in uno degli ultimi direttivi il portavoce dei renziani Giovanni Scoccianti ha letto un documento fortemente critico nei confronti del Segretario Micozzi. Inoltre, sempre lo stesso documento, paventava l’uscita dalla maggioranza qualora fossero venuti meno – come di fatto sono venuti meno – i punti su cui la maggioranza si era formata nel momento del congresso. E’ dunque ipotizzabile che, durante il direttivo in programma per la serata di oggi, i renziani escano dalla maggioranza formalizzando il gesto con le dimissiono di Scoccianti dalla segreteria di Micozzi. Nonostante “l’altro PD” eviti di commentare quanto accaduto  ieri per non chiudere definitivamente la porta all’intesa, nessuno dei renziani  da un chiaro segnale di volersi infilare nel varco. Probabilmente dunque siamo solo all’inizio di un lungo scontro che, come sta avvenendo a livello nazionale, si spinge anche nella nostra città.

Se dunque la verifica doveva avere come scopo anche il raggiungimento all’interno del Pd di una situazione più serena e di un’unità che avrebbe permesso di guidare meglio il gruppo consiliare durante gli ultimi due anni di mandato di Carancini, è evidente come questa strategia non sia riuscita. Al contrario la verifica sembra aver unito quei consiglieri proprio più critici nei confronti dell’operato della Giunta, mettendo in un angolo Romeo Renis e il neo-consigliere Marco Morresi. E questa non  è certo una buona notizia per l’Amministrazione, già sotto il tiro dei Comunisti Italiani e  del Centro Democratico di Guido Garufi. Il direttivo di stasera, come detto, sarà cruciale per sapere come andrà a finire all’interno del PD. Per la maggioranza comunale saranno invece  cruciali le lunghe giornate del bilancio.

 

 

Articoli correlati



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X