Tumore alla mammella, 100mila euro
per uno studio sperimentale:
gli effetti della vitamina D
SAN SEVERINO - Donazione della Fondazione Anello della Vita (che ha ricevuto un lascito specifico) per una ricerca che si svolgerà in collaborazione con Unicam e Ast

Il direttore dell’Ast Macerata Alessandro Marini
Sinergia tra Università di Camerino, Ast Macerata e Fondazione Onlus L’Anello della Vita di San Severino per un progetto di sperimentazione clinica per valutare l’effetto della vitamina D sulla fatigue in pazienti operate per tumore alla mammella.

È la prima volta che uno studio (legato alla farmacologia) promosso da Unicam grazie all’iniziativa del direttore della Scuola di scienze del farmaco e dei prodotti della salute Gianni Sagratini in veste di principale promotore e referente scientifico del progetto, si realizza grazie al contributo fondamentale di un’associazione di volontariato (l’Anello della vita) e grazie alla collaborazione tra istituzioni pubbliche, Unicam e Ast Macerata. Grazie alla donazione di 100mila euro da parte della Fondazione settempedana presieduta dall’avvocato Marco Massei, che ha ritenuto il progetto di elevato valore scientifico e meritevole di supporto, è stata finanziata una borsa di studio ad una dottoranda di Unicam, Alba Ciattaglia, per realizzare la sperimentazione clinica all’Ast di Macerata, sotto la responsabilità di Luca Faloppi, responsabile scientifico per l’Azienda sanitaria maceratese.

L’avvocato Marco Massei
Il progetto, a cui hanno collaborato Rosita Gabbianelli per la parte biologica e la dottoranda Alba Ciattaglia, ha ottenuto il parere favorevole del Comitato etico delle Marche (Cet) e si svolgerà nel pieno rispetto della normativa vigente e del consenso informato delle partecipanti, coinvolgendo gli ospedali di San Severino, Macerata, Civitanova e Camerino. «La tutela della qualità di vita delle pazienti oncologiche, cui è finalizzato lo studio, è parte integrante della nostra missione di cura e ringrazio l’Università, la Fondazione Anello della Vita, i professionisti coinvolti nel progetto, medici, ricercatori e tutto il personale che renderà possibile questa sperimentazione. Ringrazio anche le donne che, partecipando, contribuiranno a migliorare la cura di chi verrà dopo di loro», ha affermato il direttore generale dell’Ast di Macerata Alessandro Marini, presentando stamattina il progetto.

L’avvocato Marco Massei da parte sua ha parlato dell’orgoglio, come Fondazione, «di aver contribuito ad una sperimentazione sulla vitamina D grazie ad un lascito testamentario specifico per la ricerca, effettuato a favore della nostra Fondazione da parte di Andreina Pallotto. L’importanza di questa donazione deriva dal poter partecipare ad uno studio che va oltre le mura cittadine e si estende a beneficio di una comunità territoriale che raggiunge anche Macerata e Civitanova»
«Questo importante finanziamento – ha dichiarato il rettore Unicam Graziano Leoni – rappresenta un riconoscimento concreto alla qualità della ricerca che il nostro ateneo porta avanti in stretta sinergia con il territorio e con il sistema sanitario regionale. Il progetto testimonia il valore della collaborazione tra competenze accademiche e cliniche e conferma la capacità di Unicam di promuovere ricerca di eccellenza con ricadute dirette sulla qualità della vita delle pazienti. Desidero pertanto ringraziare tutte le ricercatrici ed i ricercatori coinvolti, l’Ast di Macerata e la Fondazione Anello della Vita che ha voluto sostenere questo importante progetto».

Graziano Leoni, rettore Unicam
«Siamo davvero molto orgogliosi – ha sottolineato Gianni Sagratini – di questo percorso e del risultato ottenuto: il progetto è stato realizzato “su misura” per il territorio, è frutto dell’incontro tra le competenze di progettazione scientifica del nostro ateneo e l’esperienza clinica sul campo di Ast Macerata. La Fondazione Anello della Vita, che ringraziamo sentitamente, ha riconosciuto il valore di questa sinergia ed ha creduto in questa sfida istituzionale, oltre che scientifica, scegliendo di investire risorse significative per trasformare un’idea ambiziosa in una realtà operativa con benefici concreti per le pazienti del territorio».
Rosita Gabbianelli, docente di Unicam, ha spiegato come le pazienti saranno trattate con la vitamina D per verificare se la stessa sia in grado di risolvere o alleviare il senso di fatigue connesso ai trattamenti oncologici. La sperimentazione rappresenta un tassello importante nelle cure per l’aiuto che può dare a chi vive un momento critico della vita.
Lo studio sarà effettuato su circa 140 donne operate con tumore alla mammella e si protrarrà per oltre due anni. La parte clinica è coordinata dal reparto di oncologia di San Severino, diretto da Luca Faloppi e la sperimentazione sarà estesa anche alle altre strutture ospedaliere dell’Ast Macerata, coinvolgendo l’intero Dipartimento oncoematologico guidato da Nicola Battelli.