Summit in maggioranza
Verifica agli sgoccioli

I Comunisti italiani intenzionati a non firmare il documento del sindaco. Bisogna vedere cosa faranno Garufi e Savi. Parlano Lattanzi, Bianchini e Tartabini
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Pierpaolo Tartabini, capogruppo di Sel

Pierpaolo Tartabini, capogruppo di Sel

 

di Marco Ricci

Sarebbe sbagliato affermare che la verifica di maggioranza ha cambiato tutto per non cambiare niente. Dalle dichiarazioni e dalle indiscrezioni che traspaiono a poche ore dalla chiusura di questo lunghissima dicussione qualcosa è cambiato ma non del tutto in meglio. La verifica, al di là dei contenuti e del numero degli assessori, sembra infatti essere stata l’occasione per creare una profondissima spaccatura nel Partito Democratico (leggi l’articolo) e di alcuni suoi dirigenti nei confronti del Sindaco senza aver dall’altro lato  risolto i problemi tra il Sindaco e le parti più riottose della maggioranza, ovvero i Comunisti Italiani e il Centro Democratico. Probabilmente si andrà avanti come si è sempre andati avanti in questi primi tre anni, a meno che Romano Carancini, ancora in un silenzio che dovrebbe mantenersi fino all’inizio del week-end, non terrà conto del numero delle firme che verranno apposte sul documento che intende presentare venerdì sera in maggioranza, firme tra le quali non dovrebbe sicuramente comparire quella di Michele Lattanzi e dei Comunisti Italiani.

 

Michele Lattanzi e Stefano Blanchi in Consiglio comunale

Michele Lattanzi, capogruppo dei Comunisti Italiani

Secondo Lattanzi, infatti, se tutto dovesse concludersi come annunciato i Comunisti Italiani non potranno che dare un giudizio fortemente negativo della verifica e non sottoscriveranno alcun documento, considerato come PD e Sindaco abbiano rifiutato le loro due principali richieste, ovvero azzeramento della giunta e la riduzione del numero degli assessori. Sempre secondo Lattanzi “i vari errori compiuti dalla Giunta (questione piscine, vicenda Smea-Cosmari, gli 1,5 milioni di euro per Via Mattei-La Pieve spariti dal bilancio) non possono venire risolti con la semplice sostituzione di un assessore. E sei i conti veri e propri vengono rimandati al momento del bilancio quando i Comunisti Italiani promettono di non votare né tasse né tagli ai servizi, non è ancora dato sapere se la mancata firma del documento possa essere sufficiente al sindaco per mettere i Comunisti Italiani fuori dalla sua maggioranza. Mercoledì inoltre sia il Centro Democratico di Guido Garufi che i renziani del PD si erano espressi con due documenti fortemente critici sulla verifica. E se per i renziani il documento lo firmerà di certo il segretario Micozzi, non è detto che Garufi non segua lo stesso esempio di Lattanzi.

 

Il capogruppo di Pensare Macerata Massimiliano Sport Bianchini

Massimiliano Sport Bianchini, capogruppo di Pensare Macerata

Un certo ottimismo traspare nelle parole di Massimiliano Bianchini di Pensare Macerata. Pur non nascondendosi le criticità della situazione il Consigliere della lista civica, che non fa una tragedia né dei sei né degli otto assessori purché, ci tiene ad insistere, la Giunta e il Consiglio lavorino bene e attende fiducioso il momento della chiusura definitiva, lasciando a Carancini tutto il tempo a sua disposizione per giungere al risultato migliore possibile. Bianchini si dice in ogni caso soddisfatto della discussione programmatica avvenuta in questi giorni. “Noi abbiamo portato idee molto concrete, non abbiamo parlato solo di deleghe e di Giunta. Abbiamo presentato dieci contenuti politici precisi, tra i quali la vicenda APM-SMEA, la centralità in questo momento delle politiche sociali e lavoro”, dice, “E quasi tutte le nostre istanze sono state recepite.”

Anche secondo Pierpaolo Tartabini, capogruppo di SEL in consiglio, c’è ancora tempo per un accordo, pur non riuscendo a dirsi né completamente ottimista né completamente soddisfatto.”E’ una verifica che dura da tre anni, come si può essere completamente soddisfatti? Oggi stiamo cercando di fare il possibile tutti anche se le continue entrate a gamba tesa di Garufi e Lattanzi e le vicende interne al PD non sono certo punti di serenità. Per quanto riguarda il numero degli Assessori”, va avanti, “eravamo contrari alla riduzione quando l’ipotesi era solo un’ipotesi strumentale presentata per ostacolare la Giunta. Oggi non abbiamo preconcetti a discuterne. L’importante e che si lavori per la città nel modo migliore possibile.”

Il documento su cui il sindaco vorrebbe vedere le firme di chi si considera ancora in maggioranza dovrebbe constare di quattro parti principali: l’avvallo del passato operato della Giunta, l’elencazione degli otto punti programmatici con cui proseguire fino alla scadenza elettorale (leggi l’articolo), i nuovi assetti di Giunta  e in ultimo la riproposizione della coalizione alle prossime elezioni amministrative, vincolo quest’ultimo richiesto da Pensare Macerata. Sempre secondo le indicazioni che circolano, dando per scontata l’entrata in giunta del Consigliere PD Narciso Ricotta, le ipotesi sono due. Nella prima  Ricotta avrebbe i Servizi Sociali, nella seconda Ricotta avrebbe invece il Bilancio e all’attuale assessore Blunno andrebbero i Servizi Sociali. In entrambi gli scenari l’assessora Monteverde di SEL perderebbe i Servizi Sociali andando però ad unire la delega ai Beni Culturali con quella alla cultura che fu di Irene Manzi. A Federica Curzi di Pensare Macerata andrebbe invece il ruolo di vicesindaca. Qualcosa di più (e forse di definitivo) si avrà domani sera (venerdì)  quando il Sindaco, come già detto, incontrerà la sua maggioranza. E tutto dipenderà da come il Sindaco intenderà interpretare le mancate firme. Carancini è comunque ottimista di chiudere la verifica entro sabato o al massimo domenica e di proseguire il suo mandato.

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