Rubano uno zaino e fuggono,
poi seminano il caos in uno chalet:
titolare e agente fuori servizio li bloccano
CIVITANOVA - Parapiglia sul lungomare nord tra Federico e Calypso dopo il furto di uno zaino. Il proprietario ha rintracciato gli autori del furto che sono scappati, ha raggiunto uno di loro e sono volati schiaffi prima che i giovani entrassero nel locale di Mauro Canale: «Ero in spiaggia quando mi hanno chiamato dicendo di una rissa e c'erano questi ragazzini che spaccavano bottiglie e stavano facendo casino»

Polizia e soccorritori sul posto
di Laura Boccanera (Foto di Federico De Marco)
Rubano uno zaino in spiaggia, il proprietario però localizza lo smartphone e scoppia la lite alla richiesta di riaverlo indietro. Parapiglia nel pomeriggio a Civitanova sul lungomare nord tra gli chalet Federico e Calypso.
È successo intorno alle 16: dalle prime informazioni pare che la lite violenta sia scoppiata per il furto di uno zaino contenente effetti personali e un cellulare.

Il proprietario, che si trovava vicino al campetto da beach volley dello chalet Federico, accortosi di non avere più le sue cose, ha attivato la localizzazione e si è accorto che lo smartphone non era andato molto lontano. Arrivato sul posto ha visto che il segnale dava come riferimento un gruppetto di ragazzini di cui molti minorenni, che si trovavano in spiaggia.

Mauro Canale
A quel punto è iniziata una discussione: l’uomo ha chiesto di riavere indietro il telefono e di fronte al rifiuto dei ragazzini è nato il parapiglia. Il minore che aveva con sé lo zaino è scappato assieme al gruppetto e ha lanciato lo zaino nei pressi dello chalet La Sirenetta e poi ha continuato a correre. Raggiunto lo chalet Calypso però il proprietario dello zaino l’ha intercettato e ne è nata una colluttazione, sono volate anche alcune sberle. Il gruppetto è entrato nello chalet e ha iniziato a spaccare bottiglie e rovesciare sedie. Mentre cercavano di scappare però il titolare dello chalet Mauro Canale e un poliziotto che in quel momento non era in servizio sono riusciti a bloccarli in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Tutto si è consumato di fronte agli occhi increduli di decine di persone che oggi pomeriggio, vista la giornata caldissima, affollavano il litorale e gli chalet.
«Ero in spiaggia – commenta il gestore, che in passato è stato anche assessore comunale, Mauro Canale – quando mi hanno chiamato dicendo di una rissa, sono corso sullo chalet e c’erano questi ragazzini che spaccavano bottiglie e stavano facendo casino. Gli sono corso dietro e aiutato anche da un poliziotto non in servizio (il sovrintendente Lorenzo Di Paolo ndr) siamo riusciti a bloccarli fino all’arrivo della polizia. Ringrazio la polizia e le forze dell’ordine che sono arrivate subito, ma non si può andare avanti così».
Sul posto la volante di Civitanova e a supporto una pattuglia dei carabinieri e anche un’ambulanza. Identificati 3 minorenni condotti in Commissariato.

Vogliamo scommettere che erano i soliti maranza (termine sintetico per identificare tagliagole di prima categoria) da rimpatriare, anche se di cittadinanza italiana, insieme ai genitori?
Dai commenti letti in FB è venuta fuori la palese verità dei fatti: è la solita gentaglia di importazione.
La faccenda è semplice: qualsiasi gentilezza, cortesia o buona maniera è vista da questa gentaglia come debolezza. Per loro vige le legge della giungla, cioè del più forte. Lo sanno perfettamente i poliziotti nei Paesi di loro provenienza, dove, prima menano e poi chiedono le generalità. Solamente temendo pesanti conseguenza per la propria incolumità fisica, infatti, tale gentaglia mostra del rispetto.
Questa gentaglia, pertanto, è inassimilabile in qualsiasi cultura occidentale od orientale e va, immediatamente, rispedita nel Paese di provenienza. Ovviamente, tutto ciò potrebbe accadere solamente se avessimo una classe dirigente NON interamente composta da traditori della Patria e, purtroppo, non è così.
Signori si può mescolare l’olio con l’acqua? Bene se sapete la risposta vi ho detto tutto. In Francia e Gran Bretagna sta succedendo quello che sappiamo e presto anche da noi se non si prendono seri provvedimenti ma dubito con una classe politica che definire molliccia è un’eufemismo.
Che sia chiaro: queste persone vanno chiamate con il loro nome proprio, cioè “gentaglia di importazione, perché chiamarle immigrati è un’offesa alle brave persone che sono venute a vivere con noi, integrandosi, rispettando l’Italia e, oggi, essendo anche più incazzate di noi di fronte ai crimini della gentaglia di importazione.
La situazione terrificante che stiamo vivendo è la necessaria conseguenza di precise scelte di un’intera classe politica di traditori della Patria, non un caso.
10 frustate a testa in piazza
Ultimamente negli episodi di risse, tafferugli, spaccio ecc… oramai troppo spesso, fortunatamente non sempre, sulla stampa sia Nazionale che locale si omettono curiosi dettagli, tipo Nazionalità, oppure si scrive Cittadino Italiano, omettendo però l’etnia, magari è naturalizzato o di seconda generazione.
Quando invece il delinquente è Italiano doc, allora si scrive tutto bene, Nome Cognome, originario di.. residente a ecc….