Dal tampone alla quarantena
«Ecco cosa fare
se si è contatti stretti di un positivo»

IL VADEMECUM - Franca Laici, direttrice dell’unità operativa di prevenzione malattie infettive dell'Area Vasta 3, spiega come comportarsi in questa fase pandemica complicata dall'aumento dei contagi. Il personale a disposizione è sempre lo stesso ma la mole di lavoro è cresciuta in maniera esponenziale: servono 24-48 ore per avere il risultato dei molecolari e il Contract Tracing è in ritardo
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Franca Laici, direttrice dell’unità operativa di prevenzione malattie infettive dell’Area Vasta 3

 

di Alessandra Pierini

Un aumento esponenziale dei contagi da Covid, in crescita naturalmente anche la necessità di effettuare tamponi per accertare nuovi casi ma anche per verificare lo stato di guarigione. E il sistema sanitario soffre. Nelle ultime settimane si sono allungati i tempi per avere il responso dei test molecolari( non arrivano prima di 24-48 ore). E anche il Contact Tracing fa fatica a rintracciare i contatti stretti e a metterli formalmente in quarantena. C’è da dire che nonostante la pandemia in atto, nonostante l’aumento dei contagi, il personale a disposizione è sempre lo stesso.
Ecco quindi che sono migliaia i maceratesi che, oltre a dover passare le feste in casa, non sanno come comportarsi.
E’ vero che molti sono fortunatamente asintomatici e che la vaccinazione ha notevolmente ridotto la necessità di rivolgersi ai presidi ospedalieri, ma è anche vero che i numeri di contagi e quarantene sono altissimi e che centralini e numero verde sono presi d’assalto da chi non sa qual è l’iter da seguire.
Abbiamo chiesto a Franca Laici, direttrice dell’unità operativa di prevenzione malattie infettive dell’Area Vasta 3, quali sono le regole da seguire. 

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Il drive test a Macerata

Innanzitutto, quali sono i contatti stretti?
«Sono quelle persone che hanno avuto un’esposizione ad alto rischio con un contagiato nelle 48 ore prima dell’insorgenza dei sintomi del caso o dalla diagnosi del caso stesso. Per esposizione ad alto rischio si intendono, ad esempio, i conviventi, le persone che hanno avuto un contatto fisico diretto con un caso Covid-19 come una stretta di mano, persone che si sono trovate faccia a faccia con un caso ad una distanza inferiore a 2 metri per 15 minuti o più, persone che sono rimaste in un luogo chiuso con un caso  sprovviste di giusti dispositivi di protezione individuale».

Cosa devono fare i contatti stretti?
«Queste persone devono effettuare un periodo di quarantena che inizia dall’ultimo giorno in cui la persona è stata esposta al caso. La durata della quarantena è di 14 giorni al termine del quale il contatto può rientrare in comunità se non manifesta sintomi. Tale periodo può essere abbreviato a 7 giorni per chi si è vaccinato o 10 giorni per chi non ha effettuato la vaccinazione solo se al termine del periodo di quarantena viene effettuato un tampone che abbia un esito negativo. Una volta che questo periodo di quarantena è terminato, la persona potrà rientrare in comunità.
Se si rientra nella categoria definibile come “contatto stretto” di un caso Covid-19, nessun test effettuato prima dei 7 o 10 giorni permette di abbreviare la durata dei 7 o 10 giorni dall’ultimo contatto ad alto rischio.

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Il pullman per il Covid di Villalba a Macerata

I contatti stretti possono effettuare un tampone privatamente?
«
I tamponi possono essere effettuati anche privatamente ma i risultati dei test devono pervenire necessariamente ai Dipartimenti di Prevenzione competenti tramite i canali e-mail dedicati».

E se invece il tampone di controllo dovesse risultare positivo?
«In questo caso la persona dovrà cominciare l’isolamento. Ovvero la persona deve separare la persona risultata positiva al Covid-19 da quelle sane. Tutto ciò per prevenire che il positivo possa diffondere l’infezione ad altre persone durante il periodo in cui è contagioso e quindi può trasmettere la malattia.
I tamponi possono essere effettuati e prenotati, qualora ci siano i requisiti, tramite l’Asur oppure possono essere effettuati privatamente».

Come state affrontando il notevole aumento di positivi?
«Sfortunatamente, in questo periodo si sta assistendo ad un aumento dei casi dovuta ad un’elevata velocità di trasmissione del virus nella maggior parte del Paese. Infatti l’Italia si trova in un momento di epidemia in fase acuta come scritto all’interno della Circolare del ministero della Salute di pochi giorni fa in cui si raccomandava a livello regionale tempestiva attivazione a livello regionale di tutte le misure organizzative atte a fronteggiare nelle prossime settimane un eventuale incremento anche sostenuto della domanda di assistenza sanitari.
Per ulteriori informazioni relative al Coronavirus possono rivolgersi, all’interno della Regione Marche al numero verde 800936677 che è attivo tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18».

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