«Omicron più contagiosa di altre varianti,
la zona gialla non ha sortito effetti»

COVID - Nella Vallata del Tronto due i casi confermati di mutazione, cinque in attesa di riscontro, tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare: si tratta di italiani che non sono stati all'estero. Il primo aveva sintomi, ma pensava fosse per effetto della terza dose di vaccino che aveva appena fatto. Claudio Angelini, direttore del Servizio Igiene e Sanità pubblica dell’Area vasta 5, sulle regole da seguire durante le feste, anche in casa, e sull'importanza della copertura vaccinale
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vaccini-angelini

Il dottor Claudio Angelini

 

di Maria Nerina Galiè

Un altro Natale segnato dai divieti anti Covid: è di ieri, 23 dicembre, la stretta del Governo (leggi l’articolo) che limita le feste e decreta nuove regole per arginare la diffusione di un contagio che sembra non avere mai fine. Anche nel Piceno dove i casi sono in aumento, con tanto di variante Omicron: due i casi accertati al momento e cinque persone positive al Covid in attesa di riscontro per la mutazione. Tutte e sette le persone coinvolte appartengono allo stesso nucleo familiare della Vallata del Tronto, sono italiani e non sono stati all’estero. Il Servizio Igiene e Sanità pubblica dell’Area Vasta 5 è al lavoro per cercare di capire da dove possa essere partito il contagio, ma non è semplice, anche per le circostanze in cui è avvenuta la scoperta.

Il primo caso ha iniziato ad accusare sintomi febbrili poco dopo aver fatto la terza dose di vaccino, pertanto ha pensato ad una normale reazione ad esso. Poiché i sintomi persistevano, ha fatto il tampone dal quale è risultato positivo al Covid. «Per questa circostanza – spiega il dottor Claudio Angelini, direttore del Sisp – ma anche per altre caratteristiche relative alla carica virale, abbiamo ritenuto opportuno inviare il suo campione al laboratorio di virologia del “Torrette” di Ancona. E’ stato mandato questo ed il campione di un’altra persona, pure positiva al Covid, che era da poco rientrata dall’Africa. Positivo alla variante Omicron soltanto il primo, che non si era mosso dall’Italia». Da lì è subito partito il tracciamento dei contatti stretti: 6 positivi al Covid, di uno c’è già la conferma che si tratta pure di Omicron come il primo, degli altri 5 si è in attesa. «In genere, nello stesso cluster si riscontra lo stesso ceppo», precisa il dottor Angelini.

tamponi Covid

L’equipe del laboratorio di Biologia Molecolare del “Mazzoni” di Ascoli che analizza i tamponi per tutto il Piceno

Ritenete che la prima persona trovata positiva alla variante Omicron sia il caso indice nel Piceno?

«Non abbiamo elementi per dirlo. Magari è uno dei familiari. La variante di sicuro circola, come la Delta».

Proseguono, in Area Vasta 5, gli invii settimanali, al laboratorio di virologia del “Torrette” per la ricerca di altre varianti (la Delta è la preponderante), di 10 campioni scelti in base a precisi elementi, tra cui il fatto che si positivizzano nei primi cicli di ricerca.

C’è da aver paura della variante Omicron?

«Bisogna fare massima attenzione, è molto più contagiosa della Delta»

E’ anche più aggressiva?

«Adesso c’è il vaccino che sta cambiando davvero il corso degli eventi. Lo scorso anno, c’erano meno contagi ma le terapie intensive erano intasate, adesso non è così, e c’erano molti più decessi. La terza dose è stata anticipata a 4 mesi dal ciclo completato con le prime due dosi, e si andrà verso la quarta dose come stanno già facendo in alcuni Paesi. Il vaccino diventerà una costante».

E’ del parere che servano ulteriori restrizioni?

«La “zona gialla” non ha sortito effetti, anche perché non cambiava nulla a livello comportamentale. Si andrà in “arancione” probabilmente. Allora ci saranno più divieti. Ma per vederne gli effetti sul numero dei contagi bisognerà aspettare almeno 15 giorni».

A Natale, le attese feste in famiglia possono diventare momenti di rischio?

«Certamente. in particolare se ci sono persone anziane o fragili e non si rispettano le regole, che sono sempre le stesse ma vanno applicate con scrupolo. Distanziamento sociale e uso corretto delle mascherine. Quando non si mangia, i presidi di protezione vanno indossati e nel modo giusto. Non tenuti in borsetta o in tasca. Le mascherine vanno anche cambiate spesso, ogni 4, 5 ore al massimo, soprattutto se si inumidiscono perdendo così l’effetto protettivo».

 

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