Covid, 221 casi e Maceratese maglia nera
«Marche ingiustamente danneggiate,
operatori e sindaci mi segnalano disdette»
I DATI del Servizio sanità - Positivo l'8,4% dei tamponi (percorso nuove diagnosi), il tasso cumulativo è di 77,39. Due ricoveri in meno. Il governatore Acquaroli sui dati europei: «Il ministro annuncia che siamo zona bianca e qualcuno parla della nostra regione in zona rossa»
Covid, continuano a crescere i contagi nelle Marche: oggi altri 221 casi, diminuiscono le persone ricoverate (meno due rispetto a ieri), continua a crescere il tasso di incidenza cumulativo ogni 100mila abitanti, che oggi è di 77,39 (ieri era a 73,66). Il presidente della Regione, Francesco Acquaroli torna sulla questione di come vengono visti i dati: «Il ministro ci classifica in zona bianca ma qualcuno esalta la notizia di una zona rossa per le Marche. Dispiace dover ricevere telefonate e messagi di operatori e sindaci che segnalano disdette e criticità all’indomani di questa notizia».
La questione è su come l’Europa classifica l’Italia, in realtà però il dato a cui ci si deve attenere è quello dell’ultimo decreto che indica che per entrare in zona arancione devono essere occupati il 10% dei posti letto in terapia intensiva o il 15% dei posti letto di area medica delle Marche. Un dato a cui, per fortuna, la regione è lontana. Anche perché oggi si è registrato un calo dei ricoveri, passati da 51 a 49 con 5 persone in terapia intensiva (come ieri). I contagi comunque ci sono e continuano a crescere. Oggi l’8,4% dei 2.631 tamponi del percorso nuove diagnosi è risultato positivo: 221 contagi. Maglia nera al Maceratese: 82 casi, ampiamente sopra le altre provincie. Seguono quella di Ancona con 50, il Fermano con 43, l’Ascolano con 18 e la provincia di Pesaro e Urbino con 16. 12 i positivi di fuori regione. Dei 221 casi, 72 sono dovuti a contatto stretto con positivo, 56 per contatto domestico. Trentotto le persone che mostrano sintomi.
Il governatore Acquaroli sui dati: «Questo inverno abbiamo sperato e puntato tantissimo a questa stagione e ora dispiace che un certo tipo di comunicazione rischi di penalizzarla e danneggiarla ingiustamente, utilizzando studi che sicuramente saranno fondati e veritieri, ma che non rappresentano lo stesso tipo di classificazione che oggi è vigente in Italia. Non sappiamo cosa accadrà nelle prossime settimane, sicuramente anche nelle Marche il numero dei positivi sta crescendo come in tutta Italia e in tutta Europa, ma la situazione è ancora assolutamente in linea con la media del territorio nazionale e con le altre regioni. A me sembra mistificatorio della realtà che lo stesso giorno, ieri, che il ministero ci classifica in zona bianca, qualcuno esalti la notizia di una zona rossa per le Marche, la Toscana, la Sicilia e la Sardegna. Un antico detto recita che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si prende. Mi dispiace anche ricevere tante telefonate e messaggi di operatori e sindaci che segnalano disdette e criticità all’indomani di questa notizia». Il presidente della Regione prosegue: «Siamo nel bel mezzo di una pandemia e in tutta Italia vige ancora lo stato di emergenza. Sarebbe giusto che le situazioni dei singoli territori venissero rappresentate in linea con criteri stabiliti dal nostro Governo e non utilizzare altri studi scientificamente fondati ma che non interpretano gli stessi criteri che si è dato il Governo in questa fase e rischiano di creare grande confusione. Questo non significa che dobbiamo rilassarci, l’attenzione deve essere sempre massima ma semplicemente il numero dei ricoverati, sia in terapia intensiva che in area medica, e il tasso di incidenza del contagio, è assolutamente sotto controllo e per ora lontano dalla soglia di criticità che potrebbe riportarci in zona gialla».









































Direi che è una giusta osservazione. Però come al solito manca un invito alla popolazione marchigiana affinché si vaccini. Gli appelli a mantenere alta l’attenzione, lo stiamo vedendo, non servono quasi a niente. Presidente, faccia un salto di qualità.
Basta andare a Solna, contea di Stoccolma, in Svezia, e spezzare le reni a quelli dell’ECDC.
L’italianata funziona soltanto in Italia, provate a partire dalle Marche verso la UE il green pass non vi basta agli occhi della UE siamo in zona rossa, per cui gli unici turisti che vedremo sono quelli del nostro tricolore il resto fa riferimento alle normative europee dove la personalizzazione all’italiana non è valida per le marche e le altre regioni italiane che giustamente agli occhi dell’Europa sono considerate ad alto rischio, questa è la triste realtà il lato positivo è che almeno tra di noi possiamo restare aperti…. per ora.
Ma a lisciare il pelo all’ECDC mandiamo il Vate che della UE se ne frega, sarà un’altra Impresa di Fiume.
Bisogna bloccare tutte le manifestazioni dove non è possibile ottenere il distanziamento sociale anche all’aperto. Urgentissimo. Tra un mese ci ritroveremo come lo scorso anno. Quanto sarà difficile capirlo!!
…e bisognerebbe anche bloccare tutte le attività dove non è possibile ottenere il distanziamento economico interessato di certe persone, all’aperto e al chiuso!! Molto urgente, altrimenti ci ritroveremo sempre come i tanti anni trascorsi!! Anche questo non è poi così difficile da capire, anche se molto meno, magari, da attuare, poiché, forse, troppi fanno ancora buon viso a cattivo gioco!! Ai bischeri l’ardua sentenza. gv