«Pronti ad accogliere le istanze
delle strutture socio sanitarie»

INCONTRO tra i vertici della sanità e i rappresentanti delle strutture. Tra i punti linee guida uniformi su tamponi e screening e sostegno economico
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Filippo Saltamartini, assessore alla Sanità

 

«Incontro molto proficuo, improntato alla concretezza. Siamo disponibili e pronti ad accogliere le istanze delle strutture socio sanitarie che svolgono un servizio pubblico indispensabile» così l’assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini dopo il summit videoconferenza con i rappresentanti degli enti gestori delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali marchigiane a cui hanno partecipato anche il direttore generale dell’Asur Marche, Nadia Storti, la dirigente regionale del Servizio Sanità, Lucia Di Furia. Al centro della riunione un primo confronto con l’assessore per fare il punto sulla situazione in emergenza e sulle prospettive per arrivare ad un’uniformità di livelli di servizi sul territorio. In apertura di riunione le richieste delle strutture sono state introdotte dal referente maggiormente rappresentativo dei gestori delle Strutture per Anziani che raccoglie circa 10 mila utenti e circa 7 mila operatori, Mario Vichi che, dopo aver premesso che la situazione nelle strutture socio-sanitarie non è drammatica come nella primavera scorsa, ha riassunto tre principali priorità su cui chiedono un intervento della Regione Marche: una definizione di linee regionali uniformi per effettuare tamponi e screening per gli operatori, la cui copertura di spesa non è omogenea sul territorio e le strutture non possono accollarsi i costi ma – ha sottolineato – che siano a carico del Servizio sanitario regionale (anche le spese già sostenute e solo in parte rifuse attraverso una delibera regionale del luglio scorso). Altra richiesta, il rinnovo dei ristori fino a fine emergenza a fronte di maggiori costi e minori entrate. Infine, la terza priorità riguarda la carenza di personale principalmente infermieristico dal momento che si sta già verificando un fenomeno di esodo dalle strutture verso gli ospedali che garantiscono una migliore retribuzione (fino al 40% in più rispetto al privato sociale). Vichi ha quindi sottolineato il grave rischio di rimanere senza Oss e senza infermieri.

L’assessore Saltamartini ha ribadito «la forte attenzione e sensibilità della Regione Marche sui problemi delle strutture socio –sanitarie marchigiane. Vogliamo rivedere l’organizzazione di tutte le strutture per garantire un servizio pubblico omogeneo che consideriamo indispensabile per un welfare di qualità come abbiamo in programma, nell’ottica della massima tutela delle fasce deboli. La protezione della popolazione più fragile, intesa anche come tutela della dignità umana – ha proseguito – la considero un dovere costituzionale, prima ancora che un fatto culturale». Sul problema della copertura dei costi l’assessore Saltamartini ha assicurato la massima disponibilità a trovare rapidamente le risorse per rifondere le strutture delle spese sostenute in anticipo. Lucia Di Furia ha precisato che attualmente non sussiste un problema di rimborso per i Dispositivi di sicurezza e che gli stessi sono stati già più volte distribuiti alle strutture (principalmente a quelle per anziani) sia nel primo periodo dell’emergenza continuando con la medesima procedura anche durante la seconda fase pandemica. Sui tamponi e i test interverrà la Regione attraverso l’Asur come azione di sanità pubblica per rendere il sistema omogeneo su tutte le Aree vaste. Per quanto riguarda la carenza di personale infermieristico la dirigente ha informato che si stanno concludendo i corsi di formazione per infermieri. La riunione si è conclusa con l’accordo a formare immediatamente dei tavolo di lavoro tematici, costituiti da rappresentanti degli enti gestori, Asur, Servizio Sanità e Servizio Politiche Sociali di Regione Marche, finalizzati alla rapida, concreta e condivisa soluzione delle principali criticità esposte.

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