Il modello Legnini spinge la ricostruzione:
mille famiglie tornate a casa in 4 mesi
«Ultime ordinanze poi testo unico»

A QUATTRO ANNI DALLA SCOSSA DI 6.5 il commissario ha fatto il punto sulla situazione: «Speriamo che con gli ultimi atti e l’impegno degli uffici speciali possa presto partire il più grande cantiere d’Europa. Quest’anno sono stati concessi altri 1.870 contributi firmati, con possibilità di aprire i cantieri il giorno dopo». Sulla sicurezza: «Ho conferito un incarico al procuratore generale Fausto Cardella, gli ho chiesto di prendere in mano il dossier sui controlli di legalità sui quali c’è un protocollo molto avanzato con le organizzazioni sindacali, per concludere un accordo»
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Il centro storico di Visso

 

di Federica Nardi

«Vogliamo trasmettere speranza e fiducia attraverso i fatti. Coltivando questo metodo del confronto come ci eravamo detti qualche mese fa», così Giovanni Legnini, commissario alla Ricostruzione che oggi, quarto anniversario del sisma del 30 ottobre 2016, ha parlato appunto di fatti concreti agli oltre cento giornalisti, comitati e cittadini collegati in video conferenza per conoscere i prossimi passi. L’anno orribile per il centro Italia era iniziato il 24 agosto 2016 con un terremoto di 6,0 con epicentro Accumuli alle 3,36 del mattino, per proseguire il 26 ottobre altri due terremoti (magnitudo 5,4 e 5,9) e poi il 30 ottobre la scossa più forte: 6,5 di magnitudo.

LA PAGINA FACEBOOK – «Abbiamo deciso dopo una decisione non semplice di aprire una pagina Facebook della struttura commissariale per incrementare il livello delle informazioni e il confronto con i cittadini. Sarà gestita da Mario Sensini, capo Ufficio stampa e comunicazione dell’ufficio commissariale», ha detto il commissario.

I DATI AD OGGI – «Nonostante alcuni dati oggettivi che potevano determinare un grande rallentamento, se non un blocco, abbiamo alcuni dati incoraggianti – ha spiegato Legnini -. C’è stata la pandemia, abbiamo cambiato radicalmente la procedura con l’ordinanza 100 per cui ci sono stati 3-4 mesi di necessario adattamento anche tecnico. Abbiamo ottenuto il cambio delle tariffe professionali che hanno comportato altrettanti mesi di adattamento. E anche l’introduzione dei super bonus edilizi che possono integrare il contributo di ricostruzione, ha determinato qualche rallentamento». I dati: «Sono state presentate quest’anno altre circa 2.600 domande con relativi progetti di contributo. Non un numero elevatissimo ma quelle condizioni avverse potevano determinare anche un esito diverso. Invece è un dato incoraggiante. Soprattutto perché questo numero crescerà nei due mesi che abbiamo davanti. Abbiamo fatto sì che quest’anno fossero concessi altri 1.870 contributi firmati, con possibilità di aprire i cantieri il giorno dopo. Non abbiamo il dato preciso ma c’è da prevedere che quasi tutti abbiano aperto o stiano per iniziare». Negli ultimi 4 mesi sono partiti «900 cantieri e sono stati conclusi 1044 lavori, altrettante famiglie che possono rientrare a casa. A oggi la Cassa depositi e prestiti ha erogato 617 milioni dei quali 316 sono dei 10 mesi di quest’anno. Quindi abbiamo più che raddoppiato le erogazioni dei tre anni e mezzo precedenti».

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La conferenza online di Giovanni Legnini

LE SCADENZE – La prossima scadenza, che Legnini ricorda è «perentoria» è quella «del 30 novembre per gli interventi di immediata riparazione con danni lievi (sono esclusi ad esempio i danni lievi ricompresi negli aggregati o nelle aree in dissesto). Si rischia di perdere il contributo oltre che il contributo di autonoma sistemazione. Abbiamo emanato una norma per i progettisti nell’ordinanza 108: si può presentare anche la domanda parziale e poi integrare entro il 31 di gennaio (due mesi ulteriori). L’altra scadenza che arriva è tra il 15 e il 20 di dicembre prossimi. Date nelle quali tutti coloro che avevano le domande giacenti possono aderire alla procedura semplificata». Per quanto riguarda i danni gravi il commissario inizierà a breve a programmare le scadenze. 

TRE NUOVE ORDINANZE – Entro mercoledì arrivano inoltre tre nuove ordinanze. Legnini spiega che «saranno una sulla ricostruzione pubblica: un elenco unico con le revisioni dei programmi pregressi, con circa 1.400 opere pubbliche. Alcune sono già avviate ma c’è bisogno di un nuovo impulso e l’attuazione delle norme di semplificazione. Ci sarà il rifinanziamento dello smaltimento delle macerie, un fondo per riallacciarsi alle utenze pubbliche per chi ha recuperato l’edificio e altro». La seconda sarà sui «poteri in deroga per il commissario: definizione del perimetro delle norme derogabili e delle procedure, non per tutti gli interventi pubblici ma solo quelli individuati dal legislatore. Cioè le opere urgenti, caratterizzate da particolare criticità e gli interventi nei centri storici distrutti. Sono interventi in deroga acceleratori per realizzare queste opere in tempi ragionevoli. Questo avviene con il consenso dei Comuni e delle Regioni, che indicano gli interventi. Voglio regolare ciascuno di questi interventi con un’ordinanza speciale. In modo che si definiscano le regole per queste opere». Infine ultima ordinanza sulla ricostruzione privata. «Dentro affrontiamo alcuni temi sensibili e complessi come la ripartizione delle spese nei condomini, una migliore definizione del contributo concepibile per i beni culturali, regole più efficienti per il doppio cratere in Abruzzo, interventi complessi che non trovano un’esatta individuazione nelle regole attuali». E poi, assicura Legnini, basta ordinanze “di vecchia generazione”. «Passeremo, come da mio impegno, al testo unico. Che rimetterà in ordine tutte le decisioni assunte».

La speranza è che «le due scadenze che ho detto prima, insieme alla produttività degli uffici speciali, possano determinare finalmente l’avvio del cantiere più grande d’Europa. Facendo salvi gli effetti della pandemia».

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Giovanni Legnini, commissario straordinario alla ricostruzione

RECOVERY PLAN E RICOSTRUZIONE – «Siamo fiduciosi che con la legge di Bilancio sarà rifinanziata la ricostruzione pubblica, Conte me lo ha comunicato – prosegue Legnini -. E che nel Ricovery plan possa essere dedicato un capitolo alle ricostruzioni. Abbiamo svolto un lavoro insieme a Fabrizio Curcio, capo dipartimento di Casa Italia. Gli interventi, se accolti, riguarderanno un super bonus rafforzato e alternativo al contributo, interventi su scuole e centri storici per le opere complementari, iniziative integrative per sostenere il rilancio sociale e culturale come la formazione e l’alta formazione, incentivi per insediamenti produttivi, turismo, cultura, interventi sull’economia circolare. Un capitolo che fino a oggi non è stato oggetto di attenzioni, sulla rinascita economico-sociale di questi territori».

CONTROLLI ADEGUATI – «Alla semplificazione deve corrispondere un controllo di legalità adeguato. Non possiamo permetterci infiltrazioni né lavoro nero, né che i diritti vengano violati. Per questo ho conferito un incarico al Procuratore generale Fausto Cardella che presterà la sua collaborazione alla struttura commissariale a titolo gratuito. A lui ho chiesto di prendere in mano il dossier sui controlli di legalità sui quali c’è un protocollo molto avanzato con le organizzazioni sindacali, per concludere un accordo. Con il Covid deve essere ben organizzato il lavoro in smart working. Anche le imprese devono dotarsi di misure anti Covid, a marzo scorso molte imprese non hanno fatto domanda per munirsi di dispositivi e attrezzature. Riapriremo i termini per far sì che si possa lavorare in sicurezza.

STRUTTURA COMMISSARIALE – Altro aggiornamento riguarda il personale della struttura, per cui Legnini ha deciso di procedere con un avviso pubblico (anche se non era obbligato). «All’avviso pubblico hanno risposto 350 dirigenti, funzionari e impiegati pubblici. Ne potremo prendere una ventina ma è un ottimo segnale».

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Macerie del sisma a Macchie, frazione di Castelsantangelo

MACERIE E MUTUI – Un piccolo approfondimento sulle macerie, citate in una delle nuove ordinanze in arrivo la prossima settimana: «La gestione – ricorda Legnini -, esclusiva è delle Regioni. Fino a poco tempo fa la struttura commissariale non si è occupata del tema, anche perché le risorse erano della Protezione civile. Con la prossima ordinanza (quella sulla ricostruzione pubblica) cominciamo ad occuparcene. Per le macerie pubbliche siamo sopra l’80% ma ora inizia la partita dello smaltimento delle macerie private, occorre garantire il monitoraggio del flusso, della loro destinazione e che qualcuno pensi di promuovere una industria per il riuso di questi materiali». Rispetto al problema dei mutui in ripresa sugli edifici danneggiati, Legnini si è impegnato a «fare opera di persuasione per la proroga. Abbiamo chiesto all’Abi di organizzare un incontro per mettere a fuoco questi problemi che non sono secondari».

PROGRAMMI STRAORDINARI, NON PIANI ATTUATIVI – Legnini infine ha rivolto un appello ad aderire ai Programmi straordinari di ricostruzione che sono più veloci dei Piani attuativi e che riguardano i borghi perimetrati e i centri storici. «Il percorso dei Piani attuativi è molto lungo. La riprova è che dopo 4 anni non ne abbiamo approvato nessuno. Quindi sollecitiamo i Comuni a munirsi del Programma straordinario di ricostruzione, che è di agevole definizione. Bastano 4 passaggi: la proposta del Comune, l’Usr che la adotta, un parere della Conferenza permanente e l’ok della Regione». Anche Visso, che ha il centro storico zona rossa dal 2016, avrebbe fatto richiesta per lo strumento: «Il sindaco  – spiega Legnini -, mi ha inviato una lettera chiedendo notizie per potersi munire di questi programmi. Basta fare la richiesta di risorse e io darò i contributi».

 

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