Dal cantiere del nuovo municipio
emergono i resti di una domus romana
PIEVE TORINA - La scoperta durante gli scavi: all'interno dell'edificio, proprio all'ingresso, verrà allestita un'area espositiva permanente. Il sindaco Alessandro Gentilucci: «Metteremo questa ricchezza a disposizione dei nostri cittadini»

I resti di mura romane rinvenuti
Pieve Torina custodisce un segreto vecchio di duemila anni. Le tracce di una dimora romana sono emerse durante i lavori per la costruzione del nuovo municipio, aprendo una finestra straordinaria su un passato che fino a oggi giaceva silenzioso sotto la superficie del suolo.
Il ritrovamento ha attirato l’attenzione di esperti e appassionati, e si profila ora come una potenziale nuova attrazione culturale per l’intera comunità. «I rinvenimenti romani – sottolinea il sindaco Alessandro Gentilucci – testimoniano come queste terre fossero un crocevia essenziale per gli uomini e le donne di allora e risultassero abitate più di duemila anni fa, come testimoniano altri ritrovamenti archeologici umbri, piceni e protostorici. Questa scoperta riempie di orgoglio i pievetorinesi e ribadisce, se ce ne fosse bisogno, il grande valore di queste terre, in particolar modo per chi è rimasto custode di un passato, ma con lo sguardo rivolto al futuro».

Il sindaco Alessandro Gentilucci nel cantiere
L’amministrazione comunale ha deciso che cercherà di valorizzare al massimo quanto la ricostruzione ha portato alla luce. Il progetto del nuovo municipio è stato pertanto rivisto. All’interno dell’edificio, proprio all’ingresso, verrà allestita un’area espositiva permanente con il materiale rinvenuto durante gli scavi: in particolare vasellame e monete, testimonianze preziose della vita quotidiana di chi abitava qui in epoca romana. Una ricchezza culturale e storica che sarà messa a disposizione dei cittadini, ma anche dei turisti che già apprezzano Pieve Torina per la sua natura e il suo benessere. All’ingresso sarà allestita un’esposizione permanente con il materiale recuperato durante gli scavi: vasellame, monete e altri reperti, accessibile ai cittadini e ai visitatori. I lavori di costruzione del municipio si prevede si concludano entro un anno.
La scoperta si inserisce in un quadro più ampio di ritrovamenti che confermano la ricchezza del sottosuolo marchigiano: nella stessa zona sono stati rinvenuti in passato altri reperti umbri, piceni e protostorici, a riprova di una frequentazione umana ininterrotta che affonda le radici nella preistoria. Pieve Torina si conferma così non solo un luogo di moderna ricostruzione post-sisma, ma un palinsesto vivente della storia italiana. «Metteremo questa ricchezza a disposizione dei nostri cittadini – conclude Gentilucci – ma anche di quei turisti che già apprezzano Pieve Torina per la natura e il benessere. È un patrimonio di tutti, e tale resterà».