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Un manto sintetico
per il campetto Leonardo Capponi

TREIA - La struttura ha riaperto i battenti ieri, presente anche il vescovo Nazzareno Marconi. Per l'occasione una partita tra seminaristi e calciatori passotreiesi

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Il taglio del nastro

Una giornata di festa, memoria e comunità quella vissuta ieri, nel giorno del patrono Sant’Ubaldo, a Passo di Treia, dove è stato riaperto il campo da calcetto parrocchiale al termine dei lavori di rifacimento del manto sintetico.

La struttura venne realizzata nel 2001 inizialmente in terra battuta. Nel 2004, grazie all’impegno del direttivo dell’oratorio passotreiese dell’epoca, il campo fu trasformato in sintetico, diventando rapidamente il cuore della vita giovanile del paese. Nel giorno dell’Epifania del 2005 il campetto venne poi dedicato alla memoria di Leonardo Capponi, giovane sportivo treiese scomparso prematuramente nell’estate del 2004. Anche oggi familiari, amici e tanti cittadini hanno voluto essere presenti per rinnovarne il ricordo in un luogo che continua a custodire la memoria delle tante giornate trascorse insieme.

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La partitella inaugurale

Ad aprire il pomeriggio è stato il parroco don Francisco, che ha voluto sottolineare il valore sociale dell’iniziativa: «Dopo il terremoto e il covid era necessario riprendere ad avere rapporti umani. Sono nate tante iniziative all’interno della parrocchia e ringrazio le famiglie che hanno avuto nel cuore il desiderio di far ripartire le attività dell’oratorio. Oggi è necessario che le famiglie stiano insieme e vengano creati spazi appositi per costruire rapporti affettivi. Abbiamo sentito il forte desiderio di sistemare il campo da calcetto perché la parrocchia da sola non avrebbe potuto sostenere tutte le spese».

Presente alla cerimonia anche il sindaco Franco Capponi. «Questo è uno spazio dove i ragazzi possono socializzare liberamente. È un’inaugurazione importante non solo come amministratori ma anche come familiari di Leonardo, al quale il campo è dedicato – ha detto Capponi – mi auguro che questo luogo abbia la funzione di mettere insieme tanti ragazzi indipendentemente dalla loro provenienza».

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Il vescovo Nazzareno Marconi ha lodato l’impegno della parrocchia e dell’amministrazione. «Condivido la volontà di ricostituire questo spazio sportivo, necessario per aiutare le persone a sentirsi comunità pur provenendo da storie e ambienti diversi – ha detto Marconi – ad oggi nella nostra diocesi operano sacerdoti proveniente da ventisette nazioni differenti. In molti mi considerano il vescovo dell’Onu. La nostra diocesi è molto unita e questo dimostra che, quando ci sono valori forti che uniscono, allora è possibile costruire».

Particolarmente toccante l’intervento del presidente dell’oratorio passotreiese, Francesco Francucci, visibilmente emozionato durante il suo discorso. «Vorrei dedicare un ricordo commosso a Giuliana Tortolini, una persona che ha donato la sua vita ai bambini dietro una cattedra e che ha speso anima e corpo affinché questo oratorio diventasse un luogo dove ci si può sentire a casa – ha detto Francucci –  per me Leonardo non è solo un nome scritto all’ingresso del campo, ma un compagno di classe, un compagno di squadra, un amico. Qui abbiamo giocato, riso, corso e litigato per una partita. Inaugurare nuovamente questo campo dedicato a lui è qualcosa che mi emoziona particolarmente. I campetti degli oratori sono luoghi dove si cresce, nascono vere amicizie e i ragazzi imparano il rispetto, la condivisione e la gioia di stare insieme».

Dopo gli interventi istituzionali si è tenuto il taglio del nastro, accolto da un lungo applauso dei presenti. Subito dopo il nuovo sintetico è stato “battezzato” con una partita inaugurale tra la squadra dei seminaristi maceratesi e una rappresentativa di calciatori passotreiesi. Ad avere la meglio sono stati proprio i futuri sacerdoti, protagonisti di una gara combattuta e ricca di belle giocate. La giornata è poi proseguita con il concerto dei bambini del coro parrocchiale e con le celebrazioni religiose dedicate a Sant’Ubaldo, uno dei momenti più sentiti dalla comunità di Passo di Treia.


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