Un team “fatto in casa” per Acquaroli,
lo guida Fabio Pistarelli
«Una campagna di ascolto e confronto»

REGIONALI - A capo dello staff che ha accompagnato il candidato governatore del centrodestra c'è l'ex consigliere regionale di Macerata. E' lui il contraltare al guru scelto da Mangialardi: «Il centrosinistra parla di Meloni, Salvini e Mes piuttosto che di ricostruzione, sanità, infrastrutture, imprese, turismo, lavoro, sociale e famiglie»
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FABIO-PISTARELLI

Fabio Pistarelli

 

di Luca Patrassi

Un guru della comunicazione pubblica per il candidato governatore del centrosinistra, come Daniel Fishman, chiamato a replicare nelle Marche la “remuntada” vista in Emilia Romagna a vantaggio di Bonaccini; un politico di lungo corso per il candidato governatore del centrodestra Francesco Acquaroli. Che il suo staff lo ha scelto in casa, ha voluto seguire la tradizione e le storie collaudate. Al suo fianco a gestire la campagna elettorale c’è infatti Fabio Pistarelli, maceratese, avvocato, la scelta di campo appena superata la prima infanzia, poi una serie di incarichi elettivi: rappresentante studentesco al consiglio di amministrazione dell’Università di Macerata, consigliere comunale, regionale e così via. Ora al fianco di Acquaroli in una sfida storica per il centrodestra.

Pistarelli, si è capito che abbia detto di sì subito, ma con quali sentimenti?
«La stima, l’affetto verso Francesco per i tanti anni di comune appartenenza e impegno politico. Poi c’è l’assoluta comune volontà di cambiare le Marche, aprire una storia nuova per la nostra regione, con la passione che ho sempre messo anche in prima persona».

I capisaldi di una narrazione elettorale marchigiana quali sono stati?
«Le Marche, non lo diciamo noi ma l’Unione europea sono in bilico e rischiano di finire tra le regioni in decrescita, lontane da quelle virtuose, quelle del Nord produttivo. L’Università Politecnica delle Marche dice che, se non vi è una inversione di tendenza, perderemo centomila abitanti in dieci anni: sono numeri che indicano la condizione della nostra regione che pure ha delle eccellenze di prim’ordine e bellezze straordinarie non valorizzate, su cui invece può e deve essere fondato il rilancio».

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Giorgia Meloni e Francesco Acquaroli

La maggiore difficoltà incontrata?
«Beh, un po’ la difficoltà è stata quella dovuta al Covid, con tutto ciò che ne è conseguito, compreso quello di fare una inedita campagna elettorale in piena estate. La passione e l’impegno messo da Francesco e da tutta la coalizione hanno fatto sì che comunque il punto di prim’ordine della nostra campagna elettorale sia stato quello dell’incontro e dell’ascolto dei marchigiani, affrontando le tematiche fondamentali per la nostra Regione, diversamente da quello che prova a dire la controparte che è più preoccupata di parlare di Acquaroli invece che parlare di se stessa e di quello che ha fatto fino ad oggi. Parlano di Meloni, di Salvini e di Mes piuttosto che di ricostruzione, sanità, infrastrutture, imprese, turismo, lavoro, sociale e famiglie. Cosa hanno fatto fino ad oggi?».

L’elemento di vantaggio?
«Acquaroli è l’espressione vera del territorio, questa è la nostra forza, e si è messo a disposizione pur essendo già parlamentare. Questo fa capire quanto sia grande il suo amore e e la sua passione per la sua e nostra Regione, passione che ha sempre dimostrato sin da giovane consigliere comunale, poi consigliere regionale, sindaco del suo paese e deputato. Più espressione del territorio di questa non c’è».

Cosa rispondete a chi dice che Acquaroli è il prodotto di una decisione romana e che la sua immagine è oscurata dai leader nazionali del centrodestra?
«Mi viene da sorridere. Come ho detto Acquaroli e la sua storia di impegno politico mostrano che è espressione vera del territorio. Quanto alla presenza di Salvini e Meloni mi sembra che sia solo il tentativo del competitor di parlare d’altro invece che parlare di se stessi, forse perché i primi a bocciare il loro operato sono stati proprio loro, non ricandidando il governatore uscente. Riguardo la presenza di leader nazionali, ciò dimostra anzi l’attenzione di Roma verso la nostra regione che fino ad oggi non ha invece avuto alcuna considerazione nella programmazione di scelte e di investimenti importanti, vedi la ricostruzione ferma addirittura alle macerie, o lo stato dei nostri collegamenti viari, l’A14, la ferrovia, l’aeroporto, o quante penalizzazioni ha avuto la sanità e le attività produttive, mai ascoltate e coinvolte in un progetto di insieme, in una visione di sviluppo».

I sondaggi vi hanno sempre dato in vantaggio, cosa temete a questo punto, a pochi giorni dal voto?
«Temere no. Chiedere però a tutti un impegno e una attenzione forte fino all’ultimo momento di campagna elettorale, questo sì, è molto importante. Siamo certi che ciò accadrà, e lo faranno insieme a noi tutti i candidati della coalizione e tutti i marchigiani che ci hanno sin qui dimostrato un affetto ed una vicinanza crescenti, e un grande apprezzamento verso il candidato presidente Acquaroli».

La Meloni, nei comizi non cita il candidato sindaco di Macerata Parcaroli, Salvini non cita Acquaroli. E’ solo un problema di memorizzare i nomi?
«Ma no. La loro presenza testimonia anzi la volontà di dare il massimo supporto ai candidati di una coalizione unita, coesa, che ha collaborato alla stesura di un programma condiviso, sia in Comune di Macerata che in Regione. E l’impegno di tutti i candidati delle liste a fianco del candidato sindaco Parcaroli e del candidato presidente Acquaroli ne sono testimonianza ulteriore».

Le Marche sono una regione al plurale, una lunga serie di campanili spesso in competizione a pochi chilometri di distanza. Tra Ancona e Pesaro da un lato e le altre Marche poi, le distanze anche politiche sembrano incolmabili. Pensate di ribaltare la roccaforte rossa del Nord delle Marche? Come?
«Pensiamo di ribaltare la logica che ha frenato lo sviluppo delle Marche fino ad oggi, divisa da Nord contro Sud e viceversa, oppure tra costa e entroterra. Ciò può essere fatto restituendo un senso di appartenenza e un orgoglio comuni, una visione complessiva, come ripete spesso il nostro candidato Presidente, che coinvolga tutte le realtà per fare sistema e far pesare finalmente la voce delle Marche che non si è più sentita da troppo tempo».

Una scelta che si intesta in questa campagna elettorale?
«Abbiamo fatto tutto in team, guidato dal nostro candidato presidente e con il coinvolgimento ed il supporto di tutti i rappresentanti delle forze della coalizione».

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