Vacanze e viaggi, si riparte?
«C’è un cauto ottimismo
Non sarà il bonus ad incentivare»

FASE 2 - La testimonianza delle agenzie di settore, Dania Battistelli di Masterkey travel ha vissuto tutte le fasi della pandemia e ha riportato a casa 40 civitanovesi bloccati all'estero. Per lei a ripartire per primi saranno i soggiorni legati al mondo degli affari. Micucci della 13 Maggio: «La discriminante sarà la sicurezza delle strutture»
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di Laura Boccanera

“Un tuffo dove l’acqua è più blu, niente di più”. E probabilmente in Italia, nel sud o nelle isole. Difficile immaginare qualcosa di diverso per le vacanze estive 2020, ma a ripartire per primi non saranno vacanzieri in valigia per un soggiorno relax, bensì manager con lo zaino per i viaggi d’affari. In attesa di capire come cambierà il mondo delle vacanze nella fase due, dove sarà possibile andare, con quali modalità e come si potrà accedere al bonus vacanza, le agenzie di viaggio lunedì ricominceranno a lavorare con l’apertura degli uffici. Un settore quello dei viaggi che per primo ha sentito l’onda d’urto della pandemia, quando i Paesi hanno chiuso le frontiere e il grosso del lavoro per gli addetti è stato riportare a casa gli italiani. Ma dopo il periodo più duro, anche “viaggi” e “vacanze” provano a tornare nel lessico di questi tempi.

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Dania Battistelli titolare Masterkey travel

«C’è un cauto ottimismo sulla ripartenza e riprogrammazione di voli e riapertura dei confini  – commenta Dania Battistelli dell’agenzia di viaggi Masterkey travel – in questi mesi abbiamo vissuto momenti davvero complicati. Per noi la fase 1 ha significato dover riportare a casa concittadini rimasti all’estero, per lo più studenti e manager, dall’Inghilterra, dal Messico e dalla Cina. C’era una grandissima confusione e chi provava a prenotare online si vedeva scalare l’importo, ma poi non c’era la reale disponibilità del volo. Abbiamo riportato a casa circa 40 persone anche grazie ad un contatto diretto con la Farnesina e con la nostra rete solida di fornitori e conoscenze dirette del settore. L’inferno è cominciato il 31 gennaio e abbiamo lavorato anche h 24 per riuscire a riportare a casa le persone. Un momento che è durato fino a metà febbraio e contemporaneamente come agenzia abbiamo cominciato a lavorare sui rimborsi dei viaggi non effettuati fino a fine aprile». Un frangente complicato quello dei rimborsi e in questo caso il supporto reale dell’intermediazione dell’agenzia ha permesso di raggiungere risultati impensabili per il singolo utente alle prese con i servizi di prenotazioni online: «la presenza delle agenzie di viaggi reali, con la competenza e la rete necessaria per sbrogliare situazioni delicate è stata fondamentale in questa fase – continua la Battistelli – alcune compagnie aeree hanno deciso di rimborsare attraverso voucher da riutilizzare entro l’anno e il suggerimento che do è quello di riprogrammare quanto prima il proprio volo, anche se in autunno, ricominciare a pensare alla vacanza in questa fase, fatte salve le condizioni sanitarie, può essere un ristoro per la mente». Ma quali sono le reali prospettive? «Questa estate si lavorerà molto con l’Italia, con le regioni che sono state toccate meno dalla pandemia e con le strutture turistico ricettive che garantiscono elevati standard di igiene e protocolli di sicurezza. In questa fase infatti, ad agenzia chiusa, abbiamo lavorato molto sulla formazione e sulla mappatura delle strutture. Anche se il primo segmento a ripartire non sarà la vacanza di svago, ma il viaggio per motivi di lavoro. Le aziende stanno spingendo molto per riuscire quanto prima a riaprire i collegamenti con l’estero. Anche perché il viaggio di lavoro è un potenziale strategico per la media impresa marchigiana che soprattutto in questa fase necessita di aumentare il fatturato, con cauto ottimismo si ripartirà».

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Galliano Micucci (Cooperativa 13 maggio)

Target completamente diverso quello della Cooperativa 13 maggio che gestisce tra Trentino, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto 15 strutture alberghiere per gruppi vacanze costituiti da famiglie e soggiorni per parrocchiani in tutta Italia. Con lo scoppio della pandemia i gruppi hanno disdetto le prenotazioni e probabilmente sarà impossibile poter fare vacanze per comitive numerose. Per cui tutta la struttura si sta riorganizzando in vista di un cambiamento mai vissuto prima d’ora. «Al momento stiamo cercando di capire come muoverci, sicuramente punteremo maggiormente sui singoli. Le strutture verranno riaperte, ma non saranno disponibili a giugno, faremo luglio e agosto. Settembre solitamente è un mese difficile perché con la riapertura delle scuole calano le prenotazioni rispetto al nostro target di riferimento», commenta Galliano Micucci titolare della Cooperativa che proprio nei giorni scorsi ha festeggiato 39 anni di attività. «Abbiamo iniziato a ricontattare i nostri clienti e a predisporre le strutture. Abbiamo un protocollo di 60 pagine e abbiamo dovuto modificare molti aspetti. Ad esempio la parte legata alla ristorazione – continua Micucci – Uno dei nostri plus è sempre stata la pensione completa, ma non potendo gestire il buffet è impossibile per il personale poter effettuare 3 pasti con la colazione. Anche perché per effetto del distanziamento i tavoli nelle sale saranno distribuiti in maniera differente e sarà necessario prevedere una fascia oraria per il consumo dei pasti. Per le prenotazioni ci aspettiamo qualcosa di più ad agosto, sempre se le condizioni sanitarie rimangono buone. Credo che prima di prenotare si cerchi di capire come andrà questa fase due dopo lo sblocco del lockdown. Se all’inizio di giugno con la ripresa di tutte le attività non avremo nuovi picchi e focolai immagino che le persone vorranno tornare in vacanza. Il bisogno di uscire, visto anche il periodo di chiusura in casa c’è ed è evidente. Poi ovviamente bisogna anche considerare la questione economica, non tutti potranno permettersi la vacanza». Il bonus voluto dal governo non incentiverà il movimento sul territorio nazionale? «Non so se si deciderà di andare in vacanza perché lo Stato darà 150, 300 o 500 euro a famiglia per le vacanze – conclude Micucci – Non credo sia l’incentivo la discriminante per partire oppure no, quanto piuttosto la certezza e sicurezza di avere un ambiente igienizzato e sicuro».



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