«In provincia oltre mille casi di celiachia,
aumentati di 200 in 5 anni.
Ora le diagnosi sono migliorate»
IL REPORT dell'Ast in occasione della Giornata mondiale della celiachia. Incidenza in crescita nei bambini. Giuseppe Feliciangeli, direttore della Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva a Macerata: «Patologia molte volte asintomatica, che può presentare disturbi leggeri per cui tanti non sanno di averla»

Foto generata con l’Ai
Diagnosticati oltre 200 celiaci in più in 5 anni per un totale di 1.105 casi. E’ il report dell’Ast di Macerata che parte dal 2021. In occasione della Giornata mondiale della celiachia, che ricorre sabato, è stato fatto il punto della situazione nelle Marche e nella provincia di Macerata con Giuseppe Feliciangeli, direttore della Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’ospedale maceratese e le responsabili dei reparti di Pediatria di Civitanova, Enrica Fabbrizi e di Macerata, Martina Fornaro.
Dal 9 al 17 maggio si svolge la Settimana della celiachia organizzata a livello nazionale dall’Associazione Italiana Celiachia (Aic) allo scopo di sensibilizzare la popolazione nei confronti di questa patologia, mentre il 22 maggio prossimo l’Università di Camerino organizzerà, insieme ad Aic Marche, un convegno scientifico dal titolo “L’evoluzione della celiachia: approcci multidisciplinari tra ricerca, clinica e territorio”.
Nelle Marche ad oggi in totale i casi di celiachia sono 6.145, gli ultimi dati aggiornati sono del mese di gennaio 2026, di questi 4.206 sono donne e 1.939 uomini. La maggioranza dei pazienti (4.205) hanno tra 20 e 69 anni, ma 1.576 hanno meno di 20 anni e 319 hanno oltre 70 anni.
Dal 2021 al 2026, nell’Ast di Macerata i celiaci diagnosticati sono passati da 859 a 1.105, di cui 766 donne e 339 uomini. «Bisogna evidenziare, però, che il 60% dei casi non viene diagnosticato – precisa Giuseppe Feliciangeli, direttore della Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’ospedale di Macerata -. La celiachia è una patologia molte volte asintomatica, che può presentare disturbi leggeri per cui tanta gente non sa di averla. Dal punto di vista epidemiologico, nelle Marche ora ci saremmo aspettati almeno 15mila casi, invece all’appello ne mancano 9mila. Se finora la percentuale era l’1% della popolazione italiana, nei recenti screening effettuati sui bambini il dato si è spostato verso il 3%».

Alessandro Marini
Gli aumenti dei casi derivano «in gran parte a una migliorata diagnosi, con la ricerca degli anticorpi – prosegue Feliciangeli -. La formazione della classe medica è fondamentale per determinati sintomi, come anemia, alvo irregolare (stitichezza alternata a diarrea), problemi tiroidei, poliabortività ad esempio. Il 10% di chi soffre di colon irritabile, in realtà, è celiaco e idem per il 5-10% dei diabetici giovanili».
L’incidenza della celiachia è in aumento anche nei bambini. Il sospetto clinico può nascere di fronte a sintomi legati al malassorbimento intestinale come, per esempio, diarrea cronica, arresto della crescita, perdita di peso, dolore addominale, ma anche di fronte a sintomi atipici come bassa statura, stomatite aftosa ricorrente, difetti dello smalto dentario, osteoporosi.
«Nel settembre 2023 – spiegano le responsabili delle Pediatrie di Civitanova Enrica Fabbrizi e di Macerata Martina Fornaro – il Parlamento italiano ha approvato la legge 130, che definisce un programma diagnostico per l’individuazione del diabete mellito tipo 1 e della malattia celiaca nella popolazione pediatrica. Questo atto normativo rappresenta un primato mondiale per la celiachia: l’Italia è il primo Paese ad aver sancito per legge uno screening pediatrico su base volontaria per tale patologia. Il programma propedeutico, denominato D1Cescreen, si è svolto in quattro regioni (Lombardia, Marche, Campania, Sardegna) coinvolgendo nello screening oltre 4mila bambini di età compresa tra i 2 e i 10 anni. Di questi, il 2,9% è risultato positivo agli anticorpi per la celiachia. Il dato sottolinea che molti casi di malattia celiaca, anche asintomatici o paucisintomatici, rischierebbero di rimanere nascosti senza questo approccio e, quindi, è stato annunciato l’avvio dello screening nazionale entro il 2026. L’obiettivo è offrire una diagnosi precoce anche in soggetti asintomatici».
«La celiachia oggi è riconosciuta come una patologia cronica – conclude Alessandro Marini, direttore generale dell’Ast di Macerata -, per la quale l’Ast di Macerata, che è inserita nella relativa rete diagnostica regionale, garantisce la gratuità degli accertamenti utili per seguire il paziente nel tempo».
Ad ogni paziente, inoltre, viene garantito un contributo annuale per l’acquisto di alimenti senza glutine, essenziali per una corretta alimentazione, considerando che l’unica terapia attuale per questa patologia è una rigorosa dieta con alimenti senza glutine. L’azienda sanitaria maceratese attraverso il Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (Sian) si occupa della formazione obbligatoria per gli operatori della ristorazione (ai sensi della legge 123/2005), del controllo sulla sicurezza alimentare e dell’educazione sulla prevenzione della contaminazione crociata.