Un quarto dei morti in provincia
ospiti nelle strutture per anziani

PANDEMIA - Dal primo focolaio (Cingoli) alla Casa di ospitalità di Castelraimondo (11 le vittime), fino a Recanati (venti i decessi tra Ircer e Rsa). In totale 44 le persone che hanno perso la vita a causa del Covid
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Casa di riposo di Cingoli

 

di Gianluca Ginella

Sono 44 i morti a causa del Coronavirus che erano ospiti delle case di riposo e delle rsa della provincia di Macerata, un quarto delle vittime totali del Maceratese (164 gli scomparsi). Le strutture dove ci sono stati più morti sono la casa di riposo di Castelraimondo (undici), quella di Recanati (dieci) e la Rsa della città leopardiana (dieci). Nelle case di riposo i primi contagi si erano registrati a Cingoli, dove c’erano stati anche i primi due ospiti morti in provincia (Raffaele Focante, 70 anni, e Isolina Carbonari, 89). Nella struttura sono 9 le persone decedute a causa del Coronavirus. La procura da tempo ha avviato delle indagini sulle strutture per verificare cosa è accaduto e se vi siano profili di reato in merito alle procedure seguite all’interno delle strutture.

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Medici militari davanti la casa di riposo di Cingoli

Al momento al quarto piano del palazzo di giustizia non sarebbe ancora arrivata una relazione da parte dei carabinieri ai quali sono stati affidati gli accertamenti.

CINGOLI – Nella struttura dove si era registrato il primo focolaio di Covid e dove alla fine sono morte 9 persone, erano intervenuti anche i medici militari per far fronte all’emergenza. La struttura era diventata un caso nazionale con accuse e controaccuse tra il Comune e l’Area vasta. Al momento i contagiati nella struttura sono rimasti tre, gli altri sono via via guariti. E anche questi tre anziani non mostrano sintomi e si attendono i tamponi per sapere se sono guariti.

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Il sindaco Antonio Bravi distribuisce mascherine

RECANATI – Per quanto riguarda Recanati, è il sindaco Antonio Bravi a fare il punto: «Nella casa di riposo ci sono 22 persone positive, stanno quasi tutte bene, alcuni sono asintomatici e ogni 7-8 giorni vengono rifatti i tamponi per sapere se sono guariti. Altre sei persone sono invece ricoverate in altre strutture. Nella Rsa, per quanto a mia conoscenza, ora sono scesi a dieci le persone che sono positive al Coronavirus».

CORRIDONIA – «La situazione è stabile, al momento nella casa di riposo ci sono 3 ospiti positivi ai quali verranno fatti i tamponi – dice il sindaco di Corridonia, Paolo Cartechini –. I morti alla casa di riposo sono stati quattro per il Covid e altri due ma che non erano positivi. Nella Rsa, anche se non ho dati ufficiali, so che tutti gli ospiti sono negativi e la struttura sta tornando piano piano alla sua naturale funzione». Per quanto riguarda gli operatori contagiati della casa di riposo: «Una operatrice, su quattro di quelle comunali che erano risultate positive, nei prossimi giorni tornerà al lavoro perché è guarita. Lo stesso vale per un operatore della cooperativa, anche in questo caso erano 4 i positivi. Gli altri sono in buona salute ma devono osservare delle cautele e per ora non sono pronti per rientrare al lavoro».

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Bandiera italiana sulla casa di ospitalità di Castelraimondo

CASTELRAIMONDO – Nella casa di ospitalità di Castelraimondo i contagi sono arrivati dopo rispetto alle altre strutture ma è stato qui che si è registrato purtroppo il più alto numero di morti. Adesso «nella casa di riposo di Castelraimondo gli ospiti stanno tutti abbastanza bene, certo, sono persone anziane e bisogna sempre andarci cauti – dice il sindaco Renzo Marinelli –. Nella struttura al momento ci sono 15-16 ospiti, mentre una decina si trova ricoverata negli ospedali. Anche quelli ricoverati sembra che stiano migliorando». Nel comune è stata inoltre avviato il progetto con Unicam e l’università di Padova per uno screening dei residenti. Sinora 400 i tamponi eseguiti: «Soprattutto li facciamo alle persone più esposte: operatori sanitari e loro parenti, condomini di persone che vivono in condomini dove ci sono stati casi, cassieri di supermercati» spiega Marinelli.

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