Pazienti dell’Hospice trasferiti di nuovo,
Maccioni: «Non abbiamo chiuso
ci serve personale per i posti Covid»

MACERATA - Il direttore dell'Av3 spiega il perché della decisione che ha allarmato personale e malati, già spostati a Montecassiano e ora in altre strutture: «Riorganizzazione temporanea finché non arriveranno infermieri per i nuovi 45 posti che stiamo allestendo»
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Il pre triage dell’ospedale di Macerata

 

di Federica Nardi

L’Hospice di Macerata trasferito a Montecassiano chiude i battenti fino a nuovo ordine. I pazienti dell’Hospice “Il Glicine”, che da lunedì erano stati ricoverati a Montecassiano per il riassetto dovuto all’emergenza coronavirus, nel weekend sono stati infatti trasferiti in altre strutture a San Severino e Macerata. 

Una decisione presa ufficialmente perché serve personale per far fronte alla necessità di personale per nuovi posti Covid in arrivo ma che ha preoccupato pazienti e gli operatori che, tra l’altro, oggi restano a casa in attesa di indicazioni su cosa fare. Un paziente oncologico si è rivolto a Cronache Maceratesi per denunciare quanto sta accadendo: «Mi giunge notizia che l’Asur ha deciso prima di trasferire e poi di chiudere l’Hospice di Macerata. Ma perchè? E’ una vergogna! Io malato oncologico…dove andrò?». Ricordiamo infatti che l’Hospice è un reparto particolare, pensato come una vera e propria abitazione per i malati terminali che però non possono, per vari motivi, ricevere un’adeguata assistenza a casa. Una struttura dove il personale si prende cura delle persone nel delicato momento del fine vita, con una cura e supporto anche nei confronti dei parenti.

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Alessandro Maccioni direttore Area Vasta 3

C’è grande preoccupazione per la scelta, su cui fa chiarezza Alessandro Maccioni, direttore dell’Av3: «L’Hospice non ha chiuso. I pazienti saranno collocati a San Severino o alla casa di Cura Marchetti di Macerata. E per chi vorrà stare a casa ci sarà l’assistenza domiciliare. Quindi nessuno chiude, è solo una riorganizzazione per un mese massimo. Villa Marchetti mette a disposizione il posto letto e l’assistenza infermieristica. Il dottor Di Serafino seguirà personalmente i pazienti. I farmaci necessari saranno a carico nostro come avremmo fatto all’interno della nostra struttura». Maccioni spiega che la scelta è stata fatta «perché la priorità è aprire nei prossimi giorni 45 posti letto Covid all’interno della palazzina di Malattie infettive e per questo servono 18 infermieri. Per cui non posso fare a meno di una parte degli infermieri dell’Hospice. Ma con i bandi in corso e gli infermieri in arrivo inviati dalla Protezione civile già tra due settimane potrebbe risolversi la riorganizzazione». Inoltre, aggiunge Maccioni, «l’Hospice è destinato comunque a Montecassiano perché, passata l’emergenza, dovremo fare importanti lavori sulla palazzina di Malattie infettive. Quindi era già stato stabilito che andasse a Montecassiano». Al momento non è noto quali altri reparti dell’ospedale di Macerata stanno subendo una riorganizzazione per far fronte ai nuovi posti letto. «Le esigenze variano di giorno in giorno», dice Maccioni. Nel frattempo ha iniziato l’attività anche il laboratorio di Area vasta 3 per analizzare i tamponi dei sospetti Covid, con un regime di una sessantina di analisi al giorno.

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