Sanità, la protesta infuria
al grido di “parassiti ed assassini”
La Regione tira dritto

Tensione ad Ancona dove oltre trecento manifestanti con striscioni e slogan hanno fatto sentire la loro contrarietà rispetto alla riforma portata avanti dal presidente Ceriscioli. La Commissione ha comunque approvato in tarda serata la trasformazione di tredici strutture in ospedali di comunità. Massiccia la presenza di sindaci del Pesarese (55 su 60) che hanno chiesto l'azzeramento di tutte le scelte fatte finora, solo 3 gli amministratori del Maceratese. Martini in prima fila: "Contestiamo il metodo". Delpriori segue da casa: "Risultato raggiunto, è una bella giornata"

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I manifestanti stesi a terra bloccano la viabilità

I manifestanti stesi a terra bloccano la viabilità (Foto Luca Mengoni)

 

di Monia Orazi

I cittadini fanno la voce grossa ma la Regione non arretra di un passo sulla riforma della sanità. Via libera alla trasformazione di tredici strutture in ospedali di comunità, approvata in tarda serata dalla Commissione consiliare Sanità, che dovrà tornare in giunta per l’approvazione definitiva. Corretto leggermente il tiro, secondo la Commissione, al quale sono intervenuti il presidente Ceriscioli e Mastrovincenzo, nella delibera deve restare attivo “un mix di posti letto di lungodegenza/riabilitazione e cure intermedie, negli ospedali di comunità – si legge nella nota regionale – e che si passi all’attivazione di posti letto di cure intermedie che dovranno gradualmente andare a regime garantendo nel frattempo nelle 12 ore notturne, il mantenimento del medico dipendente, adeguatamente formato, oltre al medico di continuità assistenziale”.

Presenza massiccia dei sindaci della provincia di Pesaro Urbino (55 su 60) che hanno votato compatti un documento in cui chiedono al governatore Luca Ceriscioli, di azzerare tutte le scelte in materia sanitaria, grandi assenti i sindaci della provincia di Macerata, salvo pochissime eccezioni. “Vergogna, la sanità è un diritto di tutti”, striscioni e slogan questo pomeriggio sotto la sede del consiglio regionale in piazza Cavour ad Ancona, presenti oltre trecento manifestanti provenienti per gran parte dal pesarese, Fabriano, Cagli, San Severino e, Matelica, Tolentino, Osimo, Fossombrone, Sassoferrato, Genga, Serra San Quirico, tante le urla e slogan scanditi all’esterno, fortissima la tensione dei manifestanti che più volte hanno urlato “parassiti ed assassini”, verso le 19 si sono addirittura stesi a terra, bloccando una parte della viabilità in piazza Cavour. La delegazione di sindaci e rappresentanti dei comitati, prima è stata ricevuta dai consiglieri regionali di minoranza, poi in seguito da Fabrizio Volpini presidente della commissione consiliare sanità, mentre il governatore Luca Ceriscioli ha detto di voler parlare con i sindaci al termine della commissione. Pochissimi i rappresentanti istituzionali partiti dall’entroterra maceratese, che vede la chiusura del punto nascita di San Severino, Cingoli, Matelica, Recanati, Tolentino e Treia trasformati in ospedali di comunità, soppresse le guardie mediche di Castelraimondo e Fiuminata ed in altri piccoli centri.

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Il corteo in piazza Cavour

I sindaci Martini di San Severino e Pugnaloni di Osimo

I sindaci Martini di San Severino e Pugnaloni di Osimo

“Sui punti nascita il dialogo ci deve essere. Condividiamo il documento dei sindaci di Pesaro, chiediamo l’azzeramento di tutte le delibere, comprese quelle sui punti nascita, nell’entroterra non c’è il diritto né di nascere, né di morire, le questioni sono collegate. Non è vero che la normativa non permette una deroga per i punti nascita tra i 500 ed i mille parti. Speriamo che Ceriscioli si riappropri del ruolo per cui lo hanno eletto i cittadini, appoggiamo il referendum abrogativo. Non siamo mai entrati nel merito delle scelte, contestiamo il metodo, vogliamo restare dentro il partito per cambiare il comportamento”, così il sindaco di San Severino Cesare Martini ha commentato la protesta contro la riforma sanitaria, in fascia tricolore, accanto al primo cittadino di Osimo, subito dopo aver incontrato Fabrizio Volpini, presidente della commissione Sanità.
Presenti per Tolentino il presidente del consiglio comunale Mauro Sclavi, una delegazione di Forza Italia e una del Partito Comunista d’Italia.

Alessandro Delpriori

Alessandro Delpriori

Alessandro Delpriori, sindaco di Matelica ha seguito a distanza l’evolversi della situazione: “Chi vuole protestare è libero di farlo, ma non ho capito a che titolo parlano certe persone, che non sono state elette in Consiglio comunale, noi ormai lavoriamo a tutto questo da un mese. Stamattina nel corso di una riunione di maggioranza ho portato quanto concordato con il presidente Ceriscioli in un incontro personale: il medico del 118 sarà presente tutte le 24 ore, ci saranno otto posti di cure intermedie ed il potenziamento della diagnostica, ho visto personalmente la scheda da porre al voto della commissione, abbiamo incontrato più volte presidente e commissione, la politica non si fa con gli urli o per prendere quattro voti, io voglio portare a casa un risultato concreto per i cittadini. Hanno votato, una bella giornata”.

Durante la diretta televisiva sono stati intervistati anche i rappresentanti dei comitati locali. “Ci chiudono i punti nascita di Fabriano e San Severino, ci tolgono il medico del 118 di notte, mettono a rischio le mamme ed i bambini, con le strade che ci ritroviamo tagliano tutto, meno quello che dovrebbero tagliare. Il 118 di Matelica copre un vasto territorio, l’Alto Maceratese è un bacino piccolo di voti, non interessa a nessuno, la costa piace di più, l’ex sindaco Sparvoli è dentro”, ha detto la matelicese Roberta Nocelli. “Possiamo pure morire con il consenso dei politici che non ci difendono, propongo di annullare quelle amministrazioni che non si vogliono far governare dalla Regione, il nostro sindaco non ha partecipato perché dice di voler seguire le vie istituzionali, se questo è sovversivo qualcuno ce lo spieghi, noi siamo contro chi non difende il territorio”, ha detto l’ingegner Ennio Donati di Matelica. “Il punto nascita di San Severino è un’eccellenza riconosciuta da molti, ha sempre avuto un numero di parti superiore ai 500, è una struttura indispensabile per l’entroterra maceratese, dove c’è una viabilità che risale al Medioevo – ha detto Mario Chirielli del comitato di San Severino – stanno spingendo per la chiusura ma le partorienti non possono essere ricevute da Macerata, dove si stanno appaltando i lavori per il rifacimento, gli spazi sono ristretti, così si mettono le donne a rischio. Prima di chiudere almeno dovrebbero mettere Macerata a norma”. Agguerrito anche il comitato di Fabriano, che rivendica il ruolo di ospedale capofila dell’entroterra, per un ospedale di eccellenza.

Il tavolo dei sondaci in commissione Sanità

Il tavolo dei sindaci in commissione Sanità

“Il divide et impera non passa, il latino lo abbiamo studiato anche noi. Se ci considerano degli analfabeti perché nati in montagna, non possiamo che rispondere con indifferenza”, così il presidente dell’Unione montana di San Severino, Gian Luca Chiappa, commenta la chiusura dei punti nascita. “I sindaci del territorio sono più che mai uniti nella difendere il materno infantile di San Severino – sottolinea Chiappa, che aggiunge – chi afferma il contrario, o vive su un altro pianeta o recita una parte, siamo già intervenuti per l’emergenza sanitaria, la prossimità delle cure e la tempestività dei soccorsi. Non si può trattare su punti che devono essere fermi come la risposta alle emergenze sanitarie h24. Quanto alla riforma in atto personalmente ho sempre pensato che essa sia sbagliata”. “Il coinvolgimento di chi fa parte dell’Unione – conclude Chiappa – c’è già tanto che domani (martedì 12 gennaio) tornerà a riunirsi il Comitato dei sindaci per affrontare l’argomento sanità e gli scenari nuovi apertisi sul tema dei servizi sociali alla luce dei forti tagli imposti dalla Regione”.

RIUNIONE DI MAGGIORANZA – Il presidente Luca Ceriscioli ha incontrato questa mattina consiglieri e segretari regionali di partito (Francesco Comi, Antonio Pettinari e Lorenzo Catraro) della maggioranza, sul tema degli ospedali di comunità. “Gli ospedali di comunità sono un punto importante per far partire concretamente la riorganizzazione della medicina del territorio – si legge in una nota del Pd regionale – garantisce la presenza di medici h24 in tutte queste tredici strutture, come prevede già la delibera. Un percorso che non prevede tagli ma investimenti e implemento di budget fino a tre milioni di euro complessivamente su tutto il territorio regionale. Un paradosso per chi parla di impoverimento delle aree interne”. Avanti tutta con la riforma della sanità: “Tutte le strutture saranno a disposizione degli utenti h 24. Un sistema molto più strutturato del ppi, erroneamente definito pronto soccorso, che per legge è temporaneo. Ci sarà il medico di continuità assistenziale h24 e il 118 e, dove persiste la lungodegenza, il medico del reparto potrà intervenire in caso di emergenza. Inoltre nella delibera verrà specificato che la lungodegenza resterà in attesa di entrare a regime con le cure intermedie. Un passaggio che verrà sancito da una verifica”, conclude la nota.

Alcuni dei manifestanti (Foto Luca Mengoni)

Alcuni dei manifestanti (Foto Luca Mengoni)

Striscioni e cori in piazza Cavour (foto Luca Mengoni)

Striscioni e cori in piazza Cavour (foto Luca Mengoni)

REAZIONI DELLA MINORANZA – “Commissione Sanità tra fischi e proteste. Sindaci inascoltati lasciati in sala d’aspetto. Democrazia accantonata per fare scelte incomprese dai cittadini.” Così interviene Romina Pergolesi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle. “Chiederò una ‘missione valutativa’ sulla delibera della Giunta 1182/15 e le determine Asur, – prosegue la Pergolesi – strumento con cui è possibile attivare il procedimento di controllo sugli effetti delle politiche e dell’operato della Giunta, se il Presidente Ceriscioli è intenzionato a perseguire questa strada felicemente impopolare e pericolosamente deleteria dei diritti dei cittadini, non escludo che se ne richieda le sue dimissioni”. “Il presidente Ceriscioli è stato lasciato solo dal suo partito che ha bocciato le decisioni fin qui compiute sulla sanità. Occorre azzerare il lavoro fatto ed agire concertando le scelte con i territori e con le rappresentanze istituzionali democraticamente elette”, così Mirco Carloni, capogruppo regionale di Area Popolare. “La giusta protesta di oggi dei sindaci davanti al Palazzo della Regione mette a nudo la totale assenza di una strategia politica di Ceriscioli sulla sanità. Ad oggi noi assistiamo solo a tagli di servizi, di reparti e di ospedali senza comprendere la strategia delle scelte che accompagnano questa presunta riorganizzazione”, conclude il consigliere regionale. Sui tagli alla sanità interviene anche l’associazione Voi con Noi Civicamente Marche. “Per una riorganizzazione dell’offerta sanitaria, in questo caso, proprio perché “tocca da vicino” un tema molto delicato come il mondo materno – infantile ogni azione andrebbe concordata e discussa con i rappresentanti territoriali – scrivono in una nota – in questo modo si potrebbero superare forme di ipotetico campanilismo, che spesso è un limite nelle scelte e nelle proposte di ampio respiro, ma al tempo stesso si potrebbe cogliere proprio da chi vive nel territorio quegli aspetti specifici e peculiari che debbono far riflettere nell’ambito di una progettualità più complessa. Nell’ambito sanitario bisogna tenere in debito conto quelle che sono le peculiarità del territorio, sia in termini demografici che in termini geografici”.

protesta sanita foto Luca Mengoni

 

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