Chiusura punto nascita, Mantovani:
“Continuerò a fare parti d’emergenza”

SAN SEVERINO - Il primario di Ginecologia lancia la sfida: "Non mi farò guidare dalla politica". Il sindaco Martini valuta il ricorso al Tar che ha respinto oggi la richiesta di sospensione delle determine per la riorganizzazione della sanità
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Il primario Angelo Mantovani

Il primario Angelo Mantovani

 

di Monia Orazi

“Io continuerò a fare il medico, non sono disposto a farmi guidare nella mia professione dalla politica”. Così il primario di ostetricia e ginecologia di San Severino, il professor Angelo Mantovani commenta la recente decisione di chiudere il reparto settempedano. “Nell’ultima delibera del 22 dicembre si dice che la chiusura sarà graduale sino al 31 gennaio potremo continuare ad accettare i parti delle donne che abbiamo seguito sinora – spiega Mantovani – ci sono situazioni politiche che ci danno addosso, il presidente Ceriscioli è determinato a chiudere. Se arriveranno delle emergenze io farò il medico, se cambierà l’organizzazione del reparto sarà sempre più difficile lavorare”. Al momento nessun blocco dei ricoveri in reparto, anche se è previsto un incontro organizzativo per attuare la determina dell’Asur. Sul fronte politico questa mattina il sindaco Cesare Martini, il vicesindaco ed assessore Vincenzo Felicioli e il presidente del consiglio comunale Ostilio Beni sono stati convocati all’Asur di Ancona, per avere chiarimenti su cosa succederà a San Severino.

Cesare Martini, sindaco di San Severino

Cesare Martini, sindaco di San Severino

“La chiusura del punto nascita per l’Asur è definitiva – spiega Martini – abbiamo anche chiesto rassicurazioni per il futuro dell’ospedale di San Severino, su cosa comporterà l’attuazione delle reti cliniche. Abbiamo convocato dopo il consiglio comunale un incontro di tutti i capigruppo per entrare nel merito della determina e valutare se sia impugnabile per fare ricorso al Tar”. Saranno consultati anche degli avvocati per capire se il ricorso al tribunale amministrativo sia fattibile.

A MATELICA NIENTE MEDICO DEL 118 DI NOTTE  – Anche a Matelica continua la polemica per la soppressione del medico nell’ambulanza del 118 nelle ore notturne. Per domani pomeriggio ad Ancona, alle 14.30 è convocata la commissione sanità del consiglio regionale, chiamata a dare un parere sulla trasformazione dei piccoli ospedali in ospedali di comunità, che interessa Matelica, Treia, Tolentino, Cingoli e Recanati, che potrebbe proporre modifiche alla delibera regionale. Anche a Matelica è stata convocata per il prossimo 4 gennaio alle 17 una seduta congiunta tra le commissioni sanità e la conferenza dei capigruppo. “La convocazione è dovuta in ragione della richiesta del gruppo consiliare “Nuovo Progetto Matelica”. In ogni caso siamo lieti dell’iniziativa – spiegano Alessandro Casoni presidente del consiglio e Maria Laura Medici della commissione – poiché quanto prima avremmo reso noto a tutti i membri del Consiglio ogni sviluppo della delicatissima situazione in materia sanitaria, tuttora in evoluzione; infatti proprio in queste ore sono in corso intensi colloqui tra gli amministratori locali e quelli regionali, compresi i dirigenti, nella speranza che per Matelica e la montagna si possano avere migliorie alla delibera 735”.

IL TAR NON SOSPENDE LE DETERMINE – Proprio oggi il Tar Marche ha respinto la richiesta del comune di Osimo di sospendere le determine Asur del 24 dicembre per la chiusura del punto nascita, e le delibere regionali sulla sanità, poiché si potrà partorire sino al 31 gennaio nel locale punto nascita, mentre la discussione effettiva del ricorso, seguito per il Comune dall’avvocato Andrea Galvani, avverrà il prossimo 22 gennaio. “Dai chiarimenti acquisiti, per le vie brevi, tramite il direttore sanitario dell’Asur Marche il punto 3 della determina della determina n.913 del 24 dicembre consente fino alla data del 31 gennaio 2016 la facoltà di continuare a svolgere il parto presso il punto nascita di Osimo, essendo previsto un periodo transitorio per la rideterminazione delle strutture – si legge nelle motivazioni del Tar – la data individuata nel provvedimento consente di lasciare inalterata la situazione di fatto fino alla pronuncia cautelare collegiale, fissata per la Camera di consiglio del 22 gennaio 2016, rendendo non necessaria l’adozione di misure cautelari provvisorie”.



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