NBM, l’ad Goffi disponibile
ad incontrare gli obbligazionisti

Alla vigilia della manifestazione indetta dall'associazione Vittime del salva-banche davanti a una filiale a Jesi, l'amministratore delegato della Nuova Banca delle Marche si dice favorevole ad incontri con i rappresentanti degli azionisti e dei possessori di obbligazioni subordinate. L'istituto sta intanto predisponendo i documenti per agevolare i clienti ad attivare le procedure arbitrali che permetteranno l'accesso al Fondo di solidarietà da cento milioni di euro
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Luciano Goffi

Luciano Goffi

di Marco Ricci

A un mese e mezzo dalla procedura che ha portato alla nascita della Nuova Banca delle Marche, continuano le manifestazioni di protesta indette dagli azionisti e dagli obbligazionisti subordinati i quali – dai dissesti di BM, Carichieti, Popolare dell’Etruria e Cariferrara – hanno visto azzerato il valore dei titoli in loro possesso. Così, dopo le manifestazioni davanti alla Banca d’Italia e alla sede generale della Popolare dell’Etruria, l’associazione Vittime del salva-banche, insieme all’associazione jesina che raccoglie i piccoli azionisti di Banca Marche, si ritroveranno domani mattina davanti alla filiale Banca Marche di Corso Matteotti a Jesi (leggi l’articolo). Una manifestazione autorizzata dalla Questura a cui, sebbene invitata, non parteciperà l’associazione DipendiamoBancaMarche guidata da Sandro Forlani (leggi l’articolo) e il cui dissenso si basa non solo sul considerare inutile il presidio per risolvere le problematiche emerse con il decreto che ha permesso la nascita delle quattro nuove banche, ma anche sul rischio che una protesta organizzata davanti a una filiale vada a scaricare sui dipendenti le responsabilità di quanto accaduto.

La Nuova Banca delle Marche, nel frattempo, cerca di tendere la mano agli obbligazionisti subordinati che hanno perso parte dei loro investimenti dal dissesto del vecchio istituto di credito. Luciano Goffi, amministratore delegato di Nbm, nel cercare ogni forma di dialogo e confronto costruttivo con i clienti, ha confermato infatti oggi la propria disponibilità ad incontrare i rappresentanti degli obbligazionisti subordinati e gli azionisti della banca in tutte le occasioni in cui questo sarà richiesto e possibile. “Il confronto, in linea con quanto praticato dalle altre banche, avverrà alla sola condizione che le modalità di dialogo siano rispettose delle nuove banche, delle 6.000 persone che vi lavorano per servire i propri clienti e i propri territori”.

La Nuova Banca Marche, intanto,  ha attivato – al pari delle altre tre banche coinvolte nei dissesti – una task force per predisporre tutte le carte necessarie per facilitare i detentori di obbligazioni subordinate più esposti dalla perdita di valore dei loro titoli, questo per accelerare l’accesso all’arbitrato che vorrebbe concedere un risarcimento ai risparmiatori più colpiti dai quattro dissesti. L’indirizzo generale, lo ricordiamo, è stato inserito dal Governo nella legge di stabilità, con la creazione di un Fondo di solidarietà alimentato per cento milioni di euro dal Fondo interbancario di tutela dei depositi, cioè dalle altre banche italiane. Sebbene il Mef e il Ministero di grazia e giustizia non abbiano ancora emanato le direttive che regolamenteranno l’accesso al Fondo, sarà l’Autorità anticorruzione, attraverso una procedura arbitrale, a stabilire chi potrà o meno vedere rimborsate parte delle proprie perdite. Lo spirito con cui è stato costituito il Fondo di solidarietà non è infatti quello di offrire risarcimenti generalizzati, ma solo a coloro che hanno perso buona parte dei loro risparmi e che oggi possono trovarsi in stato di necessità. Per Banca Marche i clienti in possesso di obbligazioni subordinate sono circa un migliaio, tra i quali 200 dipendenti del vecchio istituto di credito. I casi più gravi, secondo quanto aveva comunicato due settimane fa lo stesso ad, sarebbero circa un centinaio mentre, nel complesso delle quattro banche, le perdite per questa classe di risparmiatori particolarmente colpiti sarebbe inferiore ai 40 milioni di euro.



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