Banca Marche, Codacons
avvia azione risarcitoria:
“Risparmiatori non informati sui rischi”

CASO BM - L'associazione dei consumatori ha già ricevuto 2mila richieste di adesioni da parte di clienti dell'istituto che si sono sentiti danneggiati. Il presidente Rienzi: "Come per i Bond argentini, moltissime le cause vinte. Nel 70% dei casi si arriva alla transazione"
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Il logo sul sito del Codacons per informarsi e aderire all’azione risarcitoria

Banca Marche, il Codaconds avvia l’azione per il risarcimento: «I risparmiatori non erano informati sui rischi. In casi simili il 70% delle volte le banche decidono di arrivare ad una transazione con il cliente».

Già duemila piccoli risparmiatori che hanno visto azzerato il valore di azioni e obbligazioni subordinate acquistate con Banca Marche si sono rivolti all’associazione che difende i diritti dei consumatori e hanno aderito all’azione risarcitoria lanciata su Codacons.it. Secondo l’associazione, la documentazione ricevuta e le segnalazioni dei risparmiatori «dimostrano inequivocabilmente come i cittadini non abbiano ricevuto adeguate informazioni sui rischi degli investimenti, al momento dell’acquisto di azioni e obbligazioni subordinate». Cosa che apre al fronte della speranza per i clienti di Banca Marche danneggiati dal piano del Governo per salvare, oltre all’istituto jesino, anche la Cassa di risparmio di Ferrara, la Banca popolare dell’Etruria e del Lazio e la Cassa di risparmio della provincia di Chieti. La mancanza di informazioni adeguate, secondo il Codacons, lega il caso di Banca Marche con quello dei Bond argentini e con i titoli della Lehman brothers nei quali l’associazione ha vinto «numerosissime cause dinanzi i tribunali di tutta Italia, con le banche condannate a rimborsare integralmente gli investitori. Nel 70% dei casi le banche hanno preferito la transazione, ovvero il raggiungimento di un accordo con il risparmiatore – dice il presidente di Codacons, Carlo Rienzi –. I numeri, relativamente a questo genere di controversie, sono chiari: nell’80% dei casi si raggiungono accordi transattivi entro 12 mesi dall’ attivazione della causa; per il restante 20%, invece, le sentenze favorevoli rappresentano circa il 93% del totale».



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