Approcci hard a madre e figlia,
salvate da un commerciante.
Le donne in aula: «Ci siamo impaurite»
MACERATA - I fatti sono avvenuti in corso Cairoli. L'uomo era intervenuto per aiutarle, ed era stato premiato dal questore. Ad importunarle un 51enne che ora è imputato in tribunale per minacce, molestie e per aver aggredito quattro agenti durante l'identificazione

Corso Cairoli
di Alessandro Luzi
Importuna madre e figlia lungo corso Cairoli, un commerciante interviene ad aiutarle (sarà poi premiato come poliziotto ad honorem). I fatti risalgono al 2023 e avevano fatto discutere a Macerata. Ora per quell’episodio si è aperto un processo al tribunale di Macerata. Imputato un 51enne romeno, Eusebiu Enasel, che deve rispondere di minacce, molestie e resistenza a pubblico ufficiale. Oggi sono state sentite madre e figlia. «In quel momento abbiamo avuto paura» hanno riferito oggi in aula le due donne, una 59enne e una 21enne, entrambe domiciliate a Macerata. Oggi hanno dato la propria versione al giudice Vittoria Lupi di quanto sarebbe accaduto l’11 luglio del 2023 nel capoluogo.
Erano circa le 18,20 quando le due donne si trovavano in corso Cairoli, nei pressi del negozio Gastronomia Porfiri. Ad un tratto sarebbero state avvicinate dal 51enne che indossava una t-shirt blu, dei pantaloncini gialli e un cappellino di paglia. L’uomo, dice l’accusa sostenuta dal pm Rocco Dragonetti, avrebbe iniziato ad importunare le due donne.

Stefano Mancini premiato dall’allora questore di Macerata Luigi Silipo
Prima avrebbe rivolto loro delle frasi volgari riguardo il loro corpo per poi fare loro delle proposte hard. Per l’accusa il 51enne avrebbe iniziato a seguire le due donne lungo la via, fino a quando non hanno trovato riparo nel negozio per via dell’intervento del titolare, Stefano Mancini.
«Ci siamo impaurite» hanno raccontato oggi in aula la madre, 59 anni, e la figlia, 21enne. La mamma ha detto che l’uomo «ha tentato di afferrare mia figlia per il braccio ma non ci è riuscito perché sono intervenuta io a proteggerla. Più volte gli ho detto di allontanarsi ma lui continuava a seguirci».

L’avvocato Giuseppe Caruana
Mentre erano nel negozio, il titolare e la 59enne hanno chiamato la polizia. Intanto, prosegue l’accusa, il 51enne avrebbe minacciato le due donne dicendo loro cose come «tanto vi aspetto fuori» ed anche «Tanto ci rivedremo fuori, non vi preoccupate». Lì avrebbe anche ripreso mamma e figlia con il proprio cellulare.
Arrivati sul posto, i poliziotti hanno portato l’uomo in questura per l’identificazione. In quell’istante il 51enne avrebbe aggredito gli agenti con calci e gomitate (da qui l’accusa di resistenza a pubblico a ufficiale).
Oltre alle due donne, il giudice oggi ha ascoltato anche la versione di due poliziotti intervenuti quel pomeriggio. L’uomo, difeso dall’avvocato Giuseppe Caruana, nega le contestazioni. L’ultimo atto del processo è previsto nella prossima udienza del 5 ottobre, quando in aula è atteso l’imputato per dare la sua versione dei fatti per poi proseguire con la discussione e la sentenza.
Per questa vicenda il titolare del negozio, Stefano Mancini, era stato premiato dall’ex questore Luigi Silipo con il titolo di poliziotto ad honorem. «Ho cercato di allontanare quell’uomo – aveva detto Mancini durante la cerimonia – e ho detto alle due donne di entrare nel mio negozio. Lui ad un certo punto mi ha messo una mano sulla spalla, voleva entrare ma sono riuscito a farlo allontanare. Ho chiamato la polizia e quando sono arrivati gli ho indicato chi era».
Commerciante premiato dal questore: poliziotto ad honorem per aver aiutato due donne molestate