Mediazione linguistica, Marinelli:
“Gli studenti avrebbero avuto sbocchi”
Lacchè: “Investiti 12 milioni”

Botta e risposta tra l'ex sindaco di Civitanova e il rettore. Il primo: "Ingeneroso non ringraziarci per aver reso importante il percorso formativo", la replica: "Non c'è stato quello che i sociologi chiamano 'effetto-università'"

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Nei giorni scorsi a Macerata Il taglio del nastro  per le nuove aule del polo Pantaleoni per Mediazione linguistica

Nei giorni scorsi a Macerata Il taglio del nastro per le nuove aule del polo Pantaleoni per Mediazione linguistica

Erminio Marinelli

Il consigliere comunale d’opposizione di Civitanova Erminio Marinelli

di Laura Boccanera

Botta e risposta a distanza fra il consigliere comunale e regionale Erminio Marinelli e il rettore dell’Università di Macerata Luigi Lacchè. Qualche giorno fa infatti il docente ha inaugurato l’anno accademico, il primo a Macerata per Mediazione linguistica, fino allo scorso anno nella sede distaccata di Civitanova (leggi l’articolo). E i due, pubblicamente, attraverso i media si scambiano seppur in tono pacato alcune punzecchiature.

Il vero destinatario delle parole di Marinelli in realtà però sembra essere Corvatta: “Non sono mai intervenuto direttamente sulla questione del trasloco di Mediazione linguistica – spiega Marinelli – nei mesi che hanno preceduto la scelta di lasciare la città mi sono sempre rivolto al sindaco in carica, reo di non avervi sostenuto, e mai ho scritto a lei per opportunità istituzionale. Tuttavia mi sento di segnalarle che è ingeneroso da parte vostra non aver ringraziato la città che ha creato e reso importante Mediazione linguistica. Il corso ha lasciato Civitanova per una crisi di spazi dovuta all’enorme successo delle iscrizioni. Successo realizzato grazie agli sforzi dei civitanovesi e dei loro imprenditori che negli anni hanno contribuito con somme considerevoli e hanno assunto tanti fra i vostri giovani laureati. Il sindaco Corvatta non trovando spazi adeguati alle lezioni, ha gettato alle ortiche il lavoro fatto da me, da Massimo Mobili e dai rettori che l’hanno preceduta, in molti anni di collaborazione serena e ottimi risultati. Oggi quindi il rammarico mio e delle aziende che hanno partecipato alla nascita del corso è sentir dire che Civitanova non fosse adeguata: snodi autostradali, lavoro, collegamenti ferroviari, turismo. Tutto questo appartiene a noi e gli sbocchi professionali che i vostri studenti avrebbero qui avuto ribaltano il concetto di ‘isolamento’ a cui lei, parlando di Civitanova, ha fatto riferimento durante l’inaugurazione della sede maceratese. Civitanova non è solo Tommaso Corvatta e sono certo che in futuro non cadrà in questa errata equazione”.

Il rettore dell'Università di Macerata, Luigi Lacchè

Il rettore dell’Università di Macerata, Luigi Lacchè

Immediata la risposta di Lacchè che però non accenna neanche una volta alle ragioni del trasferimento che crearono un polverone politico e mediatico, bypassando la possibilità di fare un intervento “politico”: “L’Università di Macerata ha sede a Macerata, ma è una risorsa di tutto e per tutto il territorio, opera nelle Marche ma ha anche una buona proiezione nazionale e internazionale – esordisce – . Tantissimi sono gli studenti di Civitanova e del suo bacino territoriale: non possiamo che guardare alla sua città e ai suoi abitanti con il massimo rispetto ed anche con ammirazione per alcuni risultati raggiunti nel corso degli anni – replica il rettore – come riconosco appieno il ruolo avuto da Civitanova (istituzioni e imprese) nello sviluppo di Mediazione linguistica, così non posso non ricordare il ruolo cruciale che il nostro corpo docente ha svolto assieme a tutto il nostro personale, dipendente e a contratto. Non posso quindi sottacere il fatto che se Civitanova ha investito delle risorse, Unimc ha investito dal 2011 al 2014 non meno di 12 milioni di euro, giacché i veri costi dell’attività universitaria coincidono con le spese di personale, tutte sostenute da noi e in maniera crescente. Quindi dobbiamo dire che la città e Unimc hanno dato un forte sostegno al corso, con generosità e indubbia efficacia.  Concludo sul punto dell’isolamento degli studenti di Mediazione linguistica. Qui dobbiamo uscire da un equivoco. L’isolamento non è stato evocato certo per il ruolo e per la logistica che caratterizzano Civitanova. Al contrario, abbiamo rilevato come proprio questi caratteri oggettivi e indiscutibili fossero per noi motivo per una scelta difficile e fatta a malincuore. No, per isolamento si è intesa un’altra cosa, sottolineata da chi ha fondato il corso e l’ha visto crescere come docente. Gli studenti di Civitanova, non certo per colpa loro o della città, non hanno potuto usufruire di quello che i sociologi chiamano ‘effetto-università”’, ovvero l’insieme delle opportunità di studio, di servizi, di ricerca, di contatto quotidiano con tutta la comunità accademica che è fatta di molte migliaia di persone e che connota un’esperienza unica, appunto, pienamente universitaria”.

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