Caso Mediazione linguistica:
spiragli dopo il summit

CIVITANOVA - Ottimista il sindaco Corvatta. Oggi l'incontro con il rettore Lacchè, che si è riservato del tempo per valutare le proposte ricevute dall'Amministrazione
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Il rettore Luigi Lacchè

Il rettore Luigi Lacchè

Un periodo di tempo per tornare sui propri passi o lasciare per sempre Civitanova. Questo l’esito dell’incontro interlocutorio che si è svolto questa mattina in Rettorato a Macerata fra Comune e Università per discutere del futuro del corso di mediazione linguistica attualmente a Civitanova. Per l’Ateneo presenti il rettore Luigi Lacchè, il direttore generale Mauro Giustozzi, il direttore del dipartimento di studi umanistici Filippo Mignini. Per Civitanova il sindaco Tommaso Claudio Corvatta, l’assessore ai lavori pubblici Marco Poeta, il consigliere Sergio Marzetti a rappresentare la minoranza, Simona Bonacci per l’Associazione studi universitari e l’avvocato Paola Formica. Una riunione nella quale, al di là dei dissapori delle ultime settimane emersi tra le parti in merito ai ritardi nella consegna delle nuove aule, si è cercato di ragionare in prospettiva futura, per verificare la possibilità di uno spazio di manovra per consentire la permanenza del corso di mediazione linguistica a Civitanova. La parte pubblica ha esposto le idee progettuali riguardanti l’ubicazione di una nuova sede per ospitare i corsi universitari.

Il rettore Lacché ha recepito le bozze indicate dal sindaco Corvatta, riservandosi un lasso di tempo per valutare le proposte e trarre delle conclusioni. Fiducioso il commento del primo cittadino civitanovese all’uscita dalla riunione in Rettorato. «Tutti gli attori civitanovesi – la valutazione del sindaco Corvatta -, oggi si sono mostrati compatti e determinati nella volontà di mantenere il corso di laurea in mediazione linguistica nella nostra città. Sarebbe inopportuno azzardare conclusioni affrettate, di certo la presa di posizione dell’università, che si è riservata un po’ di tempo per prendere in esame le ipotesi presentate per la realizzazione di una nuova sede, è stata vista, da me e dagli altri presenti all’incontro, come una possibile apertura di credito per riconsiderare l’annunciato trasferimento dal prossimo anno a Macerata. Attendiamo ora che l’ateneo fornisca un riscontro sulle possibilità che gli abbiamo prospettato: da parte nostra ribadiamo il massimo impegno per garantire spazi e servizi adeguati agli studenti e crediamo che vi possano essere le condizioni per la permanenza dell’università a Civitanova».

(l.b.)

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