Thomas è stato dimesso
“Che strano avere il cuore a posto”

UN OCEANO DI SOLIDARIETA' - Il quarantenne maceratese si è sottoposto nei giorni scorsi ad un delicato intervento e comincia a notare i primi miglioramenti. Dovrà comunque restare a Rochester dove i medici continueranno a monitorare la sua salute
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Thomas e il dottor Christopher J. MCLeud che ha eseguito l’intervento

di Alessandra Pierini

Sono giorni concitati per Thomas Zettera, il quarantenne maceratese affetto da una grave malformazione cardiaca. Nei giorni scorsi alla Mayo Clinic di Rochester, Thomas si è sottoposto ad un delicato intervento, reso possibile dalla solidarietà di centinaia di persone che negli ultimi 5 mesi hanno aderito alla raccolta fondi promossa per lui da Cronache Maceratesi.
Thomas è entrato in sala operatoria il 25 febbraio (leggi l’articolo) ed è stato operato con una nuova tecnica, molto meno invasiva. Subito i medici hanno fatto capire che l’intervento è andato bene. Già il giorno seguente Thomas ha postato su Facebook le sue prime impressioni e ha continuato a farlo anche ieri.
«Finalmente le cose iniziano ad andare meglio – ha scritto –  torno ad essere completamente lucido ed ora la razionalità ci porta a valutare tutti gli aspetti di questo momento difficile. La notizia migliore è che l’intervento è andato bene, il risultato è stato eccellente ma per recuperare una condizione particolarmente sofferta ci vuole tempo. Ora i dolori dei vari buchi si fanno sentire. Mi fa male tutto ma sono contento di sapere che le cose stanno procedendo nel senso giusto, sono ottimista ma anche cauto perché il cuore ha sofferto moltissimo in questi lunghi mesi, se non ci fosse stata tutta la grande solidarietà che mi ha portato qui così in fretta non ce l’avrei mai fatta, ma comunque 11 mesi sono tanti così come le 11 ore di intervento. Tutto questo richiede un grande recupero e non è come avere una ferita, il cuore è sollecitato continuamente da molti fattori e la ripresa non è semplice. Per ora posso solo dire che stanno facendo tutto il necessario per farmi riprendere al meglio. Ma ci vuole tempo e tanta pazienza, di quella ne abbiamo avuta tanta e ce n’è ancora, il sostegno delle moltissime persone che ci sono vicine ci da la forza per affrontare tutto. Ho visto ieri sera quanti messaggi di solidarietà ed affetto ci sono arrivati, sono rimasto colpito ma anche molto felice, ed è giusto ora poter dare un po’ di buone notizie. L’intervento è stato eseguito dal dottor Christopher J. MCLeud e la sua bravissima équipe, lui è molto giovane, ma ha una mente geniale e come gli ha detto mamma, delle “mani magiche”. Persona straordinaria, nella sua professione, ma soprattutto nella sua umiltà e disponibilità, per spiegare la dinamica dell’intervento ci ha fatto anche un disegno nella lavagna della camera. Sono molto grato che le cose stanno andando meglio, e soprattutto per il sostegno che abbiamo ricevuto da tutti voi in Italia che non ci avete fatto mancare il vostro affetto».

Tre ore fa Thomas ha saputo che i medici hanno deciso di dimetterlo. Resterà comunque a Rochester ancora per un po’ visto che, in base alla sua reazione, dovranno valutare l’eventualità di una seconda operazione. La notizia comunque ha molto sorpreso Thomas che ha commentato:

«A volte il modo differente di affrontare un problema mi disorienta un po’. Ieri infatti dopo un intensa giornata in ospedale di visite, analisi ed accertamenti vari hanno deciso di dimettermi, francamente sentendomi ancora molto debole e dolorante ed essendo abituato alle degenze prolungate negli ospedali italiani mi è sembrata una decisione un po’ “leggera”. Ma in realtà è soltanto l’impatto con un differente modus operandi perché di superficiale non c’è stato proprio nulla, anzi ogni dettaglio è stato osservato con scrupolosa meticolosità. Per i medici americani la degenza ospedaliera deve essere il più breve possibile perché come dicono loro è a casa, con i propri ritmi, la propria alimentazione e le proprie abitudini che il paziente recupera più in fretta, e poi è un po’ anche una cartina tornasole per verificare che il malato è in grado di tornare alla normalità. Ovviamente non possiamo lasciare Rochester, personalmente mi sento ancora molto debole e dolorante, ma sono tranquillo, l’ospedale è proprio qui davanti a noi, per ogni evenienza sarebbe sufficiente traversare la strada e poi ci sono ancora visite ed attente valutazioni da tenere sotto controllo, la cosa veramente positiva è che il dottor Ammash dopo l’accurata visita di ieri mi ha detto che tutto sta andando bene e che se il cuore continua a dare una buona risposta alle cure non avrà bisogno neppure di quel secondo intervento di cui mi avevano parlato. Questo non può che darmi sollievo, anche il fatto di essere senza aritmia è una sensazione che non sono in grado di descrivere. La prossima settimana sarà molto importante perché si determineranno le prospettive future e questo è un pensiero che mi tiene sveglio la notte con un turbine di emozioni miste fra la gioia e la paura. Ora però devo cercare ancora di essere tranquillo e concentrarmi su questo momento per riprendere le forze. Ho pensato che in tutti questi mesi non ho mai ceduto un istante, non mi sono lasciato andare, non ho neppure mai pianto e mentre questo pensiero mi attraversa la mente mi scende una lacrima e sento quanto sono stato fortunato, penso a tutte le persone che mi sono state vicino, a mia madre così stanca eppure così forte, a mia moglie, a mia sorella e ai mie fratelli che se non mi sentono anche solo per un giorno si riempiono il cuore di preoccupazioni, a tutti gli amici e a tutto il grande affetto che mi si è stretto attorno. Oggi voglio ringraziare anche una persona molto speciale, il caro amico Alberto Angelici, interprete italiano qui alla Mayo Clinic che in questi ultimi mesi è stato un vero e proprio punto di riferimento per noi, mantenendoci in costante contatto con i medici della Clinica, un grande professionista nel suo lavoro e dotato di un immensa disponibilità».

Intanto continuano le iniziative di solidarietà. Questo pomeriggio a Villa Potenza si è svolta  l’estrazione della lotteria organizzata da  “Carpisti Uniti per Thomas”.



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