Disoccupato da un anno
e con lo sfratto a settembre:
“Per favore, fatemi lavorare”
EMERGENZA LAVORO – Pasquale Cerbone vive a Civitanova con sua moglie e le loro due figlie, ma senza una busta paga non può permettersi una nuova sistemazione. “I servizi sociali non riescono ad aiutarci”
di Filippo Ciccarelli
Pasquale Cerbone e sua moglie Anna vivono da quattro anni a Civitanova, in zona San Marone, con le loro figlie Deborah di 7 anni e la piccola Sofia di 5. A settembre, però, dovranno lasciare la loro casa perché a marzo è arrivata l’ingiunzione di sfratto per uso proprio – l’immobile, cioè, serve al proprietario – e a maggio quella per morosità. Da un anno Pasquale non lavora più, e i risparmi con cui insieme alla moglie tira avanti la famiglia si assottigliano giorno dopo giorno. Nonostante tanti anni di esperienza alla guida di camion ed autotreni (“stare senza è come togliere ad un bambino la bicicletta”), la situazione non si smuove, e né le istituzioni né le agenzie di lavoro interinale sembrano riuscire a cambiare le cose. Pasquale e sua moglie Anna hanno chiesto aiuto anche scrivendo alla trasmissione Quinta Colonna, che recentemente è intervenuta proprio a Macerata con il programma in diretta su Rete 4 da piazza Cesare Battisti.
Signor Cerbone, qual è la sua situazione?
“Sono disoccupato da un anno. Il Comune mi dà una mano per quel che riguarda la spesa alimentare, ma a settembre devo lasciare la casa che ho in affitto. Verso febbraio ho avuto lo sfratto per uso proprio, a maggio quello per morosità: ho potuto pagare il canone di 600 euro mensili solo fino a dicembre 2012”.
Perché il Comune non può aiutarla per trovare una sistemazione?
“Mi hanno detto che possono darmi una mano a pagare metà dell’affitto della nuova casa per i primi mesi. Il problema è che senza una busta paga nessuno ti dà un alloggio. Io ho cercato lavoro in tutta Italia, sono arrivato fino in Svizzera, ma non ho trovato niente. Chiedo solo di poter lavorare, non voglio pesare su nessuno. Non ho mai chiesto niente a nessuno nei 35 anni della mia vita, adesso che avrei bisogno di un’occupazione mi chiudono le porte”.
Di che cosa si occupava?
“Facevo il camionista. Da quattro anni abito a Civitanova, io e la mia famiglia ci siamo trasferiti da Castelfidardo per lavoro. La mia azienda era di Savignano sul Rubicone; ora è in liquidazione e io devo ricevere ancora circa 10 mila euro”.
Lei è disposto a cercare anche un impiego in un settore diverso?
“Certamente: mi va bene qualunque tipo di lavoro che possa aiutarmi a dare da mangiare ai miei figli. Anche mia moglie, che adesso fa lavoretti saltuari, può lavorare come aiuto domestica, custode… sento che molti riescono a lavorare grazie alle “conoscenze”, che noi però non abbiamo. I nostri genitori non ci possono aiutare, sono in Campania e vivono una situazione analoga alla nostra. Abbiamo venduto la casa di Castelfidardo su cui stavamo pagando il mutuo ad un prezzo inferiore a quello di acquisto, pur di eliminare al massimo le spese”.
Che esperienze ha avuto finora?
“A settembre 2012 ho fatto il colloquio con l’Atac, per guidare gli autobus. Mi mancavano 3 decimi su un occhio, ma a parte quello era andato tutto perfettamente. Ho fatto l’intervento con il laser proprio perché c’era la concreta possibilità di assunzione, e invece niente. L’agenzia interinale che mi segue mi ha consigliato di prendere il patentino per portare il muletto: a conti fatti ho speso circa 4.000 euro per lavorare, senza alcun risultato”.

Siete in graduatoria per una casa popolare?
“No. Faremo la domanda a settembre, i servizi sociali ci hanno chiesto perché non ci siamo adoperati prima, visto che l’Isee era basso e saremmo rientrati nei parametri. Ho risposto che non avevamo bisogno di farla due anni fa, perché il lavoro c’era. Tra l’altro credo che sia opportuno controllare se chi occupa quegli alloggi è effettivamente in una situazione di indigenza. Io lancio un appello al Comune, agli imprenditori, a chiunque: per favore, fatemi lavorare. E’ bruttissimo essere arrivati a questa età, avere una famiglia ed essere disoccupati. So che c’è tanta gente anche in condizioni peggiori delle nostre, ma mi sembra di non aver fatto niente fino a questo momento”.
(Foto di Lucrezia Benfatto)




















io nelle stesse sue condizioni da 1 mese….
grazie italia
Le precedenti “crisi” economiche, negli ultimi 20 anni circa, avevano sempre poco interessato la nostra Regione e, soprattutto, la nostra Provincia.
Si sentivano lontane lamentele…
C”era qualche nube all’orizzonte….
Si favoleggiava che in altri luoghi le cose non andassero poi tanto bene ma, in tutte le crisi precedenti, la nostra Provincia e la nostra Regione ne erano sempre uscite piuttosto bene (per non parlare poi di Macerata, dove le crisi precedenti avevano, si è no, lambito i confini come a dire che qulcuno si era un pochino bagnato i piedi ma nulla più).
Stavolta mi sembra invece che “la botta” (iniziata alla fine del 2009, forse prima) si stia sempre più sentendo in Provincia, in Regione ed anche in Città (qui si comincia ad avere l’acqua, molto fredda, che arriva oramai al cavallo bagnando i gioielli di famiglia… e questa crisi acquatica continua a crescere, crescere…).
E purtroppo non se ne vede ancora l’uscita.
Nel 2010/2011 continuavano a dirci che tutto era ok e che non dovevamo preoccuparci, nel 2012 ci hanno detto che, pur nel mare di c@cc, non avremmo fatto la fine della Grecia.
Ad inizio 2013 ci hanno detto che il peggio era “quasi” passato per poi dirci che forse, no, ma quasi sicuramente eravamo ancora in mezzo alla tempesta ma che i segnali (quali??) erano positivi e che quindi domani no, ma dopodomani sicuramente il vento srebbe cambiato….
Ora, finite le frottole, tutto tace dalla politica ma, all’orizzonte, non è che si vedano i segnali per una ripresa, seppure piccola….
Ora i pessimisti dicono che questa crisi perdurerà ancora per qualche anno (2016/2017 almeno), gli ottimisti dicono che per quegli anni avremo già fatto bancarotta…
Gli italiani si attendono (sempre più inc@zz..) urgentemente delle risposte concrete dal “Palazzo”…
@ Gianfranco Cerasi: Come avrà notato, da tempo i miei commenti me li tengo per me, purtroppo la realtà dei fatti e’ molto peggio di ciò che vogliono farci credere ma e’ molto peggio soltanto perché i Signori del PALAZZO non hanno nessun INTERESSE ad invertire la rotta e noi cittadini abbiamo esattamente la classe dirigente che meritiamo, quindi le cose vanno verso l’unica direzione possibile. BUONA FORTUNA A TUTTI!!!!!
Spero che il Sig. Carbone possa leggere i commenti qui riportati. Vorrei fare una premessa : l’assegnazione della casa popolare è pressoché veloce, in questi casi specifici, ma il comune dispone anche di case per lo stallo “d’emergenza” che possono coprire 6 mesi di permanenza gratuita. I servizi sociali NON vogliono aiutarla. Potrebbe benissimo svolgere un lavoro sociale in alcune cooperative oppure municipalizzate della città. I servizi sociali hanno stipulato una convenzione di 10 mila euro per l’ippoterapia ( sicuramente necessaria ma non urgente ) ma poi si limitano a dire che non ci sono i soldi. Avendo dei bambini piccoli a carico ( cosa da segnalare immediatamente a chi di competenza ) la legge vi tutela per l’alloggio e per il mantenimento. Le consiglio vivamente di fare una segnalazione a questo organo regionale http://www.ombudsman.marche.it/index.php?ida=2 ombudsman@regione.marche.it chiarendo la sua situazione e dichiarando il suo stato di famiglia. In Italia i bambini vengono tutelati in tutto e per tutte dunque sapranno indicarvi la via più breve ed efficace per ottenere ciò che le spetta DI DIRITTO. Per il lavoro vorrei sottoporle questo link di alcuni cittadini disoccupati ( Pesaro-Urbino) che potrebbero aiutarla a districarsi per la ricerca di un lavoro http://www.disoccupatimarche.joomlafree.it/iniziative/58-corso-per-ricollocamento-disoccupati.html IN BOCCA AL LUPO
Due domande:
1) Pasquale sospetta imbrogli circa l’assegnazione degli alloggi popolari. Ha fatto presente questi suoi sospetti a chi di dovere?
2) Visto che che da tempo la situazione loro e dei loro genitori era precaria, perché ha fatto quelle spese?
Grazie.
Caro Compagno Gianfranco Cerasi,
tu fai parte del Movimento 5 Stelle e, da vecchio politico, dovresti dire ai tuoi che muovano il culo, con tanta carne a cuocere. Noi vi abbiamo votato non per stare chiusi in casa a farvi le cose mentali e i reciproci controlli, ma per andare in piazza su argomenti concreti. Come questo qui.
By God, il popolo turco sta facendo un casino per un po’ di alberi e qui tagliano le gambe a milioni di esseri umani e stiamo fermi? Siamo proprio un popolo di merda, e giustamente lor signori di centrodestra e centrosinista ce lo mettono sempre in culo. Se decidete di muovervi, fate un fischio: ci vengo pure in barella.
[…] Piangi, che ben hai donde, Italia mia,
Le genti a vincer nata
E nella fausta sorte e nella ria.
Se fosser gli occhi tuoi due fonti vive,
Mai non potrebbe il pianto
Adeguarsi al tuo danno ed allo scorno; […]
(da “All’Italia”, Giacomo Leopardi, 1820)
“Il tema del timore e della mancata reazione da parte del popolo viene espresso mediante l’uso di una metafora sulla quale è costruita gran parte della canzone: l’Italia è paragonata ad una donna ormai diventata schiava, che non reagisce alle violenze ad essa inflitte.”
(da http://www.italiacheraglia.com/index.php/2012/05/07/allitalia-di-giacomo-leopardi/ )
Altra Brutta situazione nelle Marche in quel di Civitanova è vergognoso che un ragazzo di 35 anni non riesca a trovare un lavoro è la solita storia ha famiglia,figli lo sfratto che incombe le rate di affitto non pagate ….è una delle tante storie di giovani e meno giovani di questo disastrato Paese …penso sia ora di finirla,penso che l’Italia debba per prima cosa aiutare gli Italiani nella mia vita non avevo mai visto una cosa simile in 30 anni questo paese si è sgretolato…..però guarda caso proprio a Civitanova qualcuno non ha voglia di lavorare specie nell’edilizia che dicono sia in profonda crisi strana questa cosa .
Mettiti in fila 😉
Mi spiace per lui e la famiglia, ma non credo che andare a piangere su un giornale serva a nulla anzi come questa ce ne sono centinaia di situazioni uguali o simili, e il lavoro anche se poco ci sta solo che ci sta quello duro e dove ti sporchi le mani e molti non sono disposti a fare e parlo per esperienza personale io sono disoccupato ma di voucer per andare a fare il manovale nei campi ne ho trovati, la crisi ci sta di sicuro ma ora basta a metterla come scusa e mi pare strano che dato che ha l’isee basso e figli a carico non trovi nulla nei centri per l’impiego usufruendo dell’ex articolo 16
Ci vuole poco a ruzzolare, bastano un paio di mesi senza stipendio. Perdere il lavoro è come varcare la porta degli inferi, con una (spesso) ingiusta condanna ad essere emarginati dalla società consumistica in cui viviamo.Le certezze che crollano, la scoperta che la vita ha un costo (elevato) a prescindere da tutto: quei 20/30 euro al giorno che ci vengono addebitati inesorabilmente senza essere direttamente spesi.
Cosa dire a chi si trova in questa situazione? Una volta, quando le persone in difficoltà economica erano un numero esiguo, si poteva invocare la solidarietà dei cittadini e dello stato, ma ora che i numeri sono enormi e le casse tutte vuote c’è da prendere coscienza che bisogna aiutarsi da soli.
Con mia moglie ragioniamo che qualora dovessimo avere difficoltà lavorative, una cassaintegrazione, una difficoltà di liquidità di chi ci paga, dovremmo immediatamente ridimensionare drasticamente il nostro stile di vita senza attendere l’apocalisse. Bene ad esempio ha fatto Pasquale a vendere la casa gravata da mutuo prima del collasso, altrimenti quella casa gli sarebbe economicamente crollata addosso.
In quella situazione io cercherei di mettere in pratica un po’ di sana matematica. Andrei a vivere con mio fratello, due famiglie sotto lo stesso tetto significa che molte spese sono divise in due e diventano più sostenibili. Si può, poi, agevolare chi lavora. Magari facendogli risparmiare soldi di babysitting. Si possono poi ridurre i veicoli. Si possono ridurre molte spese.
Il modello che propongo non è una novità, ma era la normalità del periodo post bellico. Famiglie allargate con decine di persone che dormivano sotto lo stesso tetto. Non si viveva bene, ma si è riusciti a sopravvivere e a preparare il boom degli anni sessanta.
Non so come ci riprenderemo da questa crisi, che ormai ha assunto i connotati di un conflitto. Non mancano neanche i morti per le strade, ormai. C’è però da conservare la speranza. Dopo che abbiamo ricacciato l’invasore la nostra penisola era un ammasso di macerie, lutti e povertà. In quindici anni siamo riusciti a salire nel treno delle superpotenze. Non so come possa accadere nuovamente, ma se è successo una volta, può riaccadere.
Certo è che il tessuto sociale del dopoguerra era molto più coeso rispetto quello odierno, con insulse diaspore tra colletti bianchi e camice blu, tra juventini e interisti. Oggi sappiamo trovare solo motivi per differenziarci, sarà alla fine la fame a riaccomunarci?
“La partitocrazia getta di nuovo la maschera. Lo fa durante le votazioni al Senato sul decreto che sblocca il pagamento di 40 miliardi di debiti delle Pubbliche Amministrazione nei confronti delle imprese. ……….. Bocciato l’emendamento che proponeva un “Fondo Rotativo per la concessione di finanziamenti agevolati alle piccole imprese“. ….. Bocciato anche l’emendamento che proponeva un fondo per il microcredito finanziato con le rinunce totali o parziali dei rimborsi elettorali (il M5S ha già rinunciato ai 42 milioni che gli sarebbero spettati). Bocciato anche l’emendamento che proponeva la “sospensione della riscossione nei confronti delle imprese creditrici della Pubblica Amministrazione“. A favore solo il M5S contrari 195 senatori…..8 astenuti. Se approvato le cartelle di Equitalia & Co. sarebbero state sospese temporaneamente per le aziende che ancora non hanno riscosso i propri crediti che vantano nei confronti della Pubblica Amministrazione.” M5S Senato
( fonte ) http://www.beppegrillo.it/2013/06/i_partiti_contr.html
L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro… anzi ERA…