«Nessuno scollamento tra atti e realtà.
Risponderemo all’interrogazione di Catena»

SANITA' - La replica dell'Ast di Macerata al consigliere dem sulle Case di comunità: «Non bisogna confondere i servizi attivati con quelli che dovranno essere implementati nei vari percorsi di assistenza»

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Alessandro Marini

Il direttore Ast Alessandro Marini

«Non c’è alcuno scollamento tra i decreti firmati e la reale offerta assistenziale che sarà erogata ai cittadini. Risponderemo nelle sedi opportune su tutti i punti dell’interrogazione consiliare». A farsi sentire e l’Ast di Macerata dopo l’attacco arrivato dal consigliere regionale dem, Leonardo Catena. Nel mirino sono finite le Case di comunità. Secondo Catena «la Regione sta presentando come attive e funzionanti delle strutture sanitarie che, nella realtà, sono ancora dei cantieri aperti o dei locali deserti. C’è uno scollamento totale tra i decreti firmati dall’Ast di Macerata e la reale offerta assistenziale per i cittadini della provincia di Macerata».

«E’ necessario fare chiarezza su alcuni aspetti – spiegano dall’Ast di Macerata – perché non venga sminuito il lavoro instancabile dei tanti professionisti coinvolti, a vario titolo, nel percorso di realizzazione delle sette Case della Comunità dell’Ast di Macerata, che, con dedizione e fatica, hanno operato per rispettare le scadenze del Pnrr, a cominciare da tecnici responsabili, imprese e maestranze fino ai sanitari.
Nel merito, nessuno scollamento esiste tra i decreti firmati e la reale offerta assistenziale che sarà erogata ai cittadini.
Non bisogna confondere, innanzitutto, i servizi attivati e diffusi all’interno delle Case della comunità, vedasi gli esempi di Treia, Civitanova, San Severino e Camerino dove sono già funzionanti le attività dell’infermiere di famiglia o di comunità, dell’Adi, della specialistica ambulatoriale, della guardia medica in alcune strutture, e i servizi che andranno ad essere implementati in funzione delle specifiche e diverse esigenze organizzative di ciascun percorso assistenziale previsto in queste strutture sanitarie territoriali».

Per l’Ast «bisogna poi considerare come alcune Case di comunità, oltre ai finanziamenti Pnrr, godono di cofinanziamenti regionali che prevedono target e tempi i di realizzazione diversi, e di conseguenza è molto probabile che nel prossimo futuro siano ancora attivi alcuni cantieri e opere di completamento.
L’Ast non si tira indietro e fa sapere che «risponderà puntualmente nelle sedi opportune su tutti i punti dell’interrogazione presentata dal consigliere Catena».

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