Disoccupazione alle stelle: 11,3%
La Cgil Macerata: “Verso un 2013 nero”

EMERGENZA LAVORO - I dati diffusi dall'Istat per le Marche allarmano anche la nostra provincia: boom della cassa integrazione a gennaio, +64.5% rispetto allo stesso mese del 2012
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Foto Ansa

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di Filippo Ciccarelli

Si è chiuso come peggio non poteva il 2012, quarto anno dall’inizio della perdurante crisi economico-finanziaria, per quel che riguarda i posti di lavoro. In Italia il dato è allarmante: sono ormai 3 milioni i disoccupati, secondo l’ultima rilevazione Istat, relativa al trimeste ottobre-dicembre 2012. Nel Bel Paese il tasso di disoccupazione è all’11.7%, percentuale che schizza al 38.7 per la disoccupazione giovanile. Nel 2007, anno precedente all’esplosione della bolla dovuta ai mutui subprime e alla crisi del debito, erano 1.506.000 le persone senza lavoro: a gennaio 2013 il dato è raddoppiato, ed è stata toccata la soglia dei 3 milioni.

Un record negativo assoluto da quando esistono le serie storiche dell’Istat, partite nel 1993: e la stessa sorte è toccata alle Marche, che nei 20 anni di rilevazioni condotte dall’istituto non aveva mai avuto un tasso di disoccupazione in doppia cifra. Secondo l’elaborazione di Ires-Cgil, tuttavia, il peggioramento del dato riguardo all’occupazione ha fatto sì che il numero dei disoccupati marchigiani toccasse quota 81mila, per un tasso dell’11.3%, mentre

Aldo Benfatto, segretario provinciale della Cgil

Aldo Benfatto, segretario provinciale della Cgil

sono 636 mila gli occupati nel periodo ottobre-dicembre 2012, con un calo di 9 mila unità. “Sono dati pesanti, ma gennaio e febbraio faranno registrare un ulteriore peggioramento – spiega Aldo Benfatto, segretario provinciale della Cgil – i settori colpiti sono quelli tipici della nostra economia; il metalmeccanico è in crisi, ma soffre anche parte del calzaturiero. L’edilizia, poi, è a picco completo, l’industria orafa argentiera è ridotta al minimo. E anche la questione del credito aggrava la situazione: noi avevamo retto meglio, ma poi sono venute meno le industrie manifatturiere e i finanziamenti delle banche, è una miscela esplosiva”.

Il 2012 è stato un anno particolarmente critico per il lavoro in provincia di Macerata. Le domande di disoccupazione e mobilità pervenute all’Inps sono aumentate del 14.88% sul territorio provinciale, rispetto al 2011. Il distretto di Tolentino è stato quello più colpito in termini percentuali (+24.51%, seguito da Camerino +19.12% e Macerata +17.72%), mentre in termini assoluti il distretto maceratese è quello con il maggior numero di domande, 6.025, seguito a breve distanza da quello civitanovese con 5.415 richieste di disoccupazione e mobilità.

Provincia Sede INPS  2012  2011      Saldo    2012/11
Macerata Macerata 6.025 5.118 + 907  17,72%
Camerino 1.626 1.365 + 261  19,12%
Civitanova 5.415 5.095 + 320  6,28%
Tolentino 3.033 2.436 + 597  24,51%
Totale 16.099 14.014 + 2.085 14,88%

Le domande di disoccupazione e mobilità in provincia di Macerata, dati Inps.

Le avvisaglie di un ulteriore peggioramento della crisi, per quel che riguarda il territorio, arrivano dai dati della cassa integrazione. Secondo l’elaborazione dell’Ires sui dati Inps, sono state 377.518 ore di Cig chieste in provincia di Macerata a gennaio 2013, il 64.5% in più del dato a gennaio 2012, quando vennero chieste 229.404 ore di cassa integrazione. Nelle Marche il dato è ancora più alto: a gennaio 2013 sono state chieste 3.116.069 ore di cassa integrazione, contro 1.403.947 ore dell’anno precedente. La variazione tra le ore di Cig chieste dalle aziende nelle Marche a gennaio 2012 e gennaio 2013 è quindi oltre il 122%.

 

Aziende ispezionate e aziende irregolari
Aziende ispezionate % sul totale Aziende irregolari % sul totale % Aziende irregolari/ tot. ispez. % Aziende ispez./ totale
Ancona 1.332 21,2% 684 16,5% 51,4% 9,4%
Ascoli P./Fermo 2.237 35,6% 1.466 35,4% 65,5% 16,8%
Macerata 1.449 23,1% 1.322 31,9% 91,2% 13,6%
Pesaro Urbino 1.260 20,1% 671 16,2% 53,3% 10,5%
Marche 6.278 100,0% 4.143 100,0% 66,0% 12,5%
Italia 139.937 75.087 53,7%
Elab. Ires-Cgil Marche su dati Drl Marche

 Tra i problemi legati al mondo del lavoro c’è quello delle irregolarità riscontrate nelle aziende: la provincia di Macerata svetta con dati allarmanti, raccolti dalla Direzione Regionale del Lavoro. Dalle verifiche degli ispettori su 1.449 ditte in provincia, meno di 1 su 10 è risultata in regola: 1.322, cioè il 91.2%, ha fatto registrare difformità rispetto a quanto previsto dalla legge. C’è poi da considerare il dato sul lavoro nero, che non offre garanzie ai lavoratori e rappresenta una voragine per i conti dello stato: nelle Marche sono stati scoperti 1.523 persone totalmente sconosciute al fisco su un totale di 9.827 lavoratori irregolari. In provincia di Macerata il dato degli irregolari è pari a 2.234 unità, 350 delle quali erano lavoratori completamente in nero. E’ indubbio che la stretta creditizia, la contrazione del mercato e i tantissimi problemi all’ordine del giorno per gli imprenditori forniscano un incentivo per il lavoro irregolare ed il lavoro nero; si viene così a creare una spirale che penalizza ulteriormente le aziende in regola e anche la forza lavoro, che senza versare contributi e priva di un contratto regolare può venire messa alla porta senza preavviso e senza tutele. 

Lavoratori irregolari e lavoratori in nero
Lavoratori irregolari % sul totale di cui lavoratori in nero % sul totale % lavoratori in nero/tot. irr.
Ancona 1.387 14,1% 544 35,7% 39,2%
Ascoli/Fermo 4.605 46,9% 389 25,5% 8,4%
Macerata 2.234 22,7% 350 23,0% 15,7%
Pesaro Urbino 1.601 16,3% 240 15,8% 15,0%
Marche 9.827 100,0% 1.523 100,0% 15,5%
Italia 163.305 47.877 29,3%
Elab. Ires-Cgil Marche su dati Drl Marche

Quello che i numeri non raccontano è la sofferenza che si cela dietro alle variazioni percentuali e alle ore di cassa integrazione. L’emergenza del terzo millennio è quella legata alla mancanza del lavoro, un diritto fondamentale che nei fatti viene negato ad un numero crescente di persone. Non solo i giovani che non riescono ad entrare nel mercato del lavoro, ma anche a padri e madri con la responsabilità di una famiglia sulle spalle, ai quali spesso viene detto di essere troppo vecchi per essere utili. Per questo motivo Cronache Maceratesi ha creato una rubrica rivolta agli uomini e alle donne che non riescono a trovare un impiego o che hanno perso il posto di lavoro: le loro testimonianze sono un richiamo costante alla classe politica e dirigente che spesso dibatte di massimi sistemi senza tener conto della storia che c’è dietro ogni singolo licenziamento.



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