Nasce nelle Marche il Laboratorio Futurista,
Ciarapica unisce i comitati di Vannacci
«Una sola spina dorsale politica»
FN - Il sindaco di Civitanova, reduce dal congresso nazionale, convoca i referenti delle cinque province per superare le frammentazioni locali. ««Da oggi lavoreremo come una grande comunità politica regionale»

Nasce nelle Marche il “Laboratorio Futurista”, nuovo coordinamento politico e operativo di Futuro Nazionale. L’iniziativa è stata lanciata da Fabrizio Ciarapica, sindaco di Civitanova e rappresentante marchigiano di Vannacci, fresco di nomina arrivata nel corso del congresso nazionale del partito. Una “chiamata all’azione” la definisce Ciarapica che ha riunito i referenti dei comitati territoriali delle cinque province per avviare un percorso unitario di organizzazione e presenza sul territorio.
L’obiettivo dichiarato è quello di superare la frammentazione delle singole realtà provinciali per costruire una rete regionale stabile, coordinata e capace di condividere strategie, iniziative e attività politiche. All’incontro hanno partecipato i referenti e delegati dei comitati marchigiani: per Pesaro-Urbino Alessandro Fiumani (comitato 910), per Ancona Fabio Berto (comitato 287), per Macerata Marco Alfei (comitato 247), per San Severino Fabio Verbenesi (comitato 905), per Fermo Paolo Orlandi (comitato 59) e Raffaele Lorusso (comitato 1328), per Ascoli Piceno Alessia Serrao (comitato 270), Gianpaolo Ferretti (comitato 159) e Maurizio Bruni (comitato 348).
Assenti per impegni improvvisi anche Furio Ambrosi e Paolo Piattoni di San Benedetto del Tronto e Luca Rigoni di Ancona. Nel corso della riunione è stata ribadita la volontà di strutturare un metodo di lavoro comune, basato su coordinamento regionale, iniziative condivise e rafforzamento della presenza nei territori. Tra gli obiettivi già indicati figurano il potenziamento del presidio provinciale, l’organizzazione di iniziative pubbliche e la campagna di adesione e tesseramento.

Fabrizio Ciarapica durante il congresso di Futuro Nazionale a Roma
«Non più un insieme di delegazioni, ma un’unica spina dorsale politica che collega tutte le province delle Marche – dichiara Ciarapica -. Ringrazio tutti i referenti e i delegati che hanno aderito a questo percorso. Insieme siamo pronti a fare la nostra parte. L’entusiasmo che stiamo riscontrando e la condivisione dei principi di Futuro Nazionale e del Generale Roberto Vannacci, quali sicurezza, identità, famiglia, merito e sviluppo economico, rappresentano una straordinaria energia propulsiva che ci spinge ad agire con determinazione».
Tre gli obiettivi principali già fissati nell’agenda del Laboratorio Marche: il rafforzamento del presidio territoriale in tutte le province, l’organizzazione di banchetti e iniziative pubbliche e l’intensificazione della campagna di adesioni e tesseramento per consolidare la crescita del partito. «Da oggi lavoreremo come una grande comunità politica regionale – prosegue Ciarapicaa – L’invito è rivolto a tutti coloro che desiderano contribuire, unendo e non dividendo, con serietà, passione e spirito di servizio, alla costruzione di un progetto che mette al centro il territorio, i cittadini e il futuro degli italiani. Le Marche possono diventare un modello di partecipazione, organizzazione e radicamento politico: il Laboratorio Futurista nelle Marche nasce proprio con questa ambizione».
Il sindaco di Civitanova ha aderito a Futuro nazionale lo scorso aprile provocando una crisi in maggioranza che però per convenienze politiche non ha sortito alcun affetto. Tuttavia il suo protagonismo all’interno di Futuro Nazionale non sembra essere condiviso da tutti. Non ha aderito ad esempio il comitato di Pia Perricci a Pesaro, altra delegata marchigiana che sul gruppo di Futuro Nazionale delle Marche aveva avuto già frizioni e mal di pancia verso Ciarapica, accusando il sindaco di essere stato eletto in modo poco trasparente da comitati non validi e con tesseramenti effettuati in modo poco chiaro sottolineando come l’autonomina sia già poco digerita dagli altri comitati.
(l. b.)
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Il pescarese D’Annunzio e i futuristi condividono il mito della modernità, la passione per la velocità e l’attivismo politico nazionalista, culminato nell’interventismo e nell’impresa di Fiume. Tuttavia, d’Annunzio rimane un esteta aristocratico legato al passato, alla parola preziosa e al mito classico, che usa la tecnologia per amplificare il proprio superomismo. Al contrario, Marinetti e i suoi rompono radicalmente con la tradizione, distruggendo la sintassi e le istituzioni per fondersi totalmente con il dinamismo industriale e l’uomo-macchina.
Sarebbe stato preferibile il pescarese D’Annunzio, ma occorreva cultura e però la cultura fa paura!
Fu-turisti fai da te?! Ahi ahi ahi!
Sta sulla stessa strada degli insuccessi a cui è tragicomicamente abituato . Inesorabilmente battuto e costretto a rimanere a fare il sindaco a Civitanova da dove pur non rappresentando politicamente nessuno, continua a ordire le sue tele in un ambiente dove già si trama a tutta forza per ereditarne il titolo. Per lui Vannacci inaugurerà il ” Ministero per la Fedeltà, Fiducia e Onorabilità indiscussa”. Paradossalmente è proprio da Civitanova dove ha tradito anche l’ultimo partito a cui si era affiliato con una cerimonia in grande stile, presenziata dai cardinali più in vista di Forza Italia, il commissario regionale Francesco Battistoni e il coordinatore provinciale Riccardo Sacchi, che raduna le truppe per un attacco massiccio a tutte le istituzioni meno la maggioranza civitanovese. Vuoi o non vuoi sta creando una situazione che non so se abbia già avuto un’analogia di tale proponderanza. Di certo sta mostrando che per fare carriera in politica non devi mai arrenderti e cogliere tutte le occasioni anche quando sembrano finite che tanto uno ” scoppiato ” salterà sempre fuori. Mi sbaglierò ma per lui, così sempre coerente con se stesso, mai con gli altri vedo come punto d’arrivo solo il Quirinale sennò fra trent’anni con l’aiuto di un deambulatore lo avvisteranno a fare il biglietto di andata con ritorno obbligatorio in qualche stazione. Certo che per i forzisti locali che gliel’hanno già cantata deve essere veramente dura da mandar giù che sia un alleato come Acquaroli a non volere che da Civitanova Ciarapica non prenda il mezzo più veloce per lasciare il campo.