Emergenza lavoro: tanta angoscia,
ma le soluzioni sono distanti

L'INCONTRO - Alla politica vengono chiesti provvedimenti incisivi, ma serpeggia la sfiducia. Gli interventi di Benfatto, Berrè, Bettucci, Bravi, Broglia, Canil, Carancini, Ciampa, Cicconi, Ercoli, Fattori, Ferracuti, Marcolini, Mariani, Massi, Ottavi, Tartuferi, Volpini, Zampini
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Da sinistra: Germano Ercoli, Assuero Zampini, Paola Mariani, Pietro Marcolini e Nando Ottavi

Nando Ottavi

Nando Ottavi

di Filippo Ciccarelli

Politica, impresa, sindacati, ma anche disoccupati, professionisti e rappresentanti dell’associazionismo: c’erano tutte le categorie coinvolte nel dramma della crisi all’incontro organizzato da Cronache Maceratesi e Video Tolentino al Teatro della Filarmonica di Macerata.  Durante la serata, condotta da Laura Boccanera, Luca Romagnoli e Barbara Olmai, è emerso un giudizio generalmente negativo non solo della situazione attuale, ma anche delle soluzioni in campo per contrastare la crisi e far ripartire l’economia, viste come insufficienti o intempestive.

 

Pietro Marcolini

Pietro Marcolini

IL CALO DEI CONSUMI – “Siamo tornati indietro al 1996 come potere d’acquisto – sostiene l’assessore Marcolini – questa crisi non è paragonabile a quella del 1929, ma a quella post Seconda guerra mondiale, che ha fatto milioni di morti e devastazioni. Il settore manifatturiero, eccellenza della regione, si è dovuto confrontare con costi del lavoro bassi dopo la mondializzazione dell’economia, ed è andato in difficoltà”. Gli risponde Germano Ercoli: “No, siamo ancora più dietro come potere d’acquisto, siamo tornati almeno a 25 anni fa.

 

Germano Ercoli e Assuero Zampini

Germano Ercoli e Assuero Zampini

Mi è venuto a trovare un operaio che lavorava nella mia azienda nel 1986,  aveva una busta paga di 1 milione e 900 mila dell’epoca, oggi chi prende 1.300 euro è come se prendesse un milione e 300 mila lire, c’è stata anarchia al momento di fare il cambio dalla lira all’euro”. Ercoli lanciò un messaggio forte alla politica in occasione delle festività natalizie del 2012, quando nel biglietto di auguri per i dipendenti parlò della “razza vile e dannata”: “Volevo scuotere le coscienze di qualcuno, ma evidentemente la politica è talmente distante dalla gente che nulla fa più specie. La politica non ha capito che le delocalizzazioni ci danneggiavano: se l’Italia era manifatturiera e portiamo fuori questo settore che cosa ci rimane, i sogni? Quando venne Tremonti qui, a cena gli dissi che sarebbe stato meglio far diventare il nostro meridione la Romania, con sgravi fiscali e incentivi alle aziende. Oggi ci sarebbe da scrivere un altro biglietto… da 20 anni si fa politica per interessi personali. L’aumento dell’Iva al 22% ci ammazzerà, io la porterei al 10% per tre anni, bisogna rilanciare i consumi” conclude Ercoli, che annuncia poi una rivoluzione per la propria azienda, trasformata nel giro di tre anni.

 

Mario Volpini

Mario Volpini

Paola Mariani ha risposto alle considerazioni dell’imprenditore civitanovese: “Ci sono politici buoni e cattivi, così come imprenditori buoni e cattivi,  è sbagliato generalizzare. Noi come Provincia siamo bersagliati in questo momento come Ente inutile, ma poi tutti ci chiedono della formazione, del lavoro, dei centri per l’impiego, della scuola… abbiamo sostenuto la creazione di 90 nuove imprese con un bando da 25mila euro a fondo perduto, e cerchiamo di dare incentivi anche attraverso le borse lavoro”. Della vocazione manifatturiera delle Marche parla Mario Volpini, Confcommercio, che indica come possibile soluzione l’investimento sul turismo: “ma non si fa da un giorno all’altro, servono infrastrutture, formazione, pubblicità e cultura dell’accoglienza. In regione abbiamo due strutture alberghiere, a Loreto e Cingoli, e i nostri studenti invece di rimanere sul territorio vanno all’estero. Nelle Marche abbiamo creato capannoni e centri comerciali, siamo passati dal 17° al 7° posto in Italia per grande distribuzione: il Lazio  al 15°. I centri storici sono vuoti anche perché il 62% del pil commerciale del settore alimentare e il 33% dei restanti settori è dato dai centri commerciali, dalla grande distribuzione”.

Loris Tartuferi

Loris Tartuferi

LE BANCHE – Una delle accuse mosse dal mondo dell’impresa agli istituti di credito è la scarsa liquidità messa in circolo. A queste obiezioni ha risposto Loris Tartuferi, Presidente della Banca della Provincia di Macerata: “Gli Enti locali si lamentano del patto di stabilità, ma anche le banche hanno dei vincoli molto stringenti, una sorta di patto di stabilità. La banca è un’impresa a tutti gli effetti, anche se particolare: dobbiamo seguire un’enorme quantità di regole per poter portare avanti quel concetto di sana e prudente gestione che poi si estrinseca nella difesa dei risparmiatori. Il nostro istituto compie 7 anni a maggio, abbiamo cominciato con 7.5 milioni di capitale sociale e 14 dipendenti, oggi tra autonomi e diretti siamo arrivati a 60 dipendenti e un fatturato più che triplicato. Per quanto riguarda gli impieghi, è vero che si sono ridotti dello 0.82% rispetto allo scorso anno, ma la media regionale è -6%: rispetto agli altri raccogliamo più soldi e ne prestiamo di più”.

Da sinistra Aldo Benfatto, Roberto Broglia e Marco Ferracuti

Da sinistra Aldo Benfatto, Roberto Broglia e Marco Ferracuti

I SINDACATI – “Il governo deve dare risposte, e per fare ciò deve trovare almeno 2.3 miliardi di euro. Bisogna salvare le persone, bisogna dare un minimo di sussidio per sopravvivere e contemporaneamente progettare il rilancio per l’economia anche per il nostro territorio” la richiesta del segretario provinciale della Cgil Aldo Benfatto: e se Roberto Broglia (Uil) stigmatizza il “teatrino per eleggere un Presidente della Repubblica, fa allontanare la gente dalla politica”, Marco Ferracuti (Cisl) chiede alle aziende e alla Confindustria “di specificare il tipo di formazione professionale che serve alle imprese”.

SEGNALI DI OTTIMISMO – Nando Ottavi indica la via dell’export per salvare le aziende marchigiane: “Nella nostra regione abbiamo fatto registrare un +1% sulle esportazione, a fronte di un calo del 6% riferito all’Italia. Dobbiamo però recuperare ancora 2 miliardi di fatturato, rispetto a quanto perso nel periodo 2005-2007. Crediamo che l’Italia debba intervenire sulla programmazione, attraverso sgravi fiscali per le imprese, incentivi per famiglie e lavoratori, finalizzato all’incremento del potere d’acquisto e quindi al rilancio dei consumi interni”. Assuero Zampini ha portato l’esperienza della Coldiretti: il mondo dell’agricoltura, pur con le proprie difficoltà, registra dati positivi per quel che riguarda

Adelio Bravi

Adelio Bravi

l’occupazione.  “Si è detto fino a poco tempo fa che non importava coltivare grano in Italia, perché si poteva comprare all’estero. Ora l’agricoltura sta sviluppando l’export, ma abbiamo un grande problema: su 20 miliardi di valore del nostro export italiano, ci sono 60 miliardi di falso in prodotti agricoli. Questo è l’unico aspetto che chiediamo alla politica, fino a pochi anni fa siamo andati sempre col cappello in mano a Bruxelles, le nostre aziende possono farcela da sole ma le lobbies del nord Europa ci limitano. In provincia di Macerata, comunque, nel settore agricolo hanno trovato impiego 900 persone in più rispetto allo scorso anno”.

CRISI E SUICIDIAdelio Bravi è intervenuto sull’aspetto psicologico e sociale del dramma della disoccupazione, tornato prepotentemente d’attualità con il triplice suicidio di Civitanova ma ormai sempre più comune nelle cronache locali e nazionali.
“Chi per tutta la vita ha avuto come valore L’essere autosufficiente non riesce ad andare a chiedere, perché rientra in una categoria di persone in cui non si riconosce. I servizi sociali non riescono a dare risposte di

Renè Ciampa

Renè Ciampa

questo tipo, danno un incasellamento della persona in una categoria senza riconoscerne l’identità. Il suicidio non è un raptus, è un atto pensato ed organizzato, e chi riconosce i segnali della persona in difficoltà può intervenire. Per questo ho proposto l’istituzione di una rete di soccorso che possa cogliere queste avvisaglie tragiche, anche perché il suicidio è contagioso”.

DISCRIMINAZIONE E LAVORO – Molto toccante la testimonianza di René Ciampa, disabile, che si è rivolta alle personalità presenti sul palco, esclusa di fatto dal mondo del lavoro: “Io sono disabile, sono stata assunta per 4 ore settimanali. Non chiedo di fare 40 ore, perché rischierei di perdere anche la pensione da disabile con il tempo pieno, ma chiedo la dignità. Quattro ore settimanali di impiego non sono dignità. Anche mio marito è disabile, ha perso il lavoro, tra due mesi finirà la disoccupazione ed abbiamo un affitto da 500 euro al mese da pagare. E’ difficile, con 77o euro al mese”. Fabrizio Fattori ha chiesto attenzione perché il problema dell’esclusione dal mondo del lavoro non riguarda solo i giovani: “Alle aziende dico di

Romano Carancini

Romano Carancini

rispondere a chi manda le richieste, inviando il proprio curriculum, anche semplicemente con un no. E chiedo di pensare anche a chi come me ha oltre 40 anni ma non trova lavoro, io e mia moglie siamo disoccupati”.

GLI ENTI LOCALI – “Ormai la normalità è non pagare, il problema dell’edilizia è questo. E anche la mancanza di un programma di opere pubbliche, un euro speso nell’edilizia ne genera 3.4” parola di Pacifico Berrè, responsabile del settore costruzioni e nuove imprese della Confartigianato – “basterebbe ad esempio la ristrutturazione delle scuole e la loro messa a norma per riattivare maestranze e tantissime imprese”. Il patto di stabilità che vincola il settore pubblico, anche nei  pagamenti alle imprese, non è l’unico scoglio: il sindaco di Macerata Romano

Mauro Canil

Mauro Canil

Carancini sostiene che “non si può gridare oggi al lupo al lupo se per tanti anni abbiamo sostenuto questa continuo e progressivo distanziamento tra più ricchi e più poveri, con politiche fiscali più indecorose. Non abbiamo gli strumenti per aiutare tutti quelli che vorremmo, nonostante facciamo miracoli. Nel 2011 il mio Comune ha contribuito per 4.079 pasti, nel 2012 la quota è aumentata del 25%”. Per Mauro Canil, vicesindaco del Comune di Matelica ed imprenditore, “le persone non hanno più i soldi nemmeno per comprare da mangiare ai bambini. Io ho gente che viene in azienda da me a piangere, chiedono lavorano in tutte le maniere. A Matelica la situazione è veramente pesante per tanti motivi, nell’entroterra noi soffriamo molto anche il problema Antonio Merloni, e dell’indotto che ci lavorava. Come assessore allo sport e al commercio, non ho un euro nei capitoli di spesa per aiutare questi settori”. Chiede ottimismo

Stefano Ghio

Stefano Ghio

Mario Cicconi, presidente di Confartigianato Pelletteria, “perché al mondo ci sono tantissime opportunità da sfruttare”, ma guarda con poca fiducia al tavolo tecnico proposto dal sindaco Carancini: “approvo l’idea, ma di tavoli ne abbiamo fatti tantissimi. Se siamo arrivati a questo punto significa che qualcosa non è andato”.

SOLIDARIETA’ E FUTURO – Il consigliere regionale Francesco Massi ha evidenziato il malfunzionamento dei centri per l’impiego: “Il personale che ci lavora è bravissimo, ma non c’è quel collegamento che soddisferebbe sia il lavoratore che l’impresa. Bisogna capire come farli lavorare, bisogna mettersi insieme a tavolino per far capire come far funzionare il sistema, politica e imprese. Io sono fiducioso”. L’avvocato Stefano Ghio si appella al “senso di responsabilità” per superare la crisi, mentre Mauro Bettucci della Caritas racconta il dramma di chi non riesce ad andare avanti: “In questi anni sono aumentate le persone che si sono rivolte ai centri di ascolto, alle Caritas parrocchiali… abbiamo notato che c’è

Francesco Massi

Francesco Massi

necessità di essere accompagnati ed essere sostenuti in spese quotidiane, come quelle alimentari e le bollette. Noi rappresentiamo un ombrello, ma non riusciamo a fermare la pioggia: Il fondo di solidarietà che abbiamo messo in campo è però un’emergenza, non può essere la normalità”.

 

(Foto Cronache Maceratesi – Vietata la riproduzione)

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