«Io un imprenditore che crede nel territorio,
voglio creare un mini parco commerciale.
Made in Italy sempre più da valorizzare»
SFIDA - Enrico Bracalente, amministratore unico di Nero Giardini dopo aver aperto il nuovo outlet a Campiglione: «Abbiamo fatto una scelta controcorrente, lasciare i centri commerciali per i centri storici». Il managing director, Alessandro Bracalente «Stiamo aprendo tutti i mercati dell'Europa, siamo partiti da qualche settimana, quindi ci sono degli importanti sviluppi. Quando giriamo per il mondo la vera cosa che ci differenzia rispetto ai nostri competitor è la qualità»

Enrico Bracalente
C’è voluto coraggio, e Enrico Bracalente lo ha detto chiaramente aprendo i festeggiamenti per l’inaugurazione del nuovo outlet a Campiglione di Fermo, uno spazio vendita di oltre 2000 metri quadrati che è store e anche risto bar. «Aprire una nuova attività in questo periodo richiede coraggio e dedizione» ha detto l’amministratore unico di Nero Giardini davanti a maestranze, fornitori, amici e familiari riuniti per la prima volta tutti insieme in un unico luogo.
Oltre duemila metri quadrati dedicati alla calzatura italiana d’eccellenza, accessori e abbigliamento, tra flagship store, outlet e ristorazione. Ieri l’inaugurazione, con istituzioni, maestranze e famiglie: una giornata di festa e di visione.

Il tempio dell’imprenditoria che resiste e che, ostinatamente, va contro corrente: anche quando il mondo del retail dagli analisti viene dato per moribondo, l’imprenditore fermano ha deciso di fare una scelta simbolica prima ancora che commerciale: un nuovo Factory Store che sorge a Campiglione di Fermo e non in un luogo qualsiasi, ma in un posto identitario per tutta la città, là dove decenni fa sorgeva la Sadam.

E il luogo non poteva che essere nel “genius loci” del fermano, poco distante da Monte San Pietrangeli dove tutto è nato: «Abbiamo acquistato questo terreno nel 2016 quando abbiamo deciso di svilupparci qui a Campiglione con la logistica e poi, avendo tutto questo terreno, ho deciso di trasferirci l’outlet. Campiglione è diventato un centro con un grosso bacino d’utenza. Sono un imprenditore che ha creduto sempre nel territorio, per cui ho deciso di investire direttamente in una struttura mia. Abbiamo abbandonato la presenza all’interno dei centri commerciali e facendo una scelta controcorrente di spostarmi nei centri storici. Dirò di più. Io qui voglio realizzare un mini parco commerciale.

Questa è la prima costruzione, ma ne vorrei fare altre e poi darle in affitto o venderle ad altre attività commerciali che possano vivacizzare l’economia di questa zona. Noi marchigiani abbiamo un qualcosa in più. Il Made in Italy non è facciata, è un qualcosa che negli altri Paesi non troviamo, per cui dobbiamo sempre di più valorizzare il Made in Italy. E non è un caso che io, fine anni ’90, quando tutti decantavano la delocalizzazione intelligente, feci una scelta in controtendenza rimanendo a produrre in Italia, cercando di organizzarmi nel migliore dei modi per essere competitivo a livello internazionale».

E proprio la sfida dell’internazionalizzazione oggi è in mano ad Alessandro Bracalente, che assieme alla sorella Gloria è il futuro dell’azienda e ricopre il ruolo di managing director: «oggi come oggi la parola omnicanalità è sempre più importante e, in effetti, noi cerchiamo di coprire tutte le varie modalità di vendita, quindi non tralasciamo l’online, ma assolutamente non tralasciamo quello che è il punto di vendita fisico, reale, dove molta gente ancora vuole andare, vuole visitare, vuole provare il prodotto e ha piacere di passare del tempo in negozio. Stiamo aprendo tutti i mercati dell’Europa, siamo partiti da qualche settimana, quindi ci sono degli importanti sviluppi. Quando giro per il mondo con i miei collaboratori la prima cosa che promuoviamo è l’elevata qualità del prodotto grazie al Made in Italy. La vera cosa che ci differenzia rispetto ai nostri competitor che sono sul mercato con i quali ci troviamo a combattere tutti i giorni è la qualità».

Alessandro Bracalente, managing director
La giornata di festa si è chiusa con un momento di particolare intensità. Dipendenti ed ex dipendenti hanno donato a Bracalente un albero di ulivo “augurio di pace e prosperità” e hanno donato 7mila euro all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona, un fondo a nome di Bracalente, frutto di una raccolta operata fra dipendenti, maestranze, collaboratori e fornitori. A ricevere la donazione Laura Mazzanti, ex docente della facoltà di Medicina e direttrice della Fondazione Salesi, che ha omaggiato l’imprenditore di una targa di ringraziamento.
(Foto di Federico De Marco)
(Articolo promoredazionale)

Da sinistra il presidente della provincia Michele Ortenzi, il sindaco di Fermo Alberto Maria Scarfini, Enrico Bracalente, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e Alessandro Bracalente



NeroGiardini inaugura il nuovo outlet: shopping, ristorante e accoglienza (Foto)