A Tolentino le aziende chiudono
e il disagio cresce

Cessano l'attività la Rotoltec e la Stireria Due Effe. Giorgio Cacchiarelli della Cgil lancia l'allarme: "Vengono da me anche imprenditori alla disperazione"
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Giorgio Cacchiarelli

Giorgio Cacchiarelli

 

di Gabriele Censi

Non danno tregua le notizie che aggiungono numeri sempre più impressionanti alla crisi e alla perdita di posti di lavoro. Colpito in questi ultimi giorni in modo particolare il distretto di Tolentino. Nel primo trimestre 2013 le richieste di cassa integrazione da parte delle aziende del territorio  si sono triplicate rispetto all’anno precedente. Nell’ultimo periodo sono state due le aziende che hanno chiuso i battenti: la Rotoltec Angelini che produceva carta in rotoli per ufficio è ferma da gennaio con  13  dipendenti in cassa integrazione; è calato il sipario anche sulla Stireria Due Effe dove lavoravano 9 donne che sono da tre mesi senza stipendio, aspettavano una ripresa per maggio ma anche per loro si è aperta la strada del licenziamento per giusta causa. Non sono le sole a subire le conseguenze della mancanza di domanda, alla N.G. Diaries dal 9 aprile sono partite la cassa integrazione straordinaria e la mobilità volontaria. Il calzaturificio Montebove deve ridurre il personale del 20% , mentre la Conceria del Chienti ha fatto scattare da luglio, per 75 operai al massimo su un organico di cento, una cassa integrazione straordinaria della durata di due anni e ora dichiara un esubero di circa trenta dipendenti per problemi di liquidità. Settimana corta con nove lavoratori sospesi a zero ore a casa da ottobre per la Triveneta Cavi e  dopo il contratto di solidarietà per una riduzione dell’orario di lavoro torna la cassa integrazione ordinaria alla Malagrida Manifatture.  Il segretario del Sindacato Lavoratori Comunicazione della Cgil di Tolentino lancia l’allarme e chiede al Comune di istituire un tavolo tecnico anti-crisi in collaborazione con i Servizi Sociali. “Tante persone bussano alla porta del sindacato – afferma Giorgio Cacchiarelli – non solo perché hanno perso il lavoro, ma con la speranza di trovarne un altro o semplicemente per sfogarsi.  Vengono da me anche imprenditori alla disperazione. Prima che sia troppo tardi – conclude il Segretario della Cgil – bisogna affrontare il disagio. I 25mila euro del fondo per svantaggiati non bastano”.

sos_lavoro.fwSos lavoro, un grido che si fa sempre più forte e che sarà al centro del dibattito di giovedì prossimo al teatro della Filarmonica di Macerata con ospiti imprenditori e rappresentanti dei lavoratori, amministratori e cittadini. (leggi l’articolo). Tra le adesioni già giunte quelle del presidente di Confindustria Marche Nando Ottavi (titolare della Nuova Simonelli di Belforte), di Pietro Marcolini, assessore regionale al bilancio e Antonio Pettinari, presidente della Provincia di Macerata. E poi i segretari provinciali di Cgil e Cisl, Aldo Benfatto e Marco Ferracuti, l’imprenditore Germano Ercoli, i sindaci di Civitanova e Macerata, Tommaso Corvatta e Romano Carancini. Pacifico Berrè e Mario Cicconi di Confartigianato Imprese e il presidente della Banca della Provincia di Macerata Loris Tartuferi. Molti altre adesioni stanno giungendo in queste ore in redazione. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming su Cronache Maceratesi e Tv sui canali 14 e 610 di VideoTolentino.

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