Crisi, oltre 400 aziende chiuse in due mesi
I sindacati: “Basta con i campanilismi”

CIVITANOVA - Sono dati choccanti quelli riferiti alla situazione provinciale a gennaio e febbraio 2013. Cgil, Cisl e Uil propongono un tavolo permanente per l'occupazione e chiamano a raccolta i Comuni per creare un fondo omogeneo da usare in aiuto dei nuovi poveri
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Da sinistra Marco Ferracuti (Cisl), Roberto Broglia (Uil) e Aldo Benfatto (Cgil)

Da sinistra Marco Ferracuti (Cisl), Roberto Broglia (Uil) e Aldo Benfatto (Cgil)

di Laura Boccanera

Lavoro, formazione specialistica e studio e analisi delle nuove opportunità del terziario legato al turismo. Cgil, Cisl e Uil unite hanno presentato questa mattina a Civitanova la volontà di creare un tavolo permanente di confronto fra sindacati, imprenditori, politica e istituti bancari per valutare e studiare i modi di arginare la crisi. Nelle orecchie ancora rimbomba il dramma dei tre suicidi e i sindacati, alla luce di una situazione di grande difficoltà a livello provinciale (sono 440 le aziende che hanno cessato l’attività tra gennaio e febbraio) , propongono di creare un dibattito su sviluppo e stato sociale. “Siamo in grave ritardo  – sottolinea Marsilio Marsili della Cgil di Civitanova – occorre ripensare al ruolo degli enti locali su prospettive di lavoro e sistema provinciale, mettendo al bando i campanilismi”. “Sul lavoro dobbiamo attivare una riflessione seria – ha spiegato Marco Ferracuti della Cisl – trovare nuove vocazioni, incentivando quei settori che possono far rilanciare l’economia come il terziario legato al turismo e alla messa in rete del nostro modello paesaggistico, la cultura e l’enogastronomia – occorre poi superare le specificità dei singoli comuni. Cgil Cisl e Uil hanno firmato sinergicamente un protocollo provinciale a sostegno delle famiglie in difficoltà. Il punto è che ogni piccolo comune può fare poco, ma unendo le forze si possono aiutare più famiglie”. Tutte le cifre sindacali hanno inviato in questi giorni, a tal proposito, una lettera a tutti i comuni della provincia con la richiesta di creazione di un fondo omogeneo con criteri comuni per dare una mano alle nuove povertà. Ma nel progetto di spinta e rilancio del territorio occorre anche ripensare all’utilizzo e alla gestione dei centri per l’impiego: “la questione dell’orientamento è fondamentale, bisogna che l’offerta formativa venga incanalata sulla base delle effettive richieste di mercato, figure che le aziende siano in grado di assorbire”. “Lanciamo un appello agli enti pubblici – ha detto il segretario provinciale della Cgil Aldo Benfatto – non taglino le risorse per i servizi sociali e puntino su investimenti di qualità, senza sprechi, su infrastrutture piccole ma efficaci e accolgano la nostra proposta di creazione di un fondo per le famiglie. Oggi la crisi del manifatturiero si ripercuote anche sul terziario, la cassa integrazione in deroga è aumentata nel 72% nel 2012, in 50 anni la popolazione del distretto è passata da 75mila persone a 140mila, rispetto a questo che risposte dare per il problema occupazione? L’unica via è ragionare insieme su cooperazione e aggregazione”.

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Domani (18 aprile) a Macerata si terrà il dibattito pubblico sul lavoro organizzato da Cronache Maceratesi (leggi l’articolo). Diretta streaming dalle ore 21.

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