Confartigianato suona la sveglia a Parcaroli:
«Se non cambia la Giunta,
sarà un’eutanasia politica»
MACERATA - Duro intervento del segretario generale Giorgio Menichelli: «Spettacolo indecoroso che mina la credibilità delle istituzioni. La città ha bisogno di un’amministrazione pienamente operativa, non di equilibri precari o di prove di forza interne». E lancia un appello alla maggioranza: «Ricomporre le fratture, allargare il perimetro della rappresentanza, ristabilire condizioni minime di stabilità, e soprattutto mettere da parte i propri interessi e ambizioni rispetto agli interessi generali dei maceratesi»

Il sindaco Sandro Parcaroli durante il primo Consiglio comunale
Giorgio Menichelli, segretario generale di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli-Fermo, interviene sul caos della maggioranza dopo la mancata elezione del presidente. Quattro votazioni andate a vuote nel Consiglio lunedì e il sindaco Parcaroli che minaccia le dimissioni se domani pomeriggio non ci sarà un voto compatto per Francesco Luciani. Un sindaco dunque che non sembra disposto a fare nessun passo indietro rispetto alla linea imposta dal suo partito, la Lega, che non ha accettato il confronto in maggioranza imponendo tre assessori per il Carroccio e facendo entrare anche il presidente dell’associazione commercianti del centro storico Giuseppe Romano oltre agli uscenti Marchiori e Piccioni, escludendo così dall’esecutivo le forze centriste, Udc e Noi Moderati.

Giorgio Menichelli, segretario generale di Confartigianato
«Quello a cui abbiamo assistito nel Consiglio comunale di Macerata non è un passaggio fisiologico della dialettica politica, ma il segnale di una preoccupante mancanza di responsabilità – scrive Menichelli -. Il fallimento nell’elezione del presidente del Consiglio di lunedì pomeriggio, consegna alla città un’immagine indecorosa e mina la credibilità delle istituzioni fin dal primo momento. In questi giorni la comunità maceratese ha onorato uno dei personaggi più illustri della città, e non solo, Adriano Ciaffi e fra qualche giorno (il 24 luglio) ricorre il trentennale della morte di un altro grande della politica maceratese, Rodolfo Tambroni, il quale sosteneva che la politica deve essere al servizio delle comunità locali e delle persone comuni (e non il contrario), esaltava la dignità del lavoro artigiano e delle piccole imprese, con particolare attenzione alla partecipazione e al dialogo tra i cittadini e la politica (ripeto, al dialogo!).

Le piccole imprese, gli artigiani, i commercianti osservano con crescente imbarazzo questa situazione. Chi ogni giorno deve rispettare impegni concreti, affrontare il mercato, garantire occupazione e saper dialogare con i propri dipendenti, clienti e fornitori, non può comprendere né accettare logiche interne che paralizzano l’azione amministrativa ancora prima che inizi davvero. È evidente che qualcosa si è rotto nel percorso di costruzione della maggioranza, anche alla luce dell’esclusione di alcune componenti centriste che avevano contribuito al risultato elettorale. Senza entrare nel merito delle scelte politiche, resta il dato di fondo: una Giunta che nasce già “zoppa” e un Consiglio incapace di esprimere una guida. Oggi le strade possibili sono chiare e non possono essere eluse: una ricomposizione della maggioranza e la costruzione di una Giunta più rappresentativa, inclusiva e stabile, capace di garantire governabilità alla città, servizi ai cittadini e prospettive alle piccole imprese; il prolungamento di una situazione di stallo, con una sorta di eutanasia politica della Giunta fino alla sua caduta, con effetti evidenti di paralisi amministrativa, il commissariamento e il ritorno alle urne. Come rappresentanti del mondo delle piccole imprese, riteniamo che la prima strada sia non solo la più auspicabile, ma anche l’unica responsabile. La città ha bisogno di un’amministrazione pienamente operativa, non di equilibri precari o di prove di forza interne. Rivolgiamo quindi un appello chiaro a chi ha il compito di governare: ricomporre le fratture, allargare il perimetro della rappresentanza, ristabilire condizioni minime di stabilità, e soprattutto mettere da parte i propri interessi e ambizioni rispetto agli interessi generali dei maceratesi. Non è più tempo di tatticismi né di posizionamenti personali. Le imprese chiedono serietà, rapidità nelle decisioni e istituzioni che funzionino. E oggi, purtroppo, stanno vedendo esattamente il contrario».
Centrodestra in frantumi, Parcaroli al bivio: «O si vota compatti Luciani o mi dimetto»

















































Ma non dovrebbero essere i soli cittadini/elettori a protestare e ad ammonire? Perché alcune realtà richiamano all’ordine? Qualcuno, un tale Pietro Nenni, dall’esilio in Francia esclamava: “La politique d’abord!”.
Sig. Menichelli evidentemente anche lei, è per fortuna tanti altri, ha una idea della politica e dei politici che li vedrebbe al lavoro per il bene economico e sociale dei cittadini, tutti. Ho paura che questa semplice idea si stia infrangendo molto violentemente contro i comportamenti e gli atteggiamenti di gente eletta che in realtà ha a cuore solo il proprio portafoglio.
Per arrivare a tutto ciò. . . una votazione e un ballottaggio!
Che obbrobrio!
Caro Giorgio Menichelli,
chiedi dialogo ma con questi è una parola sconosciuta. Appena provi a sollevare un distinguo, ti ritrovi etichettato come un emissario del demonio.
Ottimo intervento, sebbene svolto da un’ottica particolare (quella delle imprese), del Segretario Generale di Confartigianato Macerata.
Occorre una veloce situazione del disastro creato dalla Lega maceratese, gestita ormai da tempo dal Gatto e dalla Volpe, con Parcaroli passivo e remissivo come sempre ai diktat leghisti, e di fatto sorvegliato a vista dalla coppia sopra citata.
Eppure era evidente che l’atto di forza che essi hanno imposto non avrebbe potuto reggere, sia perchè non corrispondente al reale riparto delle forze in città (la Lega, da sola, non sarebbe nemmeno riuscita a formare una lista elettorale completa), sia perchè avrebbe ingiustamente escluso – determinandone l’inevitabile reazione – quei partiti minori che pure hanno dato il loro contributo alla vittoria elettorale del centrodestra.
L’atto di forza che i nostri due “commissari speciali” hanno cercato di imporre non è praticabile e il disastro che ne è conseguito non è di certo risolvibile con il preventivo impegno scritto dei consiglieri comunali a votare Luciani quale Presidente del Consiglio Comunale, sia perchè esso non sarebbe affatto vincolante sia perchè, allora, ammesso che funzioni, occorrerebbe un analogo impegno scritto per qualsiasi altra questione di rilievo che il Consiglio si troverà in futuro ad affrontare con l’incertezza sul superamento o meno della soglia di voti necessaria.
Occorre che Fratelli d’Italia faccia valere il suo ruolo egemone nella maggioranza, tenendo conto che con ogni probabilità tutta la pretesa del Gatto e della Volpe, a mio avviso, si sta basando su un bluff, cioè sul fatto che qualora le loro irragionevoli proposte non venissero accolte Parcaroli si dimetterebbe.
In realtà io non credo a questa eventualità. Parcaroli è l’unico sindaco leghista da Bologna in giù, ed è sindaco in una città simbolo per la Lega come Macerata (ricordiamoci la tragica vicenda di Pamela). Figuriamoci se la Lega farà dimettere la sfinge Parcaroli, perdendo un così importante riferimento politico, proprio nel momento storico in cui i vannacciani stanno superando i leghisti!
L’intera composizione della Giunta deve essere rivista in maniera trasparente ed equilibrata.
Caro Giorgio condivido in toto lo spirito costruttivo del tuo intervento. Spero proprio che la lungimiranza del Sindaco lo porti ad accogliere le tue considerazioni
Ma davvero pensavano che, una volta spartite le poltrone della giunta, nessuno avesse già capito quale sarebbe stato il risultato?
Era evidente fin dall’inizio che quelle scelte avrebbero creato scontento. Forse qualcuno era convinto che, pur di restare attaccati alla maggioranza, tutti avrebbero abbassato la testa. Invece è scoppiato il caos.
Adesso le alternative sono soltanto due: azzerare la giunta e ricostruirla su basi più solide, oppure prendere atto del fallimento e lasciare la parola ai cittadini.
Ma c’è anche una terza possibilità, quella che distinguerebbe chi pensa davvero a Macerata da chi pensa solo alla propria poltrona.
Basterebbe dire: “Se la mia presenza è diventata un ostacolo alla stabilità dell’amministrazione e al bene della città, mi faccio da parte. Il Sindaco nomini chi può contribuire a ricucire questa frattura.”
Chi ama davvero Macerata fa un passo indietro quando serve. Chi ama soltanto la propria poltrona resta lì, anche mentre la città assiste all’ennesimo spettacolo indecoroso.Bartolo’ spero non ti dispiaccia che abbia espresso il mio pensiero visto che chi è di sx secondo te dovrebbe rimanere muto….
Ottimo intervento Giorgio.
Io spero solamente che il Sig. Parcaroli si ricordi delle decisioni che prendeva quando faceva l’imprenditore.
Decisioni nette e senza dubbi altrimenti poi pagava di persona.
Qui deve fare uguale. Lasciare stare le strade imposte dai due faccendieri non maceratesi e fare come farebbe il buon padre di Famiglia. Macerata non merita questo scempio.
Il Grande Signore, non che grande Politico che ieri era per l’ultimo saluto nella sala Cosiliare, spero abbia trasmesso ai nostri amministratori comunali, un pò di sana Politica come era un tempo. Sandro pensa bene alle scelte che farai, pensa ai tuoi cittadini che ti hanno ridato fiducia. Lascia stare le sporche logiche di potere, non sei la persona che ne ha bisogno.
Ma qualcuno che dica “Ci siamo sbagliati a votarli” no ?
Possibile che sia sempre colpa di qualcun altro ? Incredibile !