«Programmate sette case di comunità
ma solo una è operativa.
L’Ast non risponde alle nostre richieste»
SANITA' - I sindacati Cgil, Cisl e Uil: «Un atteggiamento incomprensibile che alimenta preoccupazione ed incertezza proprio mentre il territorio avrebbe bisogno di trasparenza. Dovesse continuare a mancare il dialogo valuteremo iniziative pubbliche»

«Da mesi come organizzazioni sindacali abbiamo in più occasioni sollecitato incontri per affrontare questioni strategiche che riguardano il presente e il futuro della sanità territoriale, senza ricevere alcun riscontro. Un atteggiamento incomprensibile che alimenta preoccupazione ed incertezza proprio mentre il territorio avrebbe bisogno di trasparenza e programmazione condivisa».
Così i sindacati Cgil, Cisl e Uil di Macerata, insieme alle federazioni dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, che esprimono «forte preoccupazione per il perdurare della mancata disponibilità dell’Ast di Macerata ad aprire un confronto costruttivo su temi di fondamentale importanza per il diritto alla salute dei cittadini del territorio».
«Tra le principali criticità di cui avremmo voluto discutere vi è sicuramente lo stato di attivazione delle case di comunità finanziate prevalentemente dai fondi Pnrr – proseguono i sindacati -. Per la provincia di Macerata sono state programmate sette case di comunità, ma ad oggi risulta operativa soltanto quella di Treia e ad oggi non ci risulta nemmeno assegnato il personale necessario a garantire l’effettiva erogazione dei servizi previsti dal Dm 77/2022, rischiando così di trasformare il principale investimento strategico che avrebbe dovuto rafforzare la medicina territoriale, migliorare la presa in carico delle persone fragili e ridurre la pressione sugli ospedali in un’infrastruttura priva delle professionalità indispensabili a rispondere ai bisogni di salute della popolazione.
Per i sindacati è «altrettanto grave è la situazione delle rette delle strutture residenziali. Continuiamo infatti a raccogliere segnalazioni di dinamiche che portano ad aumenti dei costi a carico degli ospiti e delle loro famiglie, incrementi che stanno mettendo in seria difficoltà molti nuclei familiari già duramente provati dalla persistente crisi economica. È indispensabile fare chiarezza sui criteri adottati e individuare soluzioni che garantiscano sostenibilità economica e tutela delle persone più fragili, anche rispetto ai recenti interventi varati dalla giunta regionale».
Su questi temi i sindacati chiedono «risposte puntuali e un confronto serio e responsabile con l’Ast di Macerata. Il dialogo tra istituzioni e rappresentanze sociali non può essere considerato un disturbo, ma rappresenta una condizione essenziale per provare a risolvere i problemi che riguardano uno dei servizi fondamentali per la cittadinanza. Cgil, Cisl, Uil di Macerata e Spi, Fnp e Uilp ribadiscono quindi pubblicamente la richiesta di un incontro urgente, confidando che l’Ast voglia finalmente assumersi la responsabilità di aprire un confronto concreto e costruttivo, così come avviene da tempo nelle altre Ast della regione.
Diversamente, qualora continuassero a mancare disponibilità al dialogo e risposte convincenti sulle questioni sollevate, le organizzazioni sindacali valuteranno insieme ai lavoratori, ai pensionati e ai cittadini tutte le iniziative pubbliche necessarie per difendere il diritto a una sanità pubblica efficiente, accessibile e rispettosa dei bisogni delle comunità del territorio».
Non è che mancano le risorse ( quelle economiche ) intendo tanto per non essere frainteso.