Parcaroli rieletto, Salvini subito al telefono:
«Grande Sandro, sono a tua disposizione.
Metterò la tenda fuori dallo Sferisterio»
BALLOTTAGGIO - Il leader della Lega si congratula con il sindaco rieletto: «Uno dei risultati che più mi hanno fatto felice, Macerata è Macerata». Tante le reazioni dal carroccio. Giorgia Latini, segretario regionale del partito: «Si va avanti con una filiera istituzionale forte, in grado di portare avanti i tanti progetti avviati per la crescita della città» Soddisfazione anche per Mauro Lucentini e Renzo Marinelli. I primi festeggiamenti (VIDEO)

Mauro Lucentini e Sandro Parcaroli durante la telefonota con Salvini
La prima telefonata a Sandro Parcaroli dopo la rielezione a sindaco di Macerata arriva dal leader della Lega Matteo Salvini chiamato dal commissario provinciale del Carroccio Mauro Lucentini e messo in vivavoce: «Grande Sandro, sono orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto insieme.

Il brindisi davanti alla sede elettorale
Saranno altri cinque anni di passione, cantieri, di lavoro e di cambiamento. Considerami a tua totale disposizione. È uno dei risultati di cui sono più felice negli ultimi anni. Metterò la tenda fuori dallo Sferisterio. Macerata è Macerata, è l’unico passaggio che ho fatto al ballottaggio perché avremo molto lavoro da fare. Riposati Sandro, dai, prenditi almeno 24 ore».

Sandro Parcaroli subito dopo l’elezione
È tanta la soddisfazione in casa Lega. «Quella di Sandro Parcaroli è una vittoria importante e meritata. Una vittoria – commenta Giorgia Latini, segretario regionale della Lega Marche – che rende finalmente giustizia a un percorso amministrativo serio e concreto, dopo un ballottaggio avvenuto per appena sei voti di differenza al primo turno. Si va avanti con una filiera istituzionale forte, in grado di portare avanti i tanti progetti avviati per la crescita della città: dalle infrastrutture alla cultura, dalla riqualificazione urbana al potenziamento del ruolo strategico dell’università. Esprimo inoltre grande soddisfazione per gli ottimi risultati della Lega Marche raggiunti in questa tornata elettorale da Senigallia a San Benedetto e in tutti i comuni delle cinque province chiamate al voto. La pattuglia degli amministratori della Lega si arricchisce di numerosi nuovi consiglieri comunali, pronti a rappresentare con serietà e concretezza le proprie comunità».

«Sandro Parcaroli – continua Lucentini – ha vinto meritatamente grazie alla concretezza amministrativa e alla credibilità costruita in questi anni di governo. I cittadini di Macerata hanno scelto la continuità e premiato un sindaco ed una squadra di qualità . Un ringraziamento particolare va a tutti i candidati, agli amministratori e ai militanti della Lega di Macerata che in questi mesi hanno portato avanti una campagna elettorale fatta di presenza sul territorio, ascolto e impegno quotidiano, contribuendo in maniera decisiva a questo importante risultato».

A destra, Giorgia Latini in Comune per festeggiare la rielezione di Sandro Parcaroli
«Quello ottenuto da Sandro Parcaroli – sostiene Renzo Marinelli, consigliere regionale e commissario comunale della Lega di Macerata, anche lui presente oggi nella sede elettorale del candidato del centrodestra – è un risultato straordinario e pienamente meritato. Un successo che nasce dal lavoro quotidiano svolto in questi anni, che ha dato una svolta alla città e ha consentito di realizzare interventi concreti e strategici per il suo sviluppo. Per la Lega si tratta di un risultato particolarmente significativo. La lista ha raggiunto il 12,87% e si conferma seconda forza politica della coalizione. È il riconoscimento di un lavoro amministrativo concreto che ha saputo dare risposte ai cittadini e costruire prospettive di crescita per il territorio. Un dato che testimonia la solidità del nostro movimento, la crescita costante nelle adesioni e la credibilità costruita negli anni attraverso presenza, ascolto e buon governo».



















































Secondo me SALVINI e’ il vero sindaco di MACERATA, PARCAROLI e’ il suo “figliolo”.
Si e’ tornata e’ Macerata Granne !!!
Un illustre profugo.
Macerata è Magerata…
Ode a Macerata (che è Macerata)
Ah, Macerata mia, tu si’ Macerata,
e nisciuno te pò scassà ‘sta verità tonda,
tonda comm’a ‘nu cappiello ‘e cardinale
che s’assetta ‘ncoppa ‘a cupola d’o duomo,
mentre ‘o vento marchigiano te scuzzulea ‘e campagne
cu ‘na grazia ‘e notaro che conta l’eredità d’o secolo.
Macerata è Macerata,
sentenza lapidaria, sentenza barocca,
che se fa strata ‘mmiezzo a li colli verd’ascuro
addò ‘e olive se fanno argentate comm’a li capelli
‘e na vecchia zita che ancora aspetta ‘o marito
da Napoleone.
Tu tiene ‘ncoppa ‘a fronte ‘a ruga ‘e tutte ‘e Marche,
che è ruga ‘e saggezza, ruga ‘e teatro,
ruga ‘e Sferisterio che se spalanca comm’a na vocca
‘e gigante antico e se mette a cantà Rossini
mentre ‘o pubblico se sciala ‘e pastasciutta e d’o bel canto. Macerata è Macerata,
e nun ce sta cchiù niente da spiegà,
pecché si’ tu stessa ‘a spiegazione d’o munno:
‘nu paisiello che se crere provincia
ma che tene dint’o core ‘na superbia imperiale,
‘na superbia ‘e librajo antico, ‘e carta filigranata,
‘e inchiostro che ancora sape ‘e pergamena e ‘e brodo ‘e gallina.
E quanno ‘a sera scenne lesta lesta
e se stenne ‘ncoppa ‘e torri comme na mantella ‘e velluto,
allora sì, Macerata diventa Macerata assolutissima,
regina ‘e se stessa, senza bisuogno ‘e corona,
ca ‘a corona se l’è fatta cu ‘e mattoni rossi
e cu ‘e libri d’o collegio,
e cu ‘e risate ‘e li studenti
che se sparpagghiano pe’ li vicoli
comm’a na processione profana
ma sacra ‘o stesso.
Macerata è Macerata,
e chest’è ‘a fine d’o discorso,
e ‘o principio,
e ‘o mezzo,
e tutto chillo che ce sta ‘mmiezzo,
comm’a ‘nu piatto ‘e vincisgrassi
che te pesa ‘o stommaco
ma te fa sentì vivo,
vivo e marchigiano,
cioè eternamente provinciale
e universalmente perfetto.
Salve. Solo domenica mattina 7 giugno ho avuto occasione di leggere un volantino di due facciate col quale si invitava a votare Tittarelli. Ottimo curriculum; 28 anni Direttore del centro commerciale Valdichienti: acido muriatico gettato sugli occhi dei commercianti. Per esperienza personale so che, tendenzialmente, il governo di ogni città o paese dipende dalla corporazione dei commercianti. Nel volantino erano confermate un paio di opere pubbliche in modo ambiguo, rotatoria in Piazzale della Vittoria (perchè?), NEMMENO UNA PAROLA, NEMMENO UNA, PER LE ATTIVITA’PRODUTTIVE. Ho inteso subito che con questo programma poteva vincere solo l’avversario, (qualsiasi avversario), malgrado ogni eventuale difetto o lacuna, anche rilevante suo o della sua compagine. Le poche ed estremamente limitate attività prospettate nel volantino, non consentono di svolgere l’attività di sindaco; questo, a modesto parere di chi scrive, ha condotto all’inevitabile risultato.