Filelfo diviso, gli studenti non ci stanno:
«La nostra forza era stare insieme»
Il sindaco: «Fatto il possibile»

TOLENTINO - Striscioni alle finestre per il trasferimento del Classico nella ex scuola Bezzi, in centro storico. Mauro Sclavi ha fatto visita a scuola

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La protesta degli studenti e delle studentesse

di Francesca Marsili

Un ultimo giorno di scuola con sentimenti contrastanti quello degli studenti dei licei Filelfo di Tolentino. La felicità per le vacanze è smorzata dalla separazione, da settembre non si incontreranno più, almeno tra i banchi di scuola: il Classico sarà trasferito nella ex scuola Bezzi, in centro storico, mentre Scientifico e Scienze applicate resteranno nel prefabbricato al centro della cronaca da anni.
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“Trasferiti insieme. Separati mai. Da troppo tempo”, recitano i tre striscioni affissi stamattina dagli studenti sotto le finestre del prefabbricato. Parole che sono la manifestazione di un malessere per la precaria situazione nei locali dell’ex Quadrilatero che va avanti da anni e le lungaggini del nuovo campus scolastico, a cui ora si aggiunge una separazione per cercare di dare almeno ad una parte di loro una condizione migliore. «Ciò che ci ha dato la forza in questi anni è stato proprio lo stare insieme – premette Deida Ago, rappresentante della Consulta provinciale degli studenti e studentessa dello Scientifico -. Abbiamo affisso gli striscioni per lasciare accesi i riflettori su questo problema. Vogliamo ricordare alla cittadinanza che ci troviamo ancora qui, dopo quasi otto anni, e non troviamo delle risposte che per noi possono essere quelle giuste».
Risposte alle loro esigenze, quelle di poter fare lezione in ambienti che possano definirsi scuola, requisiti che secondo gli stessi studenti e il corpo docente l’ex Quadrilatero non ha. Nei giorni scorsi i ragazzi sono arrivati al punto di scrivere una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «per esporre i nostri problemi – aggiunge Ago -. E’ stato fondamentale aver messo nero su bianco le nostre difficoltà e aver illustrato la realtà in cui viviamo quotidianamente».
Licei-Filelfo-2-325x208Difficoltà derivanti dall’inadeguatezza dell’attuale struttura nata per accogliere uffici, come temperature estreme, infiltrazioni e scarsi servizi igienici.  A settembre le sei classi dell’indirizzo Classico saranno trasferite nella ex scuola Bezzi, nei pressi della Basilica di San Nicola. «Gli studenti del Classico non l’hanno vissuta come una decisione positiva, si chiedono perché noi e non voi? A loro volta anche i ragazzi dello Scientifico si domandano perché non possono essere trasferiti in centro – spiega la rappresentante  -.  Alcuni temono di sentirsi isolati in quell’ambiente: ciò che ci ha dato la forza in questi anni è stato stare insieme» – conclude. Ad esprimersi favorevolmente sullo spostamento nella Bezzi è stato sia il Consiglio d’Istituto, all’unanimità, che la Provincia. Da qui il Comune ha deciso di concedere in comodato d’uso gratuito l’immobile di proprietà per trasferire almeno l’indirizzo Classico. Indubbiamente non quello che era nei progetti del sindaco Mauro Sclavi, che voleva trovare una sistemazione a tutto il Filelfo.

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Gli striscioni

In visita ai ragazzi e alle ragazze questa mattina, Sclavi si dice dispiaciuto per il loro stato d’animo. «Come sindaco ho fatto tutto ciò che era possibile – spiega -. La nostra ferma volontà era quella di trasferire tutti gli studenti, e abbiamo lavorato per questo. Ho cercato di dialogare con la Provincia mettendo a loro disposizione l’ex orfanotrofio, salvo poi il diniego della stessa allo spostamento per motivi politici – sottolinea -. Tra ex orfanotrofio e Bezzi c’erano due immobili a disposizione della Provincia di Macerata, per giunta gratuitamente, per sistemare entrambi gli indirizzi, ma non ci è stato concesso. L’amministrazione più di questo non poteva fare».
All’uscita dall’incontro con i ragazzi aggiunge: «
Quelli che a settembre andranno alla Bezzi hanno gli occhi felici, gli altri tristi. Ho cercato di farli stare almeno vicini, se non insieme -. E aggiunge: se ci saranno delle possibilità per loro, in attesa del campus, fosse anche due anni prima, le valuterò. Questa separazione è conseguente alle scelte fatte che hanno condizionato tutto – conclude riferendosi alla Provincia – . Il mio impegno è quello di cercare di avere il campus scolastico nel più breve tempo possibile, ma anche qui è tutto in mano alla Provincia».

 

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