«Serve un modello territoriale integrato
per valorizzare il paesaggio»
CAMERINO - Il Centro studi Luglio ’67 sulle future normative della Regione sulle Dmo (Destination Management Organization): «Così si contribuisce a creare nuove consapevolezze sociali, opportunità di lavoro e orgoglio di appartenenza»

«E’ fondamentale costruire un modello territoriale integrato fondato sulla valorizzazione del paesaggio, dell’identità culturale e del turismo sostenibile». Così il Centro studi Luglio ’67, attraverso il progetto “Sinclinale-Unesco”, interviene nel dibattito relativo alle future normative della Regione sulle Dmo (Destination Management Organization).
«Fin dalla sua costituzione – dicono dal Centro studi formato da soci provenienti dai comuni di Camerino, Castelraimondo, Cerreto d’Esi, Esanatoglia, Fabriano, Gagliole, Matelica e Pioraco – ha posto al centro della propria attività la promozione del territorio in chiave Unesco, con particolare attenzione al “Paesaggio vitivinicolo del Verdicchio di Matelica nella Sinclinale camerte”. Un’area considerata unica per le sue caratteristiche ambientali, geomorfologiche, storiche, culturali e produttive, che rappresentano un patrimonio irripetibile nel panorama nazionale e internazionale».
È attualmente in corso la candidatura al ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste per l’inserimento del “Paesaggio vitivinicolo del Verdicchio di Matelica nella Sinclinale camerte” nel registro nazionale dei paesaggi rurali storici.
Parallelamente, con il supporto scientifico di Università di Camerino, sono stati avviati studi preliminari per candidare la Sinclinale camerte alla rete mondiale dei geoparchi Unesco, che oggi conta 229 siti nel mondo e 12 in Italia. Un percorso che, secondo il centro studi, «potrebbe rappresentare la base per una futura candidatura dei “Paesaggi colturali e culturali della Sinclinale camerte” nella World Heritage List Unesco.
Nel quadro di questo progetto territoriale, il modello integrato degli otto comuni della Sinclinale ha già prodotto strumenti concreti di promozione e valorizzazione, tra cui la mappa interattiva del territorio e i “Menù Sinclinale”, costruiti sulla stagionalità e sulla provenienza locale degli ingredienti. A ciò si affianca la valorizzazione coordinata di siti museali, artistici, storici, archeologici e culturali».
Secondo il centro studi, tale sistema «rappresenta già una forma evoluta di Dmo, capace di aggregare territori omogenei in una visione più ampia e strategica. L’ipotesi progettuale individua infatti un’area vasta che comprende a sud il parco nazionale dei Monti Sibillini, a ovest i comuni di Sefro e Fiuminata, a nord-est il parco di Frasassi e della Gola della Rossa e a nord il parco naturale del Monte Catria. Un sistema territoriale che consentirebbe di superare frammentazioni amministrative e provincialismi, costruendo una governance fondata su paesaggio, comunità, identità, competitività, tradizione e innovazione».
Il Centro Studi Luglio ’67 sottolinea come «questa proposta raccoglie la volontà diffusa di cittadini, istituzioni e operatori economici di valorizzare un territorio definito “un unicum incomparabile”, dove le peculiarità dei singoli comuni si integrano in una rete di paesaggi e patrimoni di eccezionale valore».
«La Regione — conclude il Centro studi — accompagnando il processo di costruzione di una Dmo interistituzionale, contribuisce a creare nuove consapevolezze sociali, opportunità di lavoro e orgoglio di appartenenza. Un patrimonio da custodire e tramandare alle future generazioni attraverso la valorizzazione dei paesaggi, delle colture e delle culture, promuovendo un turismo sostenibile e identitario. L’obiettivo finale è rafforzare la presenza del territorio nei tavoli nazionali e internazionali dedicati alla tutela e valorizzazione dei patrimoni culturali e ambientali, in un momento in cui l’Unesco guarda con crescente attenzione alle aree interne italiane e ai loro modelli di sviluppo sostenibile».