«Liste d’attesa azzerate?
Per tanti l’unica soluzione è il privato»

SANITA' - L'annuncio risale ai tempi della giunta Ceriscioli, si trova anche ora e prevede cinque impegni per ridurre i tempi. Sono stati rispettati? Molti operatori e dirigenti ce la mettono tutta, ma gli ostacoli sono tanti. (L'intervento di Claudio Maria Maffei)

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Claudio Maria Maffei

 

di Claudio Maria Maffei*

Ma la Regione Marche non aveva azzerato le liste di attesa? Dal sito ufficiale della Regione si ricava il proclama che parla di azzeramento delle liste di attesa. Il proclama era dell’ex governatore Luca Ceriscioli, ma è ancora rimasto lì in una pagina in cui si fornisce come contatto l’Agenzia Regionale Sanitaria con il direttore attuale: Armando Marco Gozzini (071 / 806 4122). Se il proclama è stato lasciato lì dovrebbe voler dire che quel che contiene continua a essere vero. 

Vediamo meglio allora gli impegni che sono stati presi da Ceriscioli così che ognuno in base alla sua esperienza potrà verificare quelli che oggi sono rispettati dall’assessore Filippo Saltamartini. Gli impegni della sanità regionale sulle liste di attesa cinque erano e cinque sono rimasti visto che le norme non sono nel frattempo cambiate.

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L’annuncio dell’azzeramento delle liste d’attesa

Il primo: garantire le visite e gli esami nei tempi giusti: quindi a seconda che nella ricetta la priorità data dal medico sia Urgente, Breve, Differibile o Programmata, le prestazioni richieste vanno eseguite all’interno della Area Vasta rispettivamente entro 72 ore, 10 giorni, 30-60 giorni (30 per le visite e 60 per gli esami) e 120 giorni. Secondo: aumentare i posti disponibili nelle agende di prenotazione. Terzo: dare la possibilità al cittadino di monitorare con un semplice clic la disponibilità di posti nelle agende di prenotazione del Cup regionale in base alla prestazione, alla classe di priorità e all’Area vasta. Quarto: garantire al cittadino che chiama al Cup in caso di mancanza di posto la possibilità di entrare in una Lista di garanzia in cui si viene richiamati in modo da garantire un appuntamento nel tempo previsto dalla ricetta. Quinto: assicurare la massima trasparenza a tutto il sistema in modo che il cittadino possa essere aggiornato su come stanno andando le cose e su come muoversi dentro il sistema di prenotazione.

Sicuramente grazie al notevole impulso dato nel suo mandato da Ceriscioli al progetto Liste di attesa, queste prima della pandemia erano state molto diminuite. Poi sono arrivate prima la pandemia e poi la nuova Giunta ed è venuto il momento di rifare il punto. È compito della Regione farlo come è compito della Regione far capire ai cittadini come poter usufruire dei propri diritti. Una cosa è certa: molti cittadini scelgono di ricevere a pagamento la prestazione nelle strutture pubbliche in cui non trovano posto “normalmente”. In alcuni casi lo fanno per poter scegliere il professionista (il che è un diritto e una opportunità per entrambi, cittadino e professionista), ma diverse volte lo fanno perchè è l’unica soluzione.

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Disponibilità oggi per una elettromiografia

Molti operatori e dirigenti ce la stanno mettendo tutta, ma gli ostacoli sono tanti: carenze di personale, strumenti informatici inadeguati, budget ridotti per i privati convenzionati e molti atri ancora.

Comunque il sito per verificare i posti disponibili funziona e vi fa vedere ad esempio che questa mattina alle 7 per una elettromiografia semplice con priorità D nell’Area Vasta 3 non c’è posto, ma si può essere inseriti in una lista di garanzia. Va meglio (poco) per la visita cardiologica con Ecg (vedi Figura 3): due posti a Civitanova e uno a Tolentino. Ma riprovate domani, perché magari i dati domenicali sono poco significativi.

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Posti per una visita cardiologica con Ecg

Io scrivo questi articoli di domenica e ho trovato quindi questa situazione. Il sito è questo: https://serviziweb.asur.marche.it/PNGLA/index.php?act.

Una proposta l’avrei: sperimentare per un periodo di sei mesi l’obbligo per i consiglieri regionali di fare ricorso in caso di bisogno personale o familiare di prestazioni ambulatoriali solo alle strutture pubbliche e solo attraverso il Cup e di fare una segnalazione ufficiale di un eventuale ricorso alternativo alle strutture private o a prestazioni in libera professione. Così magari ci ragionano un po’ meglio sulle liste di attesa.

*Medico, ed ex dirigente sanitario in pensione

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