“Allarme” storni in ospedale,
Parcaroli all’Av3: «Pulizia, usate i falchi»

MACERATA - Gli uccelli sporcano troppo, il problema persiste da circa un mese, inutili gli interventi finora fatti dagli addetti ai lavori. Ora l'ordine del sindaco rivolto alla direzione per intervenire immediatamente. E la soluzione verrà sempre dal cielo
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Storni ieri tra l'ospedale e la stazione di Macerata
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Pulizia all’ospedale questa mattina

di Luca Patrassi

Il sindaco Sandro Parcaroli ha appena firmato un atto con cui ordina alla direttrice dell’Area Vasta 3 dell’Asur «di eseguire frequenti ed approfonditi interventi di ripristino delle condizioni igieniche mediante spazzamento ed asportazione del guano prodotto dai volatili che trovano stabile dimora presso l’area ospedaliera di Macerata e successive disinfezioni». Le proteste vanno avanti da tempo, la situazione dei cortili e delle aree adiacenti all’ospedale è imbarazzante da un mese circa. «La situazione sta diventando insostenibile» segnalano alcuni residenti del quartiere Santa Lucia. Ieri sera sono stati anche filmati storni nella zona tra la stazione e l’ospedale.

Tornando all’ospedale, a causa degli uccelli, il guano abbonda, odori da nausea, situazione igienica precaria: il tutto prodotto da un numero elevato di uccelli migratori posizionatisi sugli alberi dell’area ospedaliera con i problemi che ne derivano agli utenti e agli operatori sanitari. 

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Il sindaco Sandro Parcaroli

Per la verità il personale addetto ha tentato operazioni di pulizia, ma i rapporti di forza sono impari, al pari della capacità di produzione del guano. Insomma, per stare alle parole usate dall’ordinanza e dall’Asur, ci sono problemi di igiene e pericoli per la salute. Quindi che fare? Il sindaco lo ha messo nero su bianco il da farsi immediatamente e lo ha spedito all’indirizzo della direzione Asur.

In attesa della nuova struttura alla Pieve, con immaginati ruscelli interni a rendere migliore la vivibilità, il primo cittadino ha scritto alla direttrice dell’Area vasta, Daniela Corsi, che si deve muovere a tutela del vecchio ospedale. In particolare Parcaroli ha coinvolto gli uffici comunali e provinciali sulla questione.

Secondo i tecnici dell’assessorato di Laura Laviano, l’Ufficio Ambiente e Tutela del Benessere del Comune, il problema deriva da cambiamenti climatici e l’ufficio comunale «valutando la situazione ha evidenziato che gli spostamenti degli storni verso il bacino del Mediterraneo risultano fortemente condizionati dall’andamento delle temperature stagionali, attualmente con medie decisamente superiori rispetto ai valori ordinari, e che pertanto si può ragionevolmente presumere che i volatili resteranno alle nostre latitudini per diverse settimane ancora».

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Storni nella zona della stazione

La Polizia provinciale rileva che «l’attuale disciplina venatoria non contempla un piano di controllo della specie Sturnus vulgaris  ed  ha individuato nel posizionamento di dissuasori acustici e nell’utilizzo di falchi addestrati, condotti da operatori abilitati gli strumenti più opportuni per allontanate i volatili dall’area sensibile». L’ospedale non è zona di caccia, non è che si possa sparare agli storni, ancor meno con i tagli alle attività anche chirurgiche che ci sono stati negli ultimi anni, quindi entreranno in azione – a meno che l’Av3 non voglia contestare l’ordinanza e fare ricorso al Tar – falchi e dissuasori acustici. I falchi “entrano” in ospedale per contrastare la presenza degli storni ed invitarli all’uscita. Partita tutta da vedere (dalle finestre). Intanto si registra, forse per la prima volta, una ordinanza del sindaco che ordina alla direzione di Av3 un’azione nell’area ospedaliera  a tutela della salute pubblica.



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