«La ricostruzione non ha colore politico,
il commissario Legnini resti al suo posto»

L'APPELLO dell'associazione "La terra trema, noi no". Il portavoce Diego Camillozzi: «Meglio non cambiare quello che funziona»
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Diego Camillozzi

 

di Monia Orazi

«Meglio non cambiare quello che funziona, occorre collaborare per la ricostruzione oltre l’appartenenza politica»: è l’appello che lancia l’associazione “La terra trema noi no”, in merito alla presa di posizione del presidente della Regione Marche Acquaroli, che ha chiesto di lasciare in mano alla Regione Marche la ricostruzione, superando la gestione commissariale che fino al prossimo 31 dicembre, sarà portata avanti dal commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini. Spiega Diego Camillozzi: «Rimaniamo un po’ sconcertati dalle recenti affermazioni in merito alla figura del commissario straordinario alla ricostruzione. Abbiamo sempre avuto la sensazione che tra commissario e Regione ci fosse accordo e collaborazione con il fine unico della ricostruzione.

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Il commissario Legnini

Ricostruzione che a nostro avviso non deve avere colore politico, il bene dei nostri territori deve essere super partes. È evidente a tutti che dopo due Commissari che hanno creato più danni del terremoto stesso, il commissario Legnini ha dato un evidente cambio di passo alla ricostruzione e troviamo assurdo e sbagliato voler cambiare ciò che per una volta sta funzionando bene, ancora una volta a scapito della ricostruzione materiale e sociale dei nostri paesi».
Camillozzi sottolinea come il lavoro del commissario abbia portato un significativo cambio di passo:
«Auspichiamo vivamente che questa esternazione sia fine a se stessa e non abbia seguito o che sia mediata in opportuni tavoli di trattativa, che si prosegua il proficuo lavoro impostato dal commissario Legnini con la Regione, l’Usr Marche, i Comuni, noi associazioni e comitati che finalmente abbiamo un affidabile interlocutore attento alle esigenze del territorio e si ritorni a collaborare per il bene collettivo».

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