«Caregiver ancora senza vaccino
e dalla Regione nessuna risposta:
una vergogna marchigiana»

COVID - La denuncia di Manuela Berardinelli di Alzheimer Uniti Italia, sulla mancata programmazione della campagna vaccinale per familiari o badanti che si prendono cura di malati con disabilità, demenza, altre patologie: «Non si può andare avanti così, la gente è disperata». Aveva anche inviato una lettera a Saltamartini e Acquaroli a cui ora l'assessore assicura che risponderà: «Inizieremo a vaccinarli più o meno dal 15 al 23 maggio»
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Manuela Berardinelli

 

di Federica Nardi

«Se mi ammalo io, mia madre chi la guarda?». Questa è una delle tante domande disperate arrivata a Manuela Berardinelli di Alzheimer Uniti Italia. In tutte o quasi viene chiesto perché, nelle Marche, i caregiver ancora non vengono vaccinati. Caregiver: cioè familiari conviventi o meno, badanti conviventi o meno che si prendono cura di malati con disabilità, demenza, altre patologie che richiedono assistenza continuativa.

Si era annunciato urbi et orbi della partenza delle prenotazioni, che in realtà erano solo delle ‘manifestazioni di interesse’ a vaccinarsi, a cui dovevano seguire telefonate per fissare gli appuntamenti. Mai arrivate. Berardinelli ha scritto qualche giorno fa, da presidente dell’associazione, all’assessore Filippo Saltamartini, mettendo in copia anche il governatore Acquaroli, e chiedendo soluzioni reali per dare priorità al popolo di chi si prende cura di disabili, malati di Alzheimer e così via. «Nessuna risposta», dice oggi Berardinelli. E ancora oggi chi telefona al call center che gestisce le prenotazioni «si sente rispondere che le vaccinazioni ai caregiver ancora non sono aperte nelle Marche. E questa è una vergogna», afferma Berardinelli.

Saltamartini su Facebook ha scritto che sono già stati vaccinati oltre mille caregiver. Ma il resto attende. «Come fa a dire che molti l’hanno già ricevuto? – chiede Berardinelli -. Da noi in provincia di Macerata nessuno. Arrivano messaggi che ci dicono che alcuni medici di base, quando avanzano le dosi, le fanno ai familiari caregiver. Ma non si può andare avanti così. Deve esserci un criterio, come è avvenuto per il discorso anagrafico. Fai i caregiver e poi riprendi le fasce d’età. O se ce la fai con i vaccini falli insieme. Ma non è possibile che si pensi già ai 55-60 e i caregiver ancora aspettano. In questa malattia anche un giorno fa la differenza tra la vita e la morte», dice Berardinelli, ricordando la morte della nostra Donatella Donati, che proprio dalle pagine di Cm aveva invocato la possibilità di vaccinarsi in tempo prima di contrarre il Covid e morirne.

«Noi questi giorni non facciamo altro che rispondere a messaggi e telefonate di questo tipo, di gente disperata – prosegue la presidente -. Dopo non ci dobbiamo stupire dei gesti disperati dei familiari, dobbiamo chiederci solo perché le famiglie arrivano a quel punto. Non si possono lasciare così sole le famiglie, già abbandonate durante il lockdown».

Nella lettera senza risposta inviata ad assessore e governatore il 30 aprile, l’associazione chiedeva di evitare «la tragedia nella tragedia», cioè la malattia di chi si prende cura di qualcun altro che rimarrebbe altrimenti senza assistenza. E per fare questo si è proposto di dare precedenza ai caregiver rispetto alla fascia 60-64 (le cui prenotazioni dovrebbero partire, come ha annunciato la Regione, domani alle 12), di non legare la qualifica di caregiver all’indennità di invalidità che per casi come Alzheimer e demenza (specie nelle fasi iniziali) non è facile da ottenere perché la persona alterna momenti di lucidità a momenti di estrema confusione. «Noi proponiamo come soluzione che siano medici di base e neurologi a certificare la situazione. Il caregiver – conclude Berardinelli -, ha bisogno di programmare le uscite proprio perché si occupa h24 della propria persona. E proprio la categoria che più si deve programmare non sa quando sarà vaccinata». 

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Filippo Saltamartini

Interpellato da Cronache, l’assessore Saltamartini risponde: «Gli estremamente vulnerabili sono divisi per relative patologie. Queste persone sono state e vengono vaccinate secondo il criterio della presa in carico, cioè l’ente che ce l’ha in cura. Finora ne abbiamo vaccinati 1.753. Man mano che si presentava la persona a vaccinarsi, abbiamo vaccinato anche chi lo accompagnava come caregiver. Dopo dovevamo procedere alla vaccinazione di tutti, quindi abbiamo aperto una lista di prenotazione in Regione e si sono registrati 15.122 persone autodichiarandosi caregiver. La Regione Marche sulla base della prenotazione ha verificato qual era l’ente che aveva a carico la persona di cui loro dicevano di essere assistenti e li ha distribuiti tra i distretti, medici di famiglia e ospedali della regione. Queste persone lamentano che pur essendosi prenotati non sono stati chiamati. Non sono stati chiamati perché non sono arrivati i vaccini. Avevamo le dosi esclusivamente per fare i richiami. Una volta che ora questi nomi sono stati assegnati, con l’arrivo dei nuovi vaccini previsti per l’inizio della prossima settimana, inizieremo a vaccinarli più o meno dal 15 al 23 maggio». Infine un chiarimento: «La qualifica di caregiver non viene data in base all’indennizzo. Basta l’autodichiarazione. In ogni caso io rispondo sempre al telefono, che sta anche sul sito della Regione. La lettera in ogni caso verrà riscontrata con tutte le risposte richieste».

«Vaccini, prima della fascia 60-65 dare la priorità ai caregiver»

 

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