«Stiamo contattando gli anziani
per posticipare diverse vaccinazioni»
LA DIRETTRICE dell'Area Vasta 3, Daniela Corsi: «Stiamo sentendo le persone che hanno appuntamento tra il 13 marzo e il 5 aprile. Vorremmo trovare una soluzione per poter avere spazi maggiori». L'assessore regionale Filippo Saltamartini: «Arrivate oggi 21mila dosi Pfizer e domani, domani 16.700 di Astrazeneca»
«Non possiamo creare assembramenti al centro vaccinale, per questo stiamo contattando le persone anziane che dovevano sottoporsi al vaccino tra il 13 marzo e il 5 aprile chiedendo loro di posticipare di dieci giorni. Stiamo cercando un posto dove poter fare le vaccinazioni stando più larghi», così la direttrice dell’Area vasta 3, Daniela Corsi che spiega che l’Asur sta contattando le persone che avevano già fissata la data per il vaccino per posticipare la somministrazione del farmaco. Una decisione che questa mattina ha portato diversi figli delle persone anziane a cercare chiarimenti (è il caso di una commerciante di Macerata).
Alcune risposte hanno insospettito, c’è chi si è sentito dire che l’Asur non contattava a casa gli anziani ed era impossibile che spostasse la data delle vaccinazioni. In realtà le telefonate dell’Asur, come spiega Daniela Corsi a Cronache, sono autentiche: «ho comunicato la cosa al sindaco di Macerata, e stiamo informando tutti degli spostamenti». Il problema è appunto che serve trovare uno spazio più adeguato per somministrare le vaccinazioni visto il gran numero di persone. A questo si aggiunge il fatto che c’è carenza di dosi di vaccino.
A proposito di vaccini oggi nelle Marche «sono arrivate 21mila dosi Pfizer e domani è previsto l’arrivo di 16.700 dosi di Astrazeneca», dice l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini.
(redazione CM)
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come le votazioni, scuole o palestre inattive
Prendete in considerazione il cinema Multiplex di Piediripa….
Sabato scorso ho avuto il primo contatto con la ‘strategia vaccinale’ in atto a Macerata, non per me (data l’età, under 70 improduttivo, spero di essere di turno a Natale) ma per una coppia di arzilli vecchietti miei parenti che insieme assommano quasi 180 anni di età. La prenotazione è stata alquanto semplice ma ha dato seguito allo scarico di 8 pagine di modelli (ciascuno naturalmente) da leggere, compilare e firmare. Come spesso accade le informazioni richieste erano ridondanti su più moduli, le firme ‘appena’ 4 e per un 91enne fare 4 firme leggibili non è impresa facile ma ci siamo riusciti.
Il giorno stabilito, appunto sabato 6 marzo, all’ora stabilita, tra le 09.00 e le 10.00, con l’aiuto della assistente domestica ci siamo recati al luogo indicato.
La prima sorpresa è stata vedere una coda di circa 15 persone, regolata con un eliminacode, organizzata all’aperto! Ora sfortuna ha voluto che quel sabato piovigginasse e la temperatura fosse di circa 5 gradi. Sotto un gazebo di tela giusto per ripararsi dalla pioggia abbiamo atteso il nostro turno che è arrivato dopo circa 40 minuti.
Accompagnati dalla assistente domestica i miei vecchietti hanno fatto la vaccinazione per essere poi dirottati in una sala attigua dove passare i 15 minuti di osservazione; la saletta era purtroppo molto piccola per il numero di persone presenti stante la normativa anti-Covid. Nel frattempo qualche addetto di buon senso aveva chiamato un operaio per installare nei gazebo due termoventilatori che forse avrebbero mitigato il clima della zona di attesa ma essendo questa all’aperto il beneficio sarebbe sicuramente stato limitato.
Noi nel frattempo, passati i quindici minuti, abbiamo fatto felicemente ritorno a casa con la prenotazione per la seconda dose tre settimane dopo.
Mi permetto di fare tre considerazioni da vecchio brontolone su questa esperienza relativa al primo contatto con la campagna vaccinale.
La documentazione da leggere e portare compilata dovrebbe essere più snella pena la sua scarsa utilità: quando si chiede di leggere e compilare 8 pagine al massimo l’utente le compila distrattamente perché deve ma raramente le legge con attenzione; e poi che fine farà tutta la modulistica cartacea? Meglio un unico modulo da compilare con i dati minimi essenziali per identificare l’utente e un altro per informarlo sulla vaccinazione chiedendone l’accettazione con una firma (meglio ancora se spediti a casa come promemoria).
Il luogo scelto sembra poco adatto e mi chiedo perché non si è replicata la felice scelta di Villa Potenza dove a suo tempo è stato fatto lo screening di massa (poco di massa e molto poco utile) ma assolutamente ben organizzato; qui gli spazi al chiuso non mancherebbero, i parcheggi sarebbero sempre disponibili. E in ogni caso penso che nel territorio comunale una location migliore di un oratorio posto in un piano sotto strada con poco spazio a disposizione si potrebbe trovare.
E soprattutto bisognerà attivarsi per accelerare le operazioni attivando diversi altri centri di vaccinazione dal momento che nel tempo che ho trascorso al centro vaccini (circa un’ora) ho visto ‘servire’ circa 25 utenti; svolgendosi la vaccinazione dalle 08.00 alle 20.00 di ogni giorno è facile fare il conto di quanto tempo ci potrebbe volere per inoculare solo la prima dose a tutta la popolazione di Macerata. In ogni caso appena arriverà la chiamata per me io sarò di buon grado a disposizione.
mi pare di vivere in un film di Totò!
Il caos imperversa inesorabile
potevamo vincere la guerra, con questi amministratori?