Palestre chiuse per un anno
«Dimenticati da tutti, ci alleniamo
sotto la grandine e a -2 gradi»

CIVITANOVA - L'ultimo decreto ha nuovamente rinviato la ripresa delle attività. Fabrizio Sagripanti di Exe: «I nostri associati ci chiamano e lamentano malanni nuovi, chi aveva smesso di assumere farmaci sta riprendendo, è in aumento l'obesità infantile». Maurizio Petrini di Onlyou: «Ci hanno trattato come parte del problema»
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Un allenamento sotto la grandine

di Laura Boccanera

Erano pronti a tornare a fare corsi e riaccendere cyclette e tapis roulant e invece l’ultimo decreto ha allontanato ancora di due mesi il traguardo. E per quella data sarà un anno esatto che le palestre sono chiuse.

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Fabrizio Sagripanti, palestra Exe e centri Aem

Assieme a bar e ristoranti c’è tutto il mondo del fitness che si è fermato e di cui però si parla poco. «Dal Ministero sembrava che a fine mese potessimo ricominciare ad aprire le palestre e invece è arrivata una doccia gelata. Siamo l’unica categoria che è completamente ferma – commenta Fabrizio Sagripanti titolare della palestra Exe di Civitanova e dei centri A&M – per noi non valgono i colori delle zone o aperture orarie come per altri. Già poter aprire pur con restrizioni e poche persone farebbe la differenza. Abbiamo clienti disposti ad allenarsi all’aperto alle 6.30 del mattino con temperature di meno 2 gradi come è capitato la scorsa settimana. La palestra tiene un registro di chi entra ed esce, misuriamo la temperatura, ci sono più controlli che altrove. Eppure delle palestre nessuno parla. Abbiamo vissuto 7 mesi e mezzo di chiusura totale e la nostra è una macchina che non è semplice rimettere in moto fra abbonamenti e recuperi. I nostri associati ci chiamano e lamentano malanni nuovi, chi aveva smesso di assumere farmaci sta riprendendo, è in aumento l’obesità infantile. Se non ora, in un futuro molto prossimo saremo chiamati a fare i conti con tutto questo. Per non rimanere completamente fermi abbiamo deciso anche di continuare ad offrire gratuitamente a tutti, anche a chi non è iscritto nella nostra palestra le lezioni online con un calendario giornaliero sulla pagina pubblica di Exe. E’ un modo anche per far lavorare tutti i ragazzi che sono con noi. Speriamo almeno di poter dare occasioni di movimento e prevenzione della salute».

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Maurizio Petrini – Onlyou

Gli unici centri aperti sono i punti A&M che si trovano all’interno di strutture sanitarie: «In quel caso la legge permette lo svolgimento dell’attività fisica in quanto legata alla salute – conclude Sagripanti – ma è un discorso che dovrebbe valere per tutti».

Il motivo del poco clamore mediatico è dato invece secondo Maurizio Petrini dalla mancanza di unione nella categoria: «non riusciamo a parlare con una singola voce a livello nazionale e locale – afferma il titolare di Onlyou – ci occupiamo di prevenzione della salute perché fare movimento e avere uno stile di vita attivo significa stare meglio, invece ci hanno trattato come parte del problema. Abbiamo ricevuto ristori e contributi, ma in un anno è veramente pochissimo. Noi abbiamo un dipendente a cui in questa seconda fase non è stata erogata la cassa integrazione ancora». Mesi duri e incerti e l’apertura estiva ha consentito solo in parte di rifarsi delle perdite. Andrea Maiolino è il titolare della Gym First e secondo lui ci vorranno ancora molti mesi prima di tornare alla normalità: «dopo il lockdown duro di marzo e aprile alla riapertura, a maggio, c’è stato un effetto molla e i nostri clienti sono tornati ad allenarsi e abbiamo anche avuto nuove iscrizioni – afferma – in parte siamo riusciti a coprire le spese, ma poi fra l’estate e il nuovo stop si è ripartiti da capo.

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Andrea Maiolino -Gym First

In primavera se ci faranno riaprire la differenza la farà chi riuscirà a proporre soluzioni e piani efficaci perché è già successo che dopo il lockdown molti hanno recuperato i mesi persi, poi hanno magari sospeso gli allenamenti in estate e detto: “a settembre vediamo come va” senza rinnovare gli abbonamenti. Si naviga a vista, anche perché non si hanno precedenti nella storia di ragionamenti e situazioni simili e non possiamo prevedere cosa farà la gente. Certo che molto dipenderà anche dal vaccino e in che modo darà soluzione al problema». La situazione va un po’ meglio all’Energym, sempre a Civitanova, all’estremità nord. Sebbene la palestra sia chiusa la struttura è un centro sportivo e ha la possibilità di gestire due campi da paddle e fare lezioni all’aperto. «Nel dpcm per le strutture come le nostre viene data la possibilità agli atleti tesserati di effettuare allenamenti in piccoli gruppi per cui non ci siamo fermati del tutto – spiega Matteo Cannone socio e presidente della ssd – abbiamo continuato a proporre corsi per piccoli gruppi e il padel che è uno sport individuale. Ma attualmente solo il 10% dei nostri iscritti è un utente attivo, per il resto abbiamo continuato a proporre lezioni online come durante il lockdown, ma come forma di allenamento ormai viaggia su un binario parallelo. Quello che fai in palestra non può essere sostituito dal corpo libero. Le palestre continuano ad essere viste come un problema, ma non è così, andrebbero rivisti i criteri con la possibilità di allenamenti ridotti per numero, ma con le palestre comunque aperte. Ad oggi invece non sappiamo neanche quando riapriremo».

 

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Matteo Cannone – Energym

 

 

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