(Video) «I nuovi casi si stanno riducendo
e si sta vaccinando bene,
ma il carico sugli ospedali è ancora forte»

L'ESPERTO - Il medico Claudio Maria Maffei analizza i quattro dati di riferimento sulla situazione pandemica nelle Marche degli ultimi giorni
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L'intervento di Claudio Maria Maffei

 

Claudio Maria Maffei, medico e direttore sanitario in pensione, commenta i dati di oggi relativi a nuovi casi, ricoveri e decessi nelle Marche relativi alla pandemia da Coronavius. Un intervento che punta a chiarificare soprattutto come leggere i dati, da cui dipendono anche le decisioni sulla zona di rischio (attualmente le Marche sono in zona arancione). 

«Ogni giorno la Regione Marche verso le 15 ci dà nella sua “scheda gialla” i dati aggiornati alle ore 12. I dati che dobbiamo andare a guardare sono quattro – spiega Maffei -. Il primo: i nuovi casi e cioè i soggetti risultati positivi al tampone molecolare (oggi 359). Il secondo: i ricoverati in terapia intensiva (oggi 85). Il terzo: i ricoverati totali (oggi 672). E infine il quarto: i decessi (ieri 15). Ci sono molti altri dati, ma questi ci consentono una rapida lettura di come stanno andando le cose. Ad esempio c’è il numero totale di tamponi esaminati, distinto a seconda che siano eseguiti nel cosiddetto percorso diagnosi (che riguarda persone mai risultate infette) oppure nei soggetti ricontrollati a vario titolo. Lasciamoli perdere e accontentiamoci di conoscere il dato sui nuovi positivi. Adesso dobbiamo dare un senso a quei dati per capire se sono in aumento o in diminuzione oppure se vanno “peggio” o “meglio” rispetto ad altre realtà oppure se creano difficoltà alla rete ospedaliera».

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Claudio Maria Maffei

Maffei spiega quindi come capire le linee di tendenza:  «Dal martedì scorso i ricoveri in terapia intensiva sono leggermente aumentati (da 79 a 85) come pure i ricoveri totali (da 667 a 672). I nuovi casi sono scesi passando da 499 a 359, ma sono anche scesi molto i soggetti esaminati (da 3514 a 2481). E rispetto alle altre realtà come andiamo? Per rispondere a questa domanda si può andare nel sito del dottor Spada che ci fornisce delle elaborazioni fatte sui dati di ieri, ma da ieri le cose sono cambiate pochissimo e quindi le sue elaborazioni ci aiutano comunque molto. Nelle sue elaborazioni, come frequenza di nuovi casi nell’ultima settimana eravamo ieri al settimo posto in Italia, mentre con i dati del giorno eravamo al terzo posto come frequenza di ricoveri in terapia intensiva e al nono come totale dei ricoveri. Come decessi nell’ultima settimana ieri eravamo all’ottavo posto. In tutti questi indicatori un mese fa eravamo in una posizione migliore specie per i ricoveri in terapia intensiva».

Prosegue Maffei: «Invece dal sito dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) ricaviamo che ieri avevamo il 38% dei posti letto di terapia intensiva e il 50% dei posti letto di area medica occupati da pazienti Covid, quando i limiti fissati dal Ministero sono rispettivamente del 30 e del 40%. Che interpretazione si può dare di questi dati? La parte mezza piena del bicchiere è che i nuovi casi si stanno riducendo e che si sta vaccinando bene. La parte mezza vuota è che il carico sugli ospedali è ancora forte e questo influenza la classificazione ministeriale in fasce di rischio e soprattutto grava su operatori affaticati e spesso sotto organico. Che conseguenze dare a questi dati a livello di comportamenti individuali? Una sola: rispettiamo le regole e facciamole rispettare», conclude Maffei.

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