Salvini e Meloni sulle scuole:
«Marche operano meglio del Governo»
L’Anci chiede test rapidi, Casini è critica

RIENTRO IN CLASSE - In vista del possibile ritorno in aula dei ragazzi delle superiori, i leader di Lega e Fratelli d'Italia promuovono l'operato della giunta Acquaroli. Valeria Mancinelli, presidente dell'associazione dei comuni, chiede controlli periodici ai ragazzi. La ex vicepresidente della Regione attacca: «Giunta disorganizzata»
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Matteo Salvini

 

Scuole, Matteo Salvini e Giorgia Meloni sulle azioni della Regione: «meglio le Marche del governo». L’Anci chiede test rapidi negli istituti e l’ex vicepresidente della Regione, Anna Casini (Pd) attacca: «ritardi e inadeguatezza della giunta Acquaroli». Reazioni che nascono dall’annuncio fatto ieri dal governatore Francesco Acquaroli sui provvedimenti legati alla riapertura delle superiori. Il presidente regionale pensa ad un ritorno in classe da lunedì e al 50% in presenza. Ma dipenderà dal vertice, fissato per domani, con l’assessore all’istruzione Giorgia Latini e le varie componenti del fronte scuola. Intanto Salvini, leader della Lega, ha commentato: «Scuole più sicure e aerate, acquisto di impianti per la purificazione dell’aria, fondi alle famiglie per acquistare strumenti informatici. Mentre il governo pensa ai banchi a rotelle, la Regione Marche – con l’assessore all’Istruzione della Lega – risponde con i fatti. Orgogliosi dei nostri amministratori locali, che sono felici di lasciare Roma per lavorare sul territorio come sta facendo Giorgia Latini».

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Giorgia Meloni

Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia sottolinea come la Regione abbia risposto «con efficacia a problemi creati dall’inadeguatezza del Governo. La Regione interviene dove il Governo è incapace di arrivare e stanzia oltre 10 milioni di euro per il ritorno in classe in sicurezza degli studenti. Fondi che serviranno per dotare le classi di sanificatori e impianti di ventilazione per il ricambio dell’aria, per rimborsare gli abbonamenti ai trasporti pubblici non usufruiti dagli studenti in Dad – scrive Giorgia Meloni -, per erogare alle famiglie contributi per l’acquisto di strumentazione tecnologica e per sostenere le aziende di trasporto nelle tratte scolastiche. Anche questa volta il centrodestra, grazie agli assessori di Fratelli d’Italia Castelli e Baldelli, dimostra concretezza e responsabilità, rispondendo con efficacia ai problemi creati su trasporto pubblicò e edilizia scolastica dall’inadeguatezza del Governo centrale».

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Valeria Mancinelli

«Servono test rapidi agli studenti, svolti in modo ripetuto e sino alla fine dell’anno scolastico» chiede l’Anci Marche alla Regione in vista del ritorno in classe per gli studenti delle scuole superiori. Valeria Mancinelli, presidente dell’Anci, spiega che l’associazione da lei guidata ha scritto ad Acquaroli chiedendo l’impiego di test rapidi agli studenti con l’utilizzo del materiale sanitario già acquistato e nella disponibilità delle strutture sanitarie regionali per lo screening di massa della popolazione. «In tal modo – scrive Mancinelli – con esami di questo tipo ripetuti nel corso del tempo e fino alla conclusione dell’anno scolastico, si potrebbe garantire maggior sorveglianza e serenità agli studenti, agli insegnanti e al personale Ata che quotidianamente frequentano gli istituti di istruzione. Auspicando l’attuazione di questo programma, i Comuni si renderanno disponibili a collaborare».

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Anna Casini

Sulla questione dei test rapidi, interviene anche Anna Casini, consigliere regionale del Pd ed ex vicepresidente della Regione: «Assistiamo in queste ore a un imbarazzante teatrino su uno degli argomenti che più sta a cuore a moltissime famiglie: il rientro a scuola in sicurezza» dice Casini. Il consigliere sottolinea che «Solo pochi giorni fa la proposta avanzata dal Pd di effettuare tamponi rapidi nei pressi dei plessi scolastici veniva bollata dalla maggioranza come inaccettabile e come mera speculazione politica, oggi invece Acquaroli e i suoi si ravvedono e, tentando un cambio di rotta, decidono di far fare i tamponi – però solo nell’ambito dello screening di massa che come è noto è ormai ultimato. Una presa in giro da parte della Giunta, che forse non sa che la stragrande maggioranza degli studenti delle scuole secondarie è composta da minorenni e ignora le loro difficoltà, quelle dei genitori e del personale scolastico che dovrebbero girare le Marche come trottole. Diventa difficile immaginare una corsa al tampone dei 77mila studenti nei pochi punti rimasti operativi e lontani dai centri più popolosi». Casini continua ritenendo la necessità che i test rapidi vengano svolti nelle scuole superiori. «È poi annunciato con tono trionfalistico l’utilizzo di 3 milioni di euro per il ricambio dell’aria nelle scuole: una cifra irrisoria per le 1.200 scuole delle Marche che quindi non può rispondere al fabbisogno regionale, stanziato con 4 mesi di ritardo sulla tabella di marcia e che diventerà operativo se tutto andrà bene il prossimo anno».

Infine conclude: «la famosa delibera di Acquaroli che datava la riapertura delle scuole al primo febbraio venne emanata quando la regione era in zona gialla. Da quel momento non è stato fatto nulla, solo l’annuncio dello “screening” e degli impianti di aerazione con la solita disorganizzazione e l’istituzione di un tavolo programmato per domani (20 gennaio), dopo settimane di silenzio e a 5 giorni dalla millantata apertura».

 

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