Menghi: «Spreco di soldi in falsa accoglienza
poi pensioni da fame a invalidi e disabili»

MARCHE 2020 - La ex sindaco ieri in piazza Cesare Battisti ha esposto il suo programma: «Dopo 30 anni di consiglio comunale mi propongo di portare in Regione le istanze della mia città e del suo territorio. Mi batterò per una sanità basata sulle competenze». Su Maccioni: «Se ne sarà andato perché stanco di operare in una sanità feudo del Pd?». Presente il candidato sindaco Sandro Parcaroli: Siamo il team del cambiamento”. Simpatico siparietto gastronomico: offerto “Ricotta gelato” preparato dall’artigiano gelatiere Alceo Taruschio
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Anna Menghi ieri pomeriggio in piazza Cesare Battisti a Macerata

 

«Per rilanciare Macerata, per difendere i più deboli, per promuovere il nostro territorio, per dare finalmente alla nostra città il protagonismo che merita, per una sanità efficiente, competente ed equa». Queste sono le linee di azione che Anna Menghi ha esposto ieri pomeriggio nel suo incontro elettorale con i maceratesi in piazza Cesare Battisti dove anche il candidato sindaco del centrodestra Sandro Parcaroli ha portato un contributo al dibattito. «Siamo – ha sottolineato Parcaroli – il team del cambiamento. Io come Sindaco, Anna come consigliere regionale; abbiamo il desiderio comune e il proposito di ridare a questa città una voce potente che costruisca uno sviluppo equilibrato e un futuro certo dove nessuno sia lasciato indietro». E proprio la difesa degli “ultimi e dei fragili”, dei disabili come degli anziani, come dei bambini e delle famiglie e quelle in maggiore difficoltà per prime è l’impegno principale di Anna Memghi. «Non è pensabile che si spendano milioni e milioni per politiche cosiddette sociali e poi non ci sia un’assistenza diffusa sul territorio, non è pensabile che si continuino a dare pensioni da fame agli invalidi civili, ai disabili che la stessa Corte Costituzionale ha bocciato come illegittime e si sprechino risorse in politiche di falsa accoglienza. Non è pensabile che si vada avanti a gestire e governare le città con la totale dimenticanza degli ultimi». Anna Menghi – stimolata dal giornalista Calo Cambi – ha ricordato «dopo 30 anni di consiglio comunale corro per la Regione perché è di tutta evidenza che è ormai dalla Regione che passa gran parte delle scelte che determinano il futuro delle città e dei territori, basta pensare ai fondi europei che passano attraverso la Regione. Sono impegnata a portare in Regione la mia esperienza amministrativa per amplificare la voce di Macerata, dei nostri territori, della nostra gente».

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All’incontro ha partecipato il giornalista Carlo Cambi

Anna Menghi che è stata sindaco di Macerata ha ripercorso il progressivo «scivolamento della nostra città verso un degrado annunciato» che è in parallelo con quello delle Marche «che sono diventate una regione in sottosviluppo» per il malgoverno del centrosinistra in città e palazzo Raffaello. Ha ripetuto Anna Menghi che è candidata al consiglio regionale nella lista della Lega che sostiene Francesco Acquaroli presidente: «Da quando faccio politica e la faccio in spirito di servizio ho sempre pensato che le Marche siano la sintesi dell’Italia e che Macerata sia la sintesi dell’Italia: ciò che accade qui accade poi in Italia. Ed ecco che il cambiamento che possiamo tutti insieme produrre qui diventa il cambiamento della Regione e forse una nuova prospettiva per il Paese. Per questo il mio impegno passa dal contesto di Macerata a quello della Regione ma sempre con la stessa trasparenza, con la stessa determinazione, con lo stesso desiderio di verità».
Uno dei temi che Anna Menghi ha affrontato – e che è centrale nella sua iniziativa politica – è stato quello della sanità. «Ci promettono il famoso ospedale unico, e intanto lasciamo morire i presidi nel territorio, ci promettono meraviglie e intanto il Cup non funziona, ci promettono distanza dal privato e intanto non sono capaci di dare indirizzi al privato perché sia di supporto alla sanità pubblica. Io mi batterò in regione – ha scandito Anna Menghi – perché la sanità sia liberata dalla politica, perché si smetta di fare i concorsi per i primari dove vince non chi ha più meriti e capacità, ma chi fa più comodo. L’esempio ce lo ha dato Maurizio Mangialardi il candidato del Pd che peraltro non ha ricandidato Luca Ceriscioli che si è tenuto per cinque anni le deleghe alla sanità e al sociale forse perché consapevole del fallimento totale della sanità nelle Marche. Bene Mangialardi ha detto che il direttore dell’Area Vasta 3, quella di Macerata, è uno scarto e che l’Umbria si è presa. Ma come? Fino a ieri era l’uomo del Pd era quello che ha consentito per ordine di partito che si assumessero chirurghi che non sanno operare e improvvisamente diventa uno scarto? Non sarà che Alessandro Maccioni se ne è andato proprio perché era stanco di operare in una sanità feudo del partito? Mi batterò perché tutto questo cessi, perché non si usi più la sanità come strumento di consenso. Mi batterò perché venga rafforzata la medicina territoriale, perché i medici tornino protagonisti delle scelte terapeutiche e cliniche e perché si faccia una medicina che ha al centro la persona, per curare le malattie bisogna prendersi cura degli uomini e bisogna fare in modo che l’ospedale sia l’ultima ratio. Questo vale per tute le patologie, vale soprattutto per gli anziani che devono avere un’assistenza familiare diffusa e competente. C’è un esempio che ci aiuta a capire come la sanità sia stata sgovernata, sia diventata preda dell’appetito dei partiti di, mi auguro ex dopo il 20 e 21 settembre, maggioranza. A Macerata avevamo un reparto di infettivologia intitolato a quel grande uomo e immenso medico che è stato Carlo Urbani che era un’eccellenza assoluta. AnnaMenghi_FF-3-325x217Lo hanno chiuso cancellando anche l’eredità etica e scientifica di Urbani. Salvo poi accorgersi durante il Covid che era un reparto modello perché isolato dal resto del nosocomio, perché progettato con competenza. Ecco io voglio tornare a una sanità basata sulle competenze e che abbia una diffusione omogenea sul territorio dove il pubblico detta le linee programmatiche e il privato se c’è e quando esprime qualità sia di supporto all’assistenza pubblica. E’ questo il giusto equilibro, non deve più accadere che un malato oncologico che si fa curare dal suo medico di fiducia poi si vede di fatto negati gli esami diagnostici semplicemente perché non è un “cliente” di quella struttura. E’ inaccettabile». La grinta di Anna Menghi si è poi appuntata sulla necessità di rilanciare i territori interni, di sanare le piaghe di una ricostruzione mai partita, di rilanciare le università e le vere politiche per i giovani. «Ho tra le mie priorità anche le politiche culturali che devono essere promozione d’ingegno, occasione di professione ed evento creativo per i nostri giovani. E’ l’ora di farla finita con al cultura serbatoio di clientele». L’incontro tra Anna Menghi e la città era cominciato con un simpatico siparietto gastronomico. Anna Menghi che è candidata al consiglio regionale nella lista della Lega a sostegno di Francesco Acquaroli ha fatto un “gemellaggio” per l’occasione con un candidato al consiglio comunale di Macerata nella lista di Parcaroli Sindaco: Alceo Taruschio. Lui è un ottimo artigiano gelatiere ed ha proposto come “aperitivo” un “Ricotta gelato” fatto con ricotta, cioccolato e noci. «Un ottimo dolce – ha commentato Anna Menghi – in attesa di gustarci la vittoria».

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