“Ai ciclisti che entrano
distruggeremo la bicicletta”
Cartello provocatorio al cantiere
TOLENTINO - L'avviso è apparso sulla provinciale 125. L'ha apposto Roberto Mercuri, responsabile della sicurezza: «Da giorni mi trovo a litigare con ciclisti che entrano mettendo a rischio la loro sicurezza»

Il perentorio avviso all’inizio del cantiere
di Francesca Marsili
“Ai ciclisti che si avventurano nel cantiere verrà distrutta la bicicletta. Non è una minaccia, è una promessa”. E’ dovuto ricorrere a un avviso scritto e una dose di ironia Roberto Mercuri, responsabile della sicurezza del cantiere per il rifacimento del corpo stradale lungo la provinciale 125 “Tolentino – Abbadia”. Nonostante il cartello indichi la chiusura del tratto di strada: «Da giorni mi trovo a litigare con ciclisti che entrano nel cantiere mettendo a rischio la loro sicurezza». Mercuri è indignato perché il rischio grava anche sulle spalle: «Se succede qualcosa la responsabilità è mia, e questo non è rispetto».

Roberto Mercuri
Nel cantiere, commissionato dalla Provincia e aperto il 9 marzo, operano grandi ruspe, escavatori e autocarri. I lavori in corso sono per il rifacimento del corpo stradale al chilometro 3+400 della strada provinciale che da Tolentino porta all’Abbadia di Fiastra.
L’accesso è consentito solo agli addetti ai lavori, ma alcuni irriducibili sui pedali da giorni ignorano il divieto. E per chi di quel cantiere è responsabile a livello penale, questa non è una gara.

Stanco di richiami verbali, il geometra si è affidato ad un cartello stampato e posizionato sulla rete arancione, nella speranza di dissuadere i ciclisti ad entrare e soprattutto evitare che un’imprudenza individuale si trasformi in qualcosa di pericoloso e in un calvario giudiziario per chi, in quel cantiere, sta solo cercando di lavorare.
«La sicurezza sul lavoro è un obbligo di legge – conclude -. Entrare in un’area dove si muovono mezzi meccanici pesanti è un atto di profonda mancanza di rispetto verso chi opera sulla strada». Mercuri ha messo le cose in chiaro. Ora sta ai ciclisti decidere se vale la pena rischiare la bici.

la cronica allergia degli italiani al rispetto delle regole….
I decerebrati abbondano tra: pedoni, ciclisti, guidatori di monopattini ,motociclisti, automobilisti, camionisti ed autisti di autobus. È evidente che chi è in cima alla classifica è anche il più fragile,in caso di incidente paga sempre a prescindere se l’ errore è proprio o di un’ altro utente.
Se avesse messo questa sua foto accanto all avvertimento sarebbe stato ancora più efficace. Io comunque sono d’accordo con lui. E i ciclisti che incontro io quanto sono in giro, sono sempre indisciplinati e molesti
Ecco fatto il mito del geometra forte.
Spiegare un divieto e convincere a rispettarlo per il bene comune invece che minacciare e ottenere un rispetto dello stesso per paura. Sono due visioni efficaci, ma ci portano a società differenti.
Nel primo caso si è autorevoli, nel secondo autoritari.
Dall’altra parte: un’utenza rilassata e consapevole, che partecipa vs una arrabbiata, inconsapevole e non collaborante.
Ultimamente si scelgono toni pesanti, umilianti (per chi li riceve e soprattutto per chi li usa) che generano una società astiosa, che urla senza senso e litiga.
Fatica sprecata e tempo tolto al vivere bene.
E’ sufficiente adottare tutte le misure per delimitare il cantiere. Quel cartello quindi è inappropriato, non legale.
pensa se una risorsa passasse in bici ! Il magistrato gli farebbe vendere un’escavatore per risarcimento in cambio di una bicicletta da 20 € rotta ! (sarcasmo)