Piano d’emergenza per il medico:
Uca, massimali e nuovo ambulatorio.
Dall’Umbria si propone un camice bianco

TOLENTINO - Le strategie per far fronte a duemila persone rimaste senza medico di famiglia. Primo fronte: le Unità di continuità assistenziale. Il sindaco Mauro Sclavi: «Garantiranno le visite domiciliari, le ricette, le impegnative e i certificati Inps e Inail». Attesa per la pubblicazione della zona carente (scadrà il 27 maggio): si sapranno i candidati e avverrà l’assegnazione formale

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Da sinistra: Stefano Gobbi e Andrea Mosca, coordinatore dei medici di medicina generale di Tolentino

di Francesca Marsili

Si lavora per varare il piano d’emergenza per garantire ai duemila cittadini di Tolentino senza medico di famiglia l’assistenza primaria. Summit questa mattina in Comune. Al tavolo i medici di base, il sindaco Mauro Sclavi e il sottosegretario alla Giunta regionale Silvia Luconi, arrivata con una notizia: «Un medico umbro ha manifestato la volontà di venire a lavorare a Tolentino. L’ho sentito stamattina e l’ho subito messo in contatto con il dg dell’Ast Alessandro Marini per gli eventuali passaggi formali, nell’attesa che arrivi un nuovo medico a fine anno».

Oro colato in tempi di penuria di camici bianchi. Cinque i medici di base che mancano all’appello a Tolentino. Sabato scorso all’anagrafe del Distretto si è sfiorata la rissa per accaparrarsi un medico di base, con cittadini in fila dalle 5 di mattina dopo che un medico ha innalzato il massimale.

Quattro i punti dell’azione: impiego delle Unità di continuità assistenziale per le visite domiciliari, innalzamento dei massimali per i medici attivi, copertura accelerata della zona carente e nuovo ambulatorio straordinario diurno alla Cittadella sanitaria.

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Mauro Sclavi e Silvia Luconi

Il punto di partenza dell’azione è un deficit di medici di base: duemila i pazienti sprovvisti a Tolentino dopo il pensionamento di Daniele Domizi e l’uscita di Marco Pezzanesi per seguire un’altra specialità. Quello che si sta elaborando è un piano di intervento urgente e transitorio in attesa che a seguito della pubblicazione della zona carente, che scadrà il 27 maggio, si sapranno i candidati e avverrà l’assegnazione formale del nuovo medico di base che assorbirà i pazienti attualmente senza.

«I medici di base oggi hanno chiesto che i pazienti che in questo momento sono senza medico di famiglia – ha spiegato Sclavi – debbano essere messi al sicuro». La strategia dell’Ast per rispondere a questa necessità, è quella di mettere in campo i medici Uca, Unità di continuità assistenziale. «Hanno le stesse professionalità del medico di medicina generale – ha precisato Sclavi -. Garantiranno le visite domiciliari, le ricette, le impegnative e i certificati Inps e Inail». Saranno presenti in un locale vicino al Punto di primo intervento alla Cittadella sanitaria. Per quanto riguarda l’innalzamento dei massimali, con un ulteriore sforzo tutti i medici di base di Tolentino hanno accettato la richiesta, passando da 1.500 a 1.800 assistiti a testa. Prevista anche l’attivazione di un ambulatorio straordinario diurno sempre nella Cittadella sanitaria, un presidio fisico attivo dalle 8 alle 20 per visite e prescrizioni.

«Stiamo facendo un lavoro corale – ha concluso il primo cittadino – abbiamo già in programma un prossimo incontro con il direttore generale dell’Ast Alessandro Marini».

Al tavolo anche il sottosegretario Silvia Luconi, che ha precisato: «Pur non essendo l’assessore alla Sanità e senza voler fare fughe in avanti, sono rappresentante di un territorio ben preciso e non mi posso nè tantomeno mi voglio girare dall’altra parte». La consigliera regionale di Fdi, dice di avere un pensiero ben preciso sulla gestione a monte, «ma in questa fase della discussione non reputo utile parlarne, piuttosto ritengo utile darmi da fare per dare una mano fino a dove posso io». Sebbene su posizioni antitetiche, «sono in contatto costante con il sindaco Sclavi per risolvere quanto prima la situazione: in gioco c’è la salute dei cittadini e abbiamo il dovere di collaborare. Ho avuto inoltre l’aiuto di tanti amici medici che mi hanno consigliata – prosegue – e li ringrazio pubblicamente, così come coloro che hanno accettato di prendere ulteriori mutuati».

A margine dell’incontro il sottosegretario ha concluso: «Dobbiamo iniziare a lavorare affinché i servizi che imbastiamo oggi non siano solo delle soluzioni tampone, ma costruiscano la struttura sanitaria di domani: l’ospedale di comunità. Con queste iniziative Tolentino anticipa concretamente l’attivazione delle attività previste per il futuro modello di Casa della comunità. Il risultato è una rete sanitaria completa che da questa fase transitoria esce più interconnessa e più vicina al cittadino. Ringrazio Stefano Gobbi, che ha seguito tutte le fasi cruciali di questi giorni adoperandosi con i giovani medici affinché potessero scegliere la nostra città. Così come il dottor Andrea Mosca per aver fatto da raccordo con tutta la rete dei medici di medicina generale, mettendosi a disposizione e lavorano concretamente insieme alle istituzioni, tutti i medici che hanno preso parte all’incontro e l’Ast».

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