Plasma nella spazzatura,
Acquaroli difende Calcinaro:
«Sfiducia non esiste»
MARCHE – Il governatore ribadisce sostegno all’assessore alla sanità dopo le sacche gettate. Verifiche in corso per accertare cause, eventuali errori e garantire trasparenza nel sistema

Da sinistra: Paolo Calcinaro, assessore regionale alla sanità, e Antonio Draisci direttore del Dipartimento Salute
di Gino Bove
Non è solo una polemica sanitaria, ma una ferita che tocca fiducia e credibilità. Dopo il caso del plasma inutilizzato e finito al centro delle cronache, il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, rompe il silenzio e rilancia: la fiducia all’assessore alla sanità Paolo Calcinaro resta intatta. Ma insieme annuncia una linea netta: fare chiarezza, senza scorciatoie né processi sommari.
«È necessario ricostruire i fatti in modo oggettivo, capire se ci sono state attività non portate a termine, le cause e le eventuali responsabilità, a qualsiasi livello», spiega Acquaroli. Parole che arrivano in un contesto delicato: nelle Marche il sistema sangue è considerato un’eccellenza, con una forte presenza dell’associazionismo e una tradizione consolidata di donazione. «Il fatto è grave e inaccettabile, ma quello che fa Avis è un patrimonio enorme che ci rende orgogliosi», aggiunge il presidente. «Dobbiamo tutelare il lavoro dei volontari, la generosità dei donatori e la credibilità delle istituzioni. Se ci sono stati errori, vanno individuati».

Il governatore Francesco Acquaroli
Il nodo politico però è un altro: la posizione dell’assessore. E su questo Acquaroli è netto. «Bisogna distinguere tra indirizzo e controllo e gestione», chiarisce. «La gestione è delle strutture sanitarie, l’indirizzo spetta alla politica». Poi aggiunge: «È possibile che una giunta, un assessore o un presidente possano raccomandare azioni come quelle riportate sui giornali? Io tenderei a escluderlo». Da qui la conclusione: «La cosiddetta sfiducia all’assessore Calcinaro non esiste».
Al centro ora c’è la commissione di verifica, chiamata a fare luce entro circa 30 giorni. «È una questione tecnica e la commissione deve essere lasciata lavorare con serietà», insiste Acquaroli. «Solo quando la relazione sarà completa potremo leggere i risultati e capire cosa è successo».
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Giallo sacche di plasma, varata dalla Regione la commissione di verifica
«Sacche di plasma buttate? Estranei all’Officina trasfusionale. Sempre operato con responsabilità»
«Sacche di plasma buttate, donatori e solidarietà devono essere salvaguardati»
Si può utilizzare il vecchio refrain ” È colpa di quello che c’era prima”, tanto Saltamartini non se la prenderà a male.
Belle ed importanti le parole di inizio dell’articolo. Da donatore auspico che venga fatta piena luce e soprattutto il servizio sia organizzato al meglio.
A mio parere le gravi mancanze sono due, la prima chi gestisce l’organismo avrebbe dovuto chiedere aiuto prima del disastro, la seconda, più grave, le istituzioni preposte sono venute a conoscenza dei fatti dai media. Nella gestione della donazione la “privacy” della sacca e del Donatore sono le cose più importanti, la pubblicazione dei codici certifica la evidente volontà di fare danni, a chi? Forse al Sistema Sanitario Regionale??? Motivo???