Contagi, i sindaci in rivolta
«Non ci informano»
Borrelli frena: «Bollettino necessario»

ISTITUZIONI - Da ieri la Prefettura ha smesso, dopo tre giorni, di inviare la comunicazione giornaliera alle Amministrazioni. Il primo cittadino di Castelraimondo Renzo Marinelli lancia un appello perchè venga ripristinato. Massimo Baldini di Matelica: «Non vogliamo esibirlo nella pubblica piazza ma dare sicurezze ai residenti». Il Capo della protezione civile scrive alle Regioni

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Il capo dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli

 

Informazioni ai sindaci di nuovo in corto circuito. Sono passati appena tre giorni da quando la Prefettura, dopo le proteste di alcuni aveva iniziato a dare informazioni giornalieri ai primi cittadini, massima autorità sanitaria comunale, riguardo i contagiati e gli isolati. Da ieri non avviene più. Dalla parte dei sindaci il Capo della protezione civile Angelo Borrelli che ha diramato una circolare ai presidenti di Regione: «Nel precisare che l’inoltro dei dati personali ai Comuni è necessario per garantire la doverosa assistenza alla popolazione, si ribadisce quanto alla modalità di trasmissione della comunicazione, la possibilità per le Regioni e province autonome, di provvedere direttamente all’inoltro dei dati ovvero indirettamente per il tramite della prefettura territorialmente competente».

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Renzo Marinelli, sindaco di Castelraimondo

Già ieri in serata il mancato arrivo del bollettino era stato fatto presente Mauro Romoli, il sindaco di Pollenza con una comunicazione social ai cittadini. Oggi arriva l’appello del sindaco di Castelraimondo Renzo Marinelli. «Da ieri, su indicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la prefettura ha sospeso l’invio ai sindaci dei file contenenti l’elenco degli assistiti in quarantena preventiva per Covid19 nel rispettivo Comune. Avevamo chiesto, e ci era stato accordato solo tre giorni fa, di conoscere l’elenco delle persone assistite dall’Asur sul nostro territorio comunale per il Covid19. Forse sfugge a qualcuno che i sindaci sono la massima autorità sanitaria locale e sono loro che quotidianamente si confrontano con la popolazione, anche e soprattutto nei momenti più critici come quello che stiamo vivendo. Pur comprendendo le necessità di privacy del singolo, credo fortemente che i sindaci non possano essere lasciati alle “chiacchiere di paese”, che oggi sembrano essere diventate l’unico strumento per conoscere le condizioni di salute dei propri concittadini e tutelare la salute delle comunità».

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Il post di Mauro Romoli, sindaco di Pollenza

Marinelli precisa che non si chiedono bollettini pubblici, ma solamente «di rendere i sindaci partecipi di quello che accade nei propri Comuni, perché questa pandemia non è questione solo del singolo, ma è questione della collettività. Non avere una comunicazione chiara, che sia anche solo in capo agli amministratori, causa una maggiore confusione e preoccupazione tra i cittadini. In aggiunta risulta difficile, in assenza di informazioni, organizzare al meglio quei servizi ausiliari di supporto ai cittadini che devono rimanere a casa, anche alla luce del fatto che ai Comuni è stato chiesto espressamente di preparare i volontari a svolgere attività come la consegna di pasti e di medicinali direttamente nelle abitazioni. Come amministrazione comunale siamo bendisposti a collaborare fattivamente, per quanto ci è possibile, anche per testimoniare la nostra vicinanza e gratitudine a chi sta lavorando in prima linea con grandi sacrifici per tutelare la salute di tutti noi».

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Massimo Baldini sindaco di Matelica

Si unisce al coro anche il sindaco di Matelica Massimo Baldini: «Tolto anche questo utile strumento di controllo, che comunque garantiva una buona e celere informazione sullo stato di salute dei propri cittadini residenti, ci troviamo costretti a dover rincorrere eventuali notizie tramite fonti non certificate e quindi probabilmente non attendibili. Una destabilizzazione questa molto raccapricciante se si pensa allo stato generale dell’emergenza Covid-19 nella nostra nazione. Come amministratori abbiamo il diritto di essere informati in merito la reale situazione sul nostro territorio di competenza. Senza tali strumenti diviene anche difficile il poter mettere in piedi soluzioni particolari, idonee al contenimento della diffusione del Covid-19. Si parla di rispetto della Privacy, che sicuramente deve essere garantita per ogni singolo individuo, ma questo purtroppo non deve essere un limite posto per evitare così una corretta è riservata informazione. Non si pretendono di certo “bollettini di guerra”da appendere sulla pubblica piazza ma si pretende bensì la tutela dei nostri territori per i nostri cittadini. Cittadini che oggi sono disorientati ed impauriti. La preoccupazione è tanta, in queste interminabili giornate l’unico sollievo è quello di essere ancora una città totalmente negativa al Covid-19. Come amministratori continueremo comunque a fare tutti i controlli necessari tramite la Polizia Locale ed i Carabinieri. Saranno portate avanti anche tutte le attività ed i sevizi attivati per fronteggiare l’emergenza grazie anche all’aiuto della Croce Rossa Italiana e della Protezione Civile. Auspichiamo quindi in un celere passo indietro da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri e che si torni ad avere un’informazione giornaliera sulla situazione esclusivamente a tutela della salute pubblica».

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